Ibrahimovic: "Rinnovo? Ottimista, voglio far parte del progetto Milan". Poi si commuove

DALLA SVEZIA

L'attaccante, dal ritiro della Svezia, parla del suo futuro: "Sono ottimista per il rinnovo, mi piace il progetto del Milan e voglio farne parte". Sul ritorno in Nazionale, aggiunge: "Non sono qui perché mi chiamo Zlatan Ibrahimovic. Avevo tanta voglia di tornare e sono qui per decidere le partite in campo, sono il migliore al mondo". Poi si commuove parlando dei figli (che non può vedere per le restrizioni Covid)

MILAN-SAMP LIVE

Dopo aver ritrovato gol e vittoria con il Milan a Firenze, Zlatan Ibrahimovic è pronto per il ritorno in campo con la Nazionale. L'attaccante è stato convocato dalla Svezia e, in occasione della prima conferenza stampa, ha toccato anche l'argomento rinnovo: "Sono ottimista, per me una giornata senza i giocatori del Milan è come una giornata senza i figli – le sue parole – Questa è la relazione che abbiamo creato. Sembra quasi che tutti siano seduti in una stanza, aspettando che Zlatan dica cosa fare. Voglio fare parte del progetto, mi piace quello che sta facendo il Milan in questo momento".

Le lacrime di Ibra

leggi anche

Ibra: "Rinnovo? Sotto controllo, non c'è fretta"

Ibra spesso si mostra come un personaggio forte, duro. Ma in questa conferenza esce fuori anche con la sua fragilità, commuovendosi quando parla dei figli. L'attaccante è a Milano, ma la famiglia continua a vivere a Stoccolma. Le rigide regole anti-Covid, però, gli impediscono di andare a trovare i figli anche ora che è in Svezia per gli impegni con la Nazionale. "Avere due figli che piangono ogni volta che te ne vai è dura. A casa tirano calci al pallone, mia moglie mi chiede di farli smettere ma loro non vogliono e hanno ragione. Quello che rompono lo possiamo ricomprare. Il mio ritorno in Svezia? Avevo Vincent qui che piangeva quando sono andato via. Ma ora va bene...", dice un Ibra commosso come non lo si era mai visto.

"Ritorno in Nazionale? Lo desideravo. Sono il migliore al mondo"

Sul ritorno in Nazionale, invece, aggiunge: "La volontà cresceva sempre di più, giocare per il proprio paese è una delle cose più belle del calcio. Ma non dipendeva solo da me, dovevo anche considerare quel che voleva il Ct. Sono qui per decidere la partite come succede anche al Milan, non scendo in campo per perdere tempo. Non avrei problemi a iniziare dalla panchina, sono qui per aiutare la squadra e non pretendo nulla, il capitano è Granqvist. Gli incontri col Ct sono stati positivi, abbiamo parlato di tante cose e ci siamo capiti. Non vengo qui perché mi chiamo Zlatan Ibrahimovic, quello che ho fatto prima non ha importanza. Sono qui per dare il mio contributo, voglio stare bene fisicamente e ora è così, sono forte. Se me lo chiedete, sono il migliore al mondo". 

Arriva sempre primo

Ricevi live da SkySport le breaking news sui principali eventi sportivi. Per accettare le notifiche devi dare il consenso nel successivo popup.

Ricevi le notifiche