Juventus, Dybala: "In estate vicino alla cessione, ma Sarri mi voleva qui"

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L'argentino è tornato a parlare al The Guardian di quanto è successo in estate, quando è stato ad un passo dall'addio alla Juventus: "Sapevo che l'intenzione del club era quella di cedermi. Sarri voleva che restassi, questo mi ha dato la forza. Futuro? Ho ancora due anni di contratto, vedremo quali saranno i piani della società"

Paulo Dybala ha ritrovato il sorriso. 11 gol e 10 assist in 26 partite stagionali, un bottino già superiore rispetto alla passata stagione, quando le reti furono 10 ma in 42 gare. E pensare che la sua quinta stagione alla Juventus - con cui ha raggiunto le 208 presenze - poteva anche non avere mai inizio. Dall'Inghilterra in estate sono arrivate le offerte di United e Tottenham, con il club bianconero che aveva messo sul mercato l'argentino: "Ero vicino alla partenza - ha spiegato in esclusiva al Guardian - questa era l'intenzione del club e lo sapevo. Fino all'ultimo minuto sono rimasto in attesa". Alla fine, però, è rimasto. A Torino ha trovato Maurizio Sarri, chiamato a prendere il posto di Allegri: "Sono felice e a mio agio - ha continuato a spiegare la Joya - l'arrivo di Sarri mi ha aiutato. Voleva che restassi, cosa che mi ha dato la forza quando non sapevamo cosa sarebbe successo. Sapevo che poteva aiutarmi a tirar fuori il meglio da me stesso". Il presente, dunque, dice ancora Juventus: "Un club che mi ha sempre trattato bene". Il futuro, però è tutto da scrivere: "Mi restano due anni di contratto. Non è poco ma non è neanche tanto. Vedremo quali saranno i piani della società, se mi vorrà ancora qui o meno. Questa è una decisione che il club deve prendere. È difficile sapere perché le cose cambiano in un secondo". 

"Libertà fondamentale per gli attaccanti"

Il tempo vola. Quasi senza accorgersene Dybala ha compiuto 26 anni ed è arrivato al suo quinto anno di Juventus: "Eppure mi sembra di essere arrivato ieri - ha scherzato - se tutto va bene mi restano da giocare ancora 10 anni ma è andato tutto così veloce". Gli obiettivi sono sempre gli stessi: campionato, Coppa Italia e Champions. Ha già segnato più dell'anno scorso, senza considerare gli assist: "Senza la palla mi annoio - ha ammesso - se passa molto tempo senza che la tocchi, mi sento perso. Perdo le misure della partita, il ritmo. Sono fortunato a far parte di una squadra che punta sul possesso e dove tutti sono tecnicamente bravi. Così le occasioni a tua disposizione sono tante. Non pensi più: "Ne ho una, forse due al massimo per partita, devo fare qualcosa di buono". No. Perdi la palla e ti arriva di nuovo. Pjanic, per esempio, riceve più di 120 palloni a partita. A volte incontri allenatori che ti danno libertà. Per gli attaccanti è la cosa migliore che possa accadere e cerco ancora di giocare come sempre, con la palla. Non dovremmo mai dimenticare che anche questo è un gioco e che quando eravamo piccoli giocavamo per divertimento. È così che abbiamo iniziato. Tutti abbiamo un bambino dentro di noi e non dovremmo mai lasciarlo fuori".

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