Neymar: "Giocare nel Real Madrid è un onore per chiunque, ma ora sono felice al PSG"

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In un'intervista a "Esporte Espetacular" l'attaccante brasiliano non chiude la porta ai Blancos: "In futuro chissà, tutto può succedere...". Poi aggiunge: "Il mio sogno l'ho già realizzato: da piccolo sognavo di giocare nel Barça. Messi? Una persona speciale"

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Il fascino della camiseta blanca del Real Madrid non lascia indifferente nemmeno Neymar. Il fuoriclasse brasiliano, che sta recuperando dall’infortunio al metatarso del piede sinistro, lo ha confidato in una lunga intervista al programma “Esporte Espetacular”  in occasione dei suoi dieci anni nel calcio professionistico. “Se voglio giocare nel Real? Stiamo parlando di uno dei maggiori club del mondo, qualsiasi giocatore si sentirebbe onorato alla sola idea di andarci – ha detto “O Ney” -. Adesso sono felice a Parigi, domani chissà. Il futuro non lo conosce nessuno e da qui a tre mesi tutto può succedere”. Insomma, l’ex attaccante del Barcellona non chiude le porte all’ipotesi di trasferirsi alla Casa Blanca, trasferimento su cui si parla da tempo in Spagna e in Brasile.

Barcellona e il rapporto con Messi

"Il mio sogno l'ho già realizzato: da piccolo sognavo di giocare nel Barcellona – aggiunge il numero 10 della nazionale brasiliana -. Messi per me è stata una persona molto speciale. Nel momento in cui avevo bisogno di aiuto, il giocatore più forte del mondo è venuto da me, mi ha dato una mano, consigliandomi di essere me stesso, come se stessi ancora giocando nel Santos. Leo e Suarez saranno nel mio cuore per sempre”. Neymar ha parlato anche del sogno di vincere il Pallone d'Oro. “Non è un’ossessione per me. Se non succederà, non sarà la fine del mondo – puntualizza il brasiliano – Certo, ogni giocatore sogna di conquistarlo almeno una volta. Il mio sogno più grande, però, è vincere la Coppa del Mondo con il Brasile".

“Io cascatore? Non mi pare sia vietato il dribbling”

Neymar ha parlato anche delle polemiche per le sue presunte simulazioni. “Ho già perso troppe volte la concentrazione per il fatto che un difensore mi picchia e l'arbitro non vede – conclude il giocatore del PSG -. Il mio calcio è fatto di dribbling, così da creare superiorità numerica. Per caso nel calcio hanno proibito il dribbling? Esiste una regola che prevede il giallo per chi dribbla? Se è così, non è il calcio che conosco…”.

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