Così Amorim ha vinto il derby e il "nuovo" Alajbegovic: Sky Sport Tech Show
Nuova puntata dell'appuntamento Sky dedicato all’analisi dei temi tecnico-tattici dell’ultima giornata di Serie A. Ogni lunedì, alle 17.45 LIVE su Sky Sport 24 e disponibile anche On Demand. Parliamo di derby: Amorim lo ha vinto anche con un pressing orchestrato alla perfezione e uno schema per il gol di Rabiot. Inter, cosa è mancato? Poi la Lazio e una nuova posizione per Alajbegovic che ha brillato col Napoli
LO SCHEMA SU PUNIZIONE DEL MILAN
- Capitolo I: il derby vinto dal Milan. È stato il match del weekend, e il Milan l'ha vinto anche con un pressing efficace (ci arriveremo a breve) e pure con lo schema che ha portato al 2-0 di Rabiot. Era un cross e non un tiro, vero, ma sono stati decisivi innanzitutto questi blocchi che hanno liberato il francese.
- L'Inter è a zona da fermo: la squadra fa densità nell'area piccola e resta uno spazio vuoto che, coi blocchi, porta al tiro-cross di Rabiot… e al gol. Prima mossa vincente per Amorim.
MA SOPRATTUTTO: LE PRESSIONI DEL MILAN
- Ne ha parlato anche lo stesso Amorim, lodando i suoi: "I reparti sono stati più vicini, sia in pressione alta che col blocco basso. La squadra è stata compatta e siamo stati aggressivi sulle fasce". Ecco un esempio: il Milan qui è in posizione di 532 (immagine sopra) e attende. Poi, appena l'Inter porta palla su un lato, scatta la pressione Milan con Ramos che provoca un'uscita larga (immagine sotto)…
- L'Inter va a sinistra e il Milan alza tutto il blocco (foto sopra). L'Inter allora torna indietro, va a destra e il Milan prosegue a salire (foto sotto).
- Con palla sulla destra arrivano dunque le uscite forti del Milan: Pavlovic e Diawara (cerchiati) su Spence. Barella a quel punto è obbligato a lanciare avanti. E il Milan recupera il possesso.
- Altro esempio: qui l'Inter va da Bisseck, che non forza la palla lunga e, sulla pressione, torna indietro da Martinez. Poi l'Inter si sposta a sinistra.
- Appena la palla è sul lato il Milan esce ancora con tanti uomini. Qui si vede bene: Rabiot (prima foto) è il primo a uscire, Moreira fa un'uscita lunghissima a destra su Bastoni (foto in mezzo) e poi sempre Rabiot arriva addirittura su Martinez (foto in basso). Da sottolineare anche il lavoro di Ramos: l'attaccante portoghese segue Calhanoglu a lungo e poi recupera palla in prima persona sul rinvio a vuoto di Martinez.
IL BLOCCO BASSO
- Ultimo esempio: Amorim ha lodato i suoi non solo in pressione, ma anche in difesa sul blocco basso, dicevamo. La chiave è stata questa: mai un blocco basso passivo, ma un blocco basso fatto di tante micro-uscite: Pulisic, Diawara: linee corte e aggressività sul lato del pallone. Anche così il Milan ha fatto suo il derby.
COSA È MANCATO ALL'INTER
- Di questo ne ha parlato Barella dopo il derby: "Abbiamo provato a fare qualcosa di diverso e forse questo ci ha tolto qualche sicurezza". Sì, ma quali? Per sottolineare le certezze "mancate" dell'Inter partiamo dalla posizione di Thuram in costruzione: il francese (unico attaccante in campo) è risultato più isolato del solito, anche perché il centrocampo era diverso dal solito, con due coppie: Barella-Calha al centro più Diouf-Sucic più aperti.
- E Thuram dov'era? In questa immagine quasi fuori dall'inquadratura. E quando ha attaccato la profondità è mancato un secondo attaccante che occupasse lo spazio centrale (evidenziato in blu nella foto sotto). In questo senso è ovviamente pesata l'assenza di un secondo attaccante: Lautaro era ko e Chivu, nel post gara, ha confermato che pure Bonny e Pio stavano male.
- Altra situazione e identico risultato: l'Inter qui costruisce a tre, coi quinti larghi, centrocampisti ancora 2+2 come visto prima, ma soprattutto ha ben nove giocatori nella metà campo difensiva (foto sopra)
- In questo scenario Thuram era ancora l'unico davanti e sempre isolato (in questo caso è davvero fuori inquadratura: sarebbe l'uomo evidenziato con la freccia nella foto in basso). Qui ne esce una palla lunga facilmente preda del Milan.
- Senza palla, poi, stesse conseguenze negative. Qui i problemi ci sono stati sulle uscite in pressione: l'Inter ha pressato con un 2-1 (evidenziati nella foto sopra) e non coi 2 che di solito sono Thuram e Lautaro (o Bonny o Pio). Questo ha portato a uscite un po' scoordinate dove è mancata la comunicazione. Risultato: Musah libero, Modric mai marcato, visto che Calhanoglu e Barella sono sempre stati bassi.
CAPITOLO JUVE: IL "NUOVO" ALAJBEGOVIC
- È stato lo spacca partita contro il Napoli con una perla all'incrocio, ma nel suo match c'è stato anche e soprattutto un piccolo cambio di posizione: molto più centrale di quanto visto in avvio di stagione dove aveva giocato soprattutto largo a sinistra (qualcosa di simile lo avevamo già visto quando giocava nel Salisburgo)
- Prendiamo questo primo esempio: il gioco si sviluppa sulla destra, lui si guarda intorno e poi va a occupare questa area centrale: praticamente da trequartista o da seconda punta.
- Secondo caso: altra azione molto simile a quella che poi porterà al suo gol. Alajbegovic parte sempre da posizione centrale (foto sopra), con Di Lorenzo che lo segue da vicino ma gli lascia comunque spazio per entrare in area e calciare (foto sotto). In questo caso eravamo a fine primo tempo e solo una prodezza di Meret gli nega la rete dell'1-0.
- Terzo caso: il gol. Fondamentale anche il cambio Napoli: fuori Di Lorenzo dentro Marianucci, che è più centrale che terzino. Anche per questo Alajbegovic si è dovuto preoccupare meno della fase difensiva, poteva partire più alto e ricevere più alto
- Per di più, qui gode di molto spazio: nella foto sotto abbiamo evidenziato la distanza che si crea tra lui e Marianucci e tra lui e Anguissa. Decisamente troppa. Poi, ovvio, servono le qualità per segnare quel gol…
I PROBLEMI DEL NAPOLI CONTRO LA JUVE
- Quali sono stati? In una parola: coraggio, quello di trasformare il possesso in pericolosità. I dati parlano chiaro: contro la Juve oltre il 62% di tocchi è avvenuto nella propria metà campo, mentre la presenza in ultimo terzo si è dimezzata, sono diminuite le verticalizzazioni e passaggi chiave. Il Napoli ha fatto circolare tanto il pallone, ma ha fatto fatica a rompere le linee avversarie. Solo lo 0,2% di tocchi a ridosso dell'area di rigore nella zona assist: troppo pochi per far male alla Juve.
IL CAMBIO DECISIVO DI GATTUSO
- Infine la capolista: in casa Lazio è arrivata un'altra vittoria firmata anche da un cambio decisivo di Gattuso nell'intervallo: "Sapevamo che ci avrebbero messo un uomo su Nuno Tavares" — parola di Rino. E infatti nel primo tempo abbiamo visto la solita Lazio, la squadra della Serie A in assoluto più sbilanciata a sinistra
- Guardate l'immagine: ci sono addirittura sei giocatori da quella parte, tutti disposti su altezze diverse e sfalsati. Il problema era che Nuno Tavares aveva sempre l'uomo attaccato…
- Gattuso cambia quindi nella ripresa: dentro Pedraza per Nuno, ma anche Dele-Bashiru per Frattesi. Qui la Lazio attacca esternamente con proprio Dele-Bashiru e Floriani: i due citati fanno due corse che creano spazio interno per Isaksen, che può rientrare e andare al tiro col mancino
- È un'altra Lazio che dimostra di saper attaccare anche da destra: qui il gol è solo sfiorato, il tiro di Isaksen va a un passo dal palo e finisce sul fondo.
- Poi l'azione del gol: la Lazio crea grande densità ancora sulla destra: Dele-Bashiru attacca lo spazio, Noslin è l'ala sinistra che arriva fino a destra, Isaksen va quasi al posto di Floriani, mentre Pedraza fa un po' il Nuno Tavares della situazione che si sovrappone e firma l'assist per il gol decisivo di Pinamonti.
- E i numeri, come sempre, confermano: nel primo tempo la Lazio ha registrato quasi il 60% di attacchi a sinistra, nel secondo tempo è stata molto più bilanciata. Anzi, leggermente sbilanciata a destra.