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Calciomercato Avellino, Taccone: "Bidaoui ce l'hanno chiesto in molti, ma non si muove"

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Il presidente dell'Avellino Taccone, foto Getty

Il presidente dell’Avellino ha analizzato vari temi a margine del convegno dal titolo “Per un calcio pulito”, soffermandosi anche sul mercato della sua squadra

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Ultimi due giorni di mercato, trattative che entrano nella loro fase cruciale e operazioni che rischiano di saltare per pochi minuti. Sono giorni frenetici per il calcio italiano, ma non per l’Avellino che, in queste ore finali di trattative ha definito la rosa da mettere a disposizione di Novellino come sottolineato dal presidente Taccone a margine del convegno al Circolo della Stampa di Avellino dal titolo ‘Per un calcio pulito”. "La società lavora in piena sinergia con Novellino, abbiamo come scopo principale la salvezza anche se a volte ci scappa qualche bugia. La permanenza in serie B deve essere il nostro obiettivo, i tifosi dal canto loro fanno bene a sognare qualcosa in più. Mercato? Il nostro direttore sportivo De Vito si trova in questo momento a Milano, non mi piace dire chi deve andare via ma qualcosa va sfoltito, ma non credo faremo cessioni eccellenti. Per quanto riguarda Bidaoui, ce lo hanno chiesto ma non lo cediamo a gennaio, rinunciando anche a una montagna di soldi. Poi è chiaro che se dovessero arrivare offerte irrinunciabili andremo ad analizzarle caso per caso. Il giocatore attualmente presenta un problema al mignolo del piede e dovrà stare fermo un po’. Anche Cabezas ha una cicatrice che gli dà fastidio, lo sapevamo già, dovremo impiegarlo al momento opportuno. Ardemagni? Non ho mai detto che va via, vorrei restasse per dimostrare tutto il suo valore, recuperare il vero Ardemagni sarebbe un grande acquisto per noi come è stato per Gavazzi, quando lo dicevo nessuno mi credeva". 

La sfida con il Foggia

Il prossimo appuntamento dell’Avellino sarà contro il Foggia, una trasferta su cui si è soffermato anche il presidente Taccone: “Non ci piace approfittare delle disgrazie altrui, anche a noi dispiace giocare a porte chiuse. Il Foggia ci ha chiesto di intervenire per giocare a porte aperte ma non è una decisione che spetta a noi. Il campo deciderà chi sarà stato più bravo e porterà a casa i punti".

La corsa alla presidenza FIGC

Non poteva mancare infine un accenno sull’election day: "A prescindere da chi sarà il presidente, e mi sono esposto anche oltremodo con Sibilia, è stata una giornata brutta per il calcio italiano. Abbiamo pazientato 10 ore per una situazione che si poteva prevedere, l'ho anche detto a Tavecchio che mi ha dato ragione, imprenditori che lavorano hanno perso una giornata senza alcun motivo".