Calciomercato, Pellegri story: dal Genoa al Monaco, una vita piena di record

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Il giovane attaccante è l'uomo del momento: passato al Monaco per una cifra record, visto che ha ancora 16 anni, è stato soffiato alla Juventus. Dai palleggi sul lungomare di Genova alla sua nuova vita in un top club europeo. Michele Sbravati, responsabile del settore giovanile rossoblù, il tecnico che lo ha scoperto

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Record in campo, record nel calciomercato. Pietro Pellegri ha saputo guadagnarsi le copertine in entrambi gli ambiti per la sua straordinaria precocità. E la decisione del Monaco ha fatto la differenza, con i monegaschi che hanno battuto la Juventus nello sprint al giocatore. Un’offerta più alta e meno legata ai bonus, davanti alla quale il Genoa non poteva tentennare troppo: 25 milioni di euro, compresa la parte variabile, per il giovane attaccante che a marzo compirà 17 anni, diventando quindi il sedicenne più pagato della storia. E avrà anche un ingaggio da calciatore di primo livello, considerando l’età: guadagnerà un milione di euro a stagione e si legherà alla società francese per cinque anni. Oggi è arrivato al Principato, per sostenere le visite mediche. Dopo, firmerà i documenti del caso e sarà a disposizione di Leonardo Jardim, che avrà il compito di coltivare il talento di Pellegri in un top club europeo. Pochi chilometri lo separano dalla sua Genova, che l’ha cresciuto e svezzato, rendendolo un calciatore dalle qualità cristalline e ancora tutte da sviluppare. La vicinanza con grandi campioni, come Radamel Falcao, gli permetterà di fare presto l’esperienza necessaria per ritagliarsi uno spazio magari già in questa stagione nella sua nuova squadra.

Enfant prodige

La storia recente di Pietro Pellegri comincia il 22 dicembre del 2016, quando Ivan Juric lo fa esordire contro il Torino a 15 anni e 280 giorni, diventando quindi il più giovane di sempre eguagliando il precedente record appartenente ad Amadeo Amadei negli anni Trenta. Tuttavia, è all’ultima giornata dello scorso campionato che comincia la favola, quando l’allenatore rossoblu lo schiera titolare contro la Roma nella gara che per i giallorossi vale la stagione, in una giornata emozionante per l’addio al calcio di Francesco Totti. Eppure le marcature le apre proprio il più giovane, per un emblematico passaggio di consegne fra generazioni, considerando che l’ex capitano giallorosso era già un calciatore affermato quando Pellegri veniva alla luce nel 2001. Nella stagione attuale ha trovato meno spazio, è partito tre volte da titolare nelle 6 presenze collezionate ma ha avuto modo comunque di graffiare a modo suo, sorprendendo: la doppietta alla Lazio dello scorso 17 settembre rimarrà sempre nell’immaginario collettivo per il grande senso del gol che gli ha permesso di convertire in rete gli unici palloni che ha avuto modo di calciare verso la porta. Inutile far presente che è stato anche il più giovane in Italia a segnare due reti nella stessa partita, riuscendo peraltro a far meglio dei grandi fenomeni del calcio mondiale Ronaldo, Messi e Cristiano Ronaldo che alla sua età non avevano raggiunto lo stesso traguardo.

Semplicemente Pietro

Nonostante i traguardi e le attenzioni della critica, Pietro Pellegri è un giovane posato, a cui la famiglia ha ben delineato le priorità. E quindi scuola pomeridiana, per non perdere il valore dell’istruzione. Il papà Marco, inoltre, è il team manager del Genoa e ha potuto seguire da vicino – commuovendosi – le prodezze del figlio. E’ a lui e la mamma, che Pietro dedica i suoi gol, baciandosi il polso su cui ha tatuato le loro date di nascita. Le sue doti sono state note fin da subito agli osservatori del settore giovanile rossoblu, che dopo averlo notato per caso sul lungomare di Genova decise di prenderlo nonostante fosse di un anno più piccolo rispetto alle fasce di età curate. Un predestinato, che però adesso non appartiene più al calcio italiano. Pronto a fare le fortune del Monaco, avendo davanti tutto il tempo del mondo.

Chi lo ha scoperto?

E' Michele Sbravati, responsabile del settore giovanile rossoblù, ad aver scoperto e puntato sul talento di Pietro Pellegri. E quel Genoa dei giovani era una squadra decisamete vincente e promettente. "Lui è la punta dell'iceberg di una formazione che ogni hanno ha portato tanti ragazzi a coronare il sogno di diventare professionisti - ha dichiarato tempo fa Sbravati -. Qualche anno fa Perin, Sturaro ed El Shaarawy sono riusciti anche ad andare in Nazionale e ora tocca ad altri. Il merito è di tutti gli allenatori del settore giovanile, che hanno preparato fisicamente e psicologicamente questi ragazzi per questo tipo di palcoscenici". Dicevamo del settore giovanile genoano, una sorta di miniera d'oro di talenti. Con i Giovanissimi Nazionali del Grifone, Pellegri ha vinto l'edizione italiana della Nike Cup, e nella fase internazionale disputatasi a Manchester, si è fermato solo in finale ai rigori contro i ghanesi del Right to Dream. Pellegri è la punta di diamante di quella squadra, e in coppia con il suo compagno di reparto Bianchi segna una quindicina di goal nel torneo, attirando già l'attenzione di club importanti. Nella stagione 2015/2016 entra a far parte in pianta stabile dell'Under 17 del Genoa. Pellegri gioca poco nel campionato Under 17 Lega Pro e molto nell'Under 17 A e B, dove si confronta con avversari classe '99, che hanno, quindi, 2 anni in più. 

Un colpo da Real Madrid

Cifre così alte per il trasferimento dei calciatori era stato in grado di spenderle soltanto il Real Madrid in tempi recenti. L’ultimo colpo di questo tipo risale alla scorsa estate, quando poco dopo aver battuto la Juventus in finale di Champions League, gli spagnoli ufficializzarono l’acquisto di Vinicius Junior, attaccante del Flamengo classe 2000, per 45 milioni di euro complessivi. Il brasiliano è rimasto ancora nel suo paese di origine e il suo arrivo a Madrid è previsto per luglio 2019, con la possibilità di arrivare prima qualora le società trovassero un accordo differente. In patria lo chiamano già il nuovo Neymar e su di lui c’erano anche Manchester City e Barcellona. Senza dimenticare quando nel gennaio 2015 sempre i madrileni si aggiudicarono Martin Odegaard, talento norvegese che però non ha ancora trovato la consacrazione; all’epoca del trasferimento aveva 17 anni.

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