Calciomercato, Raiola: "Pellegri-Monaco? Allora Kean vale 75 milioni. Balotelli in Italia? Possibile"

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A tutto Raiola sul calciomercato: "Pellegri è forte, ma allora Kean vale 75 milioni. Balotelli? Non ha mai escluso un ritorno in Italia, forse l'ho fatto io". Su Donnarumma: "Niente da dire. Mirabelli? Mi ha detto che sono un uomo piccolo, con lui non posso parlare..."

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A tutto Mino Raiola. Il procuratore, uno dei più importanti ed influenti nel panorama del calcio internazionale, è stato intercettato all’esterno degli uffici milanesi del Sassuolo e si è soffermato a parlare di diversi argomenti legati al calciomercato e non solo. A partire da quella che la situazione legata alla presidente della Federazione: “C'è ancora Tavecchio in giro, non siamo un Paese serio - ha detto - Ogni paese ha il re che si merita. Non abbiamo idee chiare sul nostro sport preferito, sono anni che dico che dobbiamo fare uno sciopero, una rivoluzione. Quando abbiamo vinto il Mondiale è stato mascherato tutto”. Spazio poi alle operazioni di mercato, con Ibra in prima pagina: “Zlatan in America? Ci va sempre, in estate - ha detto scherzando - Noi viviamo giorno per giorno. Pastore all'Inter? Non l'ho seguito. Si fa se le parti coinvolte hanno la volontà di farlo. Il PSG ha da fare con il Fair Play Finanziario. Non è più un mercato vero, aperto. Se il PSG ha l'esigenza, non economica ma di bilancio, di farla, mi sa che si può concludere”.

"Pellegri forte, ma allora Kean ne vale 75. Mirabelli..."

Raiola ha poi detto la sua sul trasferimento di Pellegri (classe 2001 scuola Genoa) al Monaco per 25 milioni di euro: "Kean vale 75 milioni allora. È più avanti come esperienza ed più forte di Pellegri oggi. Ma il Monaco ha creduto fortemente in questo giocatore. Deve ancora crescere, è molto giovane. Ma se è così forte magari tra 3 anni glielo portano via…". E ancora: “Il calciomercato sta diventando più importante del calcio giocato. Ma dirlo da solo non serve a niente... Donnarumma? Non c'è niente da dire, né su Gigio né sul direttore Mirabelli, né del suo futuro. Io sono un uomo piccolo, lo ha detto Mirabelli. Non c'è niente da dire: lui se la fa solo con gli uomini grandi, magari un giorno che sarò diventato grande parlerà con me. Un giorno magari prenderò il diploma e potrò parlare con lui, perchè ora non sono al suo livello”. Una battuta poi sul possibile ritorno in Italia di Balotelli: “C’è la possibilità. Il principale desiderio di Mario è giocare bene a calcio e che ci sia una squadra che crede in lui. Non ha mai escluso l'Italia, forse l'ho esclusa io”, ha concluso.

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