Suso: "Io vicino all'Inter, mi voleva Spalletti. Con Montella e Gattuso rapporto speciale"

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L'ex Milan, oggi al Siviglia, torna sugli anni in rossonero: "All'Inter mi voleva Spalletti, ma mi sarebbe dispiaciuto lasciare il Milan per passare in un club della stessa città". Sul rapporto con gli allenatori: "Ottimo con Montella, Gattuso una delle migliori persone nel mondo del calcio. Non andavo d'accordo con Pioli". Sul futuro: "A Siviglia sto bene, ma mai dire mai..."

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"Un giorno mi piacerebbe tornare a giocare in Italia, anche a Genova sono stati sei mesi bellissimi. Ora però gioco con il Siviglia". Parola di Suso, ospite di #CasaSkySport dalla Spagna, dove  sua moglie è in attesa del secondo figlio: "Sarà una bimba, la chiameremo Bianca". Tra gli aneddoti emersi dalle parole del 26enne spagnolo ex Milan ci sono le trattative di mercato che in passato l'hanno coinvolto, dalla Roma fino all'Inter: "Con Monchi abbiamo parlato soltanto, mentre dall'Inter c'era un'offerta: Spalletti mi ha detto che con lui potevo diventare un giocatore importante, a me piaceva come giocava la squadra. Mi sarebbe dispiaciuto lasciare il Milan per passare in un club della stessa città". Risale invece all'estate 2019 l'avvicinamento della Fiorentina: "Ho fatto una riunione con il loro presidente e il loro direttore sportivo. C'era una trattativa, loro sapevano che la Fiorentina per me non era una priorità in quel momento ma sapendo che loro erano disposti a un'offerta importante li ho ascoltati".

Suso ospite di #CasaSkySport

"Negli ultimi sei mesi c'era confusione"

Passato al Siviglia a gennaio, Suso non ha nascosto la nostalgia dell'Italia: "Milano è la città dove sono cresciuto e diventato un giocatore, in parte grazie al Milan. Per quello sono e sarò sempre legato a quella città e a quel club. Però ora in Spagna sono vicino alla famiglia". Le partite giocate in rossonero dal 2015 allo scorso inverno sono state 152, ma Suso ne sceglie una su tutte: "La doppietta nel derby contro l'Inter, era il primo derby che giocavo e avevo detto che in caso di doppietta sarei tornato a casa a piedi. Io però abitavo a Gallarate ed era difficile tornare a piedi a casa. Quel derby è stato la gioia più bella con il Milan, allo stadio c'erano la famiglia, gli amici: una delle partite più belle della mia carriera". Ricordi da custodire, nonostante il recente addio: "La situazione negli ultimi sei mesi non era bella, c'era un pò di confusione. Poi si cambiava sempre allenatore o dirigenti e la possibilità di venire al Siviglia mi intrigava, così ho deciso di cambiare".

"Con Montella e Gattuso rapporto speciale"

Degli anni al Milan Suso conserva i rapporti con gli allenatori: "Mi sono trovato bene con Montella. Parla poco e crede tanto nel lavoro. Gattuso? Credo che sia prima una grande persona che un grande allenatore, una delle migliori incontrate nel mondo del calcio. Se mi chiamasse a Napoli? Non è successo, quindi non posso dire niente". Spazio anche ai due ultimi incroci in panchina in rossonero: "Negli ultimi sei mesi non ero d'accordo su alcune cose con Pioli, così ho deciso di andare via. Giampaolo? Tatticamente in teoria l'ho trovato preparatissimo. Il problema è che per tutta l'estate avevamo giocato benissimo fino all'amichevole con il Cesena e all'esordio in campionato con l'Udinese. Lì abbiamo iniziato a vedere fantasmi, a pensare che si doveva cambiare più volte modulo". Delle stagioni al Milan restano anche i compagni di squadra: "I sei mesi con Deulofeu che conosco da quando avevamo 15 anni, sono stati molto belli. Credo volesse restare al Milan ma non è stato riscattato. Anche Higuain era molto simpatico e sensibile. Quando abbiamo iniziato a giocare meno bene e ci hanno mosso delle critiche lui forse ne ha risentito. Bonaventura mi piace tantissimo, potrebbe giocare ovunque. In tanti sono costati 30-35 milioni e non hanno fatto la metà di quello che ha fatto Jack".

"Ripresa Liga? Dipende da andamento virus"

Ora Suso è al Siviglia in prestito per un anno e mezzo, con obbligo di riscatto in caso di qualificazione alla Champions League alla fine delle stagioni 2019/2020 e 2020/21. "Nel calcio non si sa mai cosa succede. Sono qui da 2-3 mesi, però sono contento. Dico che i grandi giocatori devono giocare la Champions League: è un mio desiderio, che con il Milan non sono riuscito a realizzare". La squadra è terza e il 4 maggio la Liga si prepara a riprendere i lavori sul campo: "Lunedì iniziamo con gli allenamenti, a meno di sorprese. Saranno individuali, occorrerà vedere come andranno i contagi quando ripartiranno le attività. Io credo che non si giocherà, perché la situazione con il virus è ancora poco tranquilla".

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