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03 maggio 2019

Conte torna in Italia? La norma del Decreto crescita che può aiutare i club di Serie A

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Conte ma non solo: una norma prevista nel "Decreto crescita" può favorire il calcio italiano. Come riporta “Il Sole 24 ore” la “legge Beckham” all’italiana potrebbe consentire ai nostri club di risparmiare cifre importanti sull’ingaggio di allenatori e giocatori stranieri o italiani che vivono all’estero

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Il calcio italiano verso una nuova età dell’oro? Forse è presto per dirlo. Ma sicuramente una norma prevista nel Decreto crescita del Governo può favorire i club italiani. Ingaggiare Antonio Conte diventerebbe molto conveniente dal punto di vista fiscale. Ma anche sognare Guardiola o un top player non sarà più così impossibile, grazie a un nuovo regime fiscale. L’articolo 5 del Decreto, infatti, prevede che dall’1 maggio chi si trasferisce nel nostro Paese, non avendo risieduto in Italia negli ultimi due anni, potrà essere tassato solo sul 30% del compenso lordo per un periodo di cinque anni, a patto che viva nella penisola per almeno due anni. Nelle regioni del Sud (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Abruzzo) questa percentuale si abbassa ulteriormente fino al 10%. La norma per favorire gli “impatriati” avrebbe effetti di risparmio notevoli per le casse dei club. Restando ad Antonio Conte, invece di avere un costo lordo di 20 milioni all’anno, con la nuova norma ai club costerebbe 12 o 13 milioni: Inter e Roma, le due squadre più interessate, risparmierebbero quindi almeno 7 milioni a stagione, non poco. Ma la cifra si abbasserebbe ancora di più per le società del Sud, come il Napoli. Il Club di De Laurentiis con le nuove norme pagherebbe il 20% in meno delle altre società in caso di ingaggio di giocatori stranieri o italiani che risiedono all’estero. Conte, il Presidente del Consiglio, potrebbe quindi favorire il rientro di un altro Conte, Antonio. Certo, bisogna aspettare che il Decreto venga convertito in legge dal Parlamento, ma già la Serie A sogna. I prezzi dei cartellini certo restano un ostacolo non secondario, ma sapere di poter contare su sgravi fiscali di questo tipo potrebbe incoraggiare diverse società che potrebbero contare su un consistente abbassamento del costo degli ingaggi.

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