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Milan, chi è Marco Pellegrino: il classe 2002 preso dalla Platense

Calciomercato

Marco Salami

Da piccolo giocava anche a tennis prima di dedicarsi al calcio. Nelle giovanili della Platense era partito da quinto di sinistra (è mancino) per poi accentrarsi e fare il difensore centrale agli ordini dell'ex Boca Martin Palermo, che perse col Milan una finale del Mondiale per Club. L'idolo è Sergio Ramos, ma il suo modello contemporaneo è Cristian "Cuti" Romero, l'ex Atalanta oggi al Tottenham

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L'idolo Sergio Ramos, l'allenatore Martin Palermo e il tennis. Il Milan ha un nuovo difensore centrale: è fatta per Marco Pellegrino, nome e cognome italiano per un nuovo argentino che vestirà il rossonero. Classe 2002, nato a Buenos Aires, un metro e ottantaquattro di altezza. Arriva dalla Platense per 3.5 milioni di euro più 2 di bonus e il dieci percento sull'eventuale futura rivendita.

L'identikit

Anni 21, lascia la Platense che ha abbracciato quando ne aveva appena 8, salutandola con un gol (del pareggio in pieno recupero) alla sua ultima di diciassette presenze in prima squadra. Primo contratto da pro nel 2021, esordio recente, nel marzo 2023. Ma da quel momento, nel campionato argentino, ha praticamente sempre giocato, e sempre da titolare, in una difesa a quattro. Nelle giovanili del club aveva iniziato da quinto di sinistra (è mancino) per poi accentrarsi fino al più classico ruolo di centrale di difesa. Agli ordini di Martin Palermo.

Palermo e Milan

Il suo allenatore è l'ex bomber del Boca da oltre duecento gol in carriera, quello dei tre rigori sbagliati in una sola partita e anche quello che il Milan sfidò nel Mondiale per Club del 2007 (vinto dai rossoneri di Ancelotti). Nella Platense, ma qui riavvolgiamo di molto il nastro, ci aveva giocato anche una meteora milanista, quel Claudio Borghi di cui si innamorò Berlusconi ma che, in rossonero, non giocò mai. Ma anche David Trezeguet e Mauro Zarate sono ex storici de los Calamares.

Sergio Ramos e il tennis

Marco Pellegrino è un centrale di difesa alto e forte fisicamente. Certo, con solo diciassette partite da pro, ma con un'idea di calciatore ben in testa. Che parte sì dall'idolo Sergio Ramos, ma anche da un punto di riferimento contemporaneo preciso: Cristian "Cuti" Romero, l'ex Atalanta oggi al Tottenham. Nelle sue parole - in un'intervista al sito ufficiale dell'ormai ex club - si intravedeva il profilo ideale da seguire: completo, bravo tecnicamente, nella marcatura e nelle giocate aeree, senza dimenticare l'abilità nella costruzione dell'azione. Attenzione anche ai gol: uno solo tra i professionisti, ma molti di più a livello giovanile, riempiendo l'area da corner e trovando spesso il salto giusto. Da piccolo giocava (tanto) anche a tennis, prima di scegliere di dedicarsi solo al pallone: "Il mio sogno è la nazionale argentina, giocarci un Mondiale" - diceva qualche mese fa, e sul futuro: "Mi piacerebbe andare a giocare in Europa". Detto fatto. Al Milan.