Calciomercato, Mercatonovela: Maksimovic al Napoli, una trattativa lunga più di un anno (2015)

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Vanni Spinella

Storia di una trattativa durata oltre un anno: nell'estate 2015 il primo assalto, respinto dal Torino. Nuovo tentativo nel mercato invernale, e nuovo no. Finché il giocatore non si ribella e "scappa". Arriverà sul gong e solo grazie a un jet privato

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Quanto può durare una telenovela di mercato? Un mese? Due? Forse anche tre, se i primi contatti tra le parti avvengono a mercato ancora chiuso e il corteggiamento va avanti tutto luglio e agosto. Quella che stiamo per raccontarvi ci ha allietato per oltre un anno, da un’estate a quella successiva, coprendo ben tre sessioni di mercato. Protagonista della storia infinita è Nikola Maksimovic, meno protagonista nell’ultima stagione al Napoli, il club che l’aveva voluto ad ogni costo.

Un campionato partendo quasi sempre dalla panchina, alle spalle della coppia di centrali titolare Koulibaly-Albiol, che per stessa ammissione di Sarri dava più garanzie di solidità. Appena 8 presenze, altre 2 in Champions (la prima nel 4-2 al Benfica per l’esordio in maglia azzurra), a ottobre un gol al Crotone dopo due partite da titolare coincise con due sconfitte del Napoli (contro Atalanta e Roma), con cui credeva di essersi guadagnato il posto. E invece Sarri lo rispedisce in panchina, facendogli rivedere il campo solo dopo Natale. Il 25 febbraio la sua ultima apparizione, nella sconfitta contro l’Atalanta, poi ancora una sfilza di panchine, ma Sarri assicura: “Diventerà un pilastro di questa squadra”.

Estate 2015: l'affare salta

E se lo dice lui… È proprio Maurizio Sarri, infatti, nell’estate 2015, a chiederne l’acquisto. È appena approdato sulla panchina del Napoli e quando De Laurentiis esce dalla lampada concedendogli tre desideri, lui risponde così: Valdifiori, motore del “suo” Empoli; Allan, motorino dell’Udinese; e poi Maksimovic, che non è un motorino ma solo del Torino. Serbo, classe 1991, Maksimovic è una delle rivelazioni della stagione che si è appena conclusa, con Ventura capace di esaltarne le doti nella sua difesa a 3. Doti che consistono in un’ottima padronanza del pallone (gli piace salire spesso conducendolo con sicurezza) e in un discreto lancio. Senza arrivare ai livelli di Bonucci, vero e proprio regista arretrato, ma comportandosi sempre egregiamente quando gli veniva chiesto di impostare. E la cosa piaceva parecchio a Sarri.

Parte l’offerta (18 milioni di euro più bonus), il Napoli ha anche il gradimento del giocatore, ma il Torino respinge, con il ds Petrachi che assicura: “Resta con noi un altro anno”. Sembra la classica frase di rito per far salire il prezzo e invece, tra lo stupore generale, alla chiusura del mercato estivo del 2015, Maksimovic indossa ancora la maglia granata. L’affare non si è fatto, ma pare scontato che sia stato solo rimandato a gennaio.

Gennaio 2016: l'affare salta ancora

Durante la finestra invernale, in effetti, Sarri torna alla carica, nonostante nel frattempo la stagione non sia partita al meglio per il serbo. Una frattura al metatarso l’ha tenuto fuori due mesi, è ormai gennaio quando rientra. Il giorno della Befana, guarda un po’ il destino, si gioca proprio Napoli-Torino, ma per Ventura il giocatore non è ancora pronto e non dà a Sarri la soddisfazione di vederlo all’opera da vicino. A fine gara, allora, l’allenatore del Napoli si prende la seconda rivincita (dopo quella sul campo: 2-1 il finale) rispondendo a una battuta del collega e ridacchiando provoca: “Ventura dice che le squadre d'alta classifica hanno una rosa più lunga? Allora ci può dare una mano dandoci un giocatore…”.

Quattro giorni dopo Maksimovic torna titolare nel Toro, il Napoli prosegue con il suo estenuante corteggiamento. Ancora Petrachi nei panni del guastafeste: “Maksimovic va via solo a determinate cifre: noi non ci stiamo a svendere i nostri calciatori”. C’è poi un altro problema che si somma a quello del mancato accordo sulla cifra: Ventura vuole infatti che prima venga trovato un sostituto all’altezza. E, così, passa anche gennaio…

Estate 2016: riproviamoci

Luglio 2016, terzo assalto. La stagione che si è appena conclusa non è stata memorabile per Maksimovic ma i numeri lo collocano tra i difensori top del campionato per anticipi (3.94 a partita; tanto per dire: Bonucci 2.34, Koulibaly 2.56, Albiol 1.31), tackle (secondo solo a Koulibaly), addirittura dribbling (primo nella graduatoria). Con il suo mentore, quel Sinisa Mihajlovic che lo lanciò nella nazionale serba e che ora siede sulla panchina del Toro, si può ancora crescere. Ad agosto entra in scena anche Antonio Conte: il suo Chelsea offre 50 milioni al Napoli per Koulibaly, mentre il Torino alza un muro rifiutando i 25 del Napoli per Maksimovic. Il domino si ferma alla prima tessera. A questo punto, però, i Blues diventano dei concorrenti, per il Napoli: perché non potendo arrivare a Koulibaly iniziano a strizzare l’occhio a Maksimovic, che piace a Conte fin dai tempi della Juve. De Laurentiis, che gli ronza intorno da un anno, non gradisce.

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Da serbo a serbo

Pochi giorni prima di Ferragosto, Maksimovic capisce che deve fare la prima mossa, e forza la situazione. Non si presenta all’allenamento prima del debutto stagionale in Coppa Italia, contro la Pro Vercelli; Sinisa ovviamente non lo convoca e tuona: “Ha mancato di rispetto a tutti. La società terrà la linea dura”. Poi aggiunge: “Non so se stia sbagliando da solo o se sia mal consigliato, ma non me ne frega niente. Pagherà le conseguenze di questi comportamenti. Ha la memoria corta: io l’ho lanciato in nazionale e gli avevo parlato chiaro poche settimane fa, da serbo a serbo”.

Il motivo per cui Sinisa è furibondo è presto spiegato: l’allenatore si era esposto per lui in prima persona, convincendo il club a garantirgli un aumento e situazioni favorevoli in caso di cessione futura. “Resta con me un anno e poi sarai richiesto dai top club europei”, gli aveva promesso. Ricevendo come risposta un sì. Quello che parla dunque è un “uomo tradito, perché per me vengono prima gli uomini e poi i giocatori. E se dovesse restare sappia che dovrà conquistare la fiducia due volte: prima come uomo e poi come giocatore”.

Multato, Maksimovic si rifugia in Serbia: lo strappo è servito. Il Torino non può far altro che aprire alla cessione, ma adesso alza la sua richiesta a 30 milioni cash. Il Napoli arriva a 25 più 3 di bonus oppure 22 più 3 di bonus e il prestito di Valdifiori (primo “desiderio” di Sarri presto rinnegato). Ci si accorda per 25, uno di bonus e la cessione di Valdifiori (valutato 4) per il prestito con obbligo di riscatto. Il 31 agosto De Laurentiis può twittare felice il suo consueto benvenuto al nuovo arrivato, “un'altra pedina giovane e di talento per il nostro Napoli”.

Una firma di jet-to

C’è anche il tempo, in una mercatonovela così estenuante, per il colpo di scena finale. Al momento dell’accordo tra i club, infatti, Maksimovic si trova a Francoforte e resta bloccato in aeroporto da un allarme bomba che gli impedisce di partire per l’Italia dove è atteso per le visite mediche e, soprattutto, la firma. AdL, che è già stato scottato dal caso Soriano, non ci pensa su due volte e manda un jet privato a prelevarlo. A quel punto mancano i tempi tecnici per effettuare le visite mediche, ma il Napoli è sereno perché il giocatore ha svolto regolarmente tutta la preparazione con il Torino, prima di ribellarsi. E poi, a caval tanto corteggiato non si guarda in bocca.

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