Bayern Monaco, Robert Kovac vice del fratello Niko in panchina: è costato un euro

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Retroscena in Baviera sull'arrivo di Robert nello staff del fratello Niko: per "strapparlo" all'Eintracht i campioni di Germania hanno pagato un euro. L'AD della squadra di Francoforte ne spiega il motivo

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Una vita insieme. Niko e Robert, fratelli inseparabili già in campo dove hanno condiviso le maglie di Bayer Leverkusen e di Bayern Monaco. Poi la storia insieme anche in panchina. Niko Kovac capo allenatore, Robert (più piccolo di tre anni) vice. I due avevano iniziato nella Croazia under 21 nel 2013, proseguendo in nazionale maggiore e anche in quell’Eintracht Francoforte che per Niko è valso la chiamata del Bayern Monaco. 2,2 i milioni di euro pagati dal club campione di Germania (ormai da sei anni in fila) per averlo in panchina come dopo Heynckes. La sua risposta? Assolutamente affermativa, ovvio (come rifiutare il Bayern?), ma a una condizione: “Robert viene con me”. Un matrimonio quello tra Kovac senior e i bavaresi già ufficiale dall’aprile scorso, mentre l’annuncio del suo vice Robert è solo il capitolo più recente di questa storia. Con un retroscena molto curioso.

Pagato 1 euro

A dichiararlo è stato lo stesso dall'amministratore delegato dell’Eintracht Fredi Bobic: “Si, è vero, abbiamo chiesto un euro come rimborso simbolico. Questo anche per motivi legali. Non potevamo lasciarlo andar via a zero”. E così il clamoroso trasferimento “record” (si fa per dire) è costato meno di un caffè al bar. O come una bottiglietta di acqua al distributore. Simbolico, ovvio, ma comunque clamoroso. E, in sintesi, una vicenda che forse avrà fatto piacere solo per metà allo stesso Niko. Da un lato felice di riabbracciare Robert come suo braccio destro, ma dall’altro sicuramente polemico (già in tempi non sospetti) sulla situazione mercato allenatori: “Vorrei che si pagasse di più per prendere noi allenatori. Così avremmo tutti maggiori possibilità di sopravvivere in un club. Se si pagasse tanto per uno di noi poi le società starebbero certamente più attente a non mandarci via subito. Sia chiaro però: i calciatori restano comunque più importanti”.

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