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01 febbraio 2018

Roma, Monchi: "La Crisi della squadra? Io il primo responsabile. Sul mercato era questa la linea da seguire"

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Le parole in conferenza stampa del ds giallorosso e del nuovo arrivato Jonathan Silva: "Un bilancio del mercato? E' stato normale - ha detto il ds -, ma era questa la linea da seguire. Non siamo contenti del nostro momento, il primo ad avere la responsabilità sono io". "Non mi aspettavo l'interesse della Roma - ha detto il difensore argentino -, non ho esitato un attimo. E Totti lo vedevo soltanto alla playstation..."

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Le cessioni di Emerson Palmieri al Chelsea e Hector Moreno alla Real Sociedad, l’arrivo di Jonathan Silva dallo Sporting Clube de Portugal e soprattutto la permanenza di Edin Dzeko, rimasto in giallorosso nonostante la corte serrata dei Blues di Antonio Conte. Terminata la sessione invernale di calciomercato, adesso la società del presidente Pallotta può pensare unicamente al campo. Delle operazioni della Roma ha parlato il ds Monchi, intervenuto in conferenza stampa in occasione della presentazione del nuovo acquisto Jonathan Silva. "Siamo qui per presentare il nuovo acquisto Jonathan Silva - ha esordito Monchi -, al quale diamo il benvenuto. Siamo convinti che farà un bel percorso con noi. Lui è un giocatore che conosciamo bene, ha fatto un bellissimo percorso tra Estudiantes, Boca e Sporting. Pensiamo abbia le caratteristiche che stiamo cercando noi e il mister per il ruolo di terzino sinistro, è ancora giovane e deve sicuramente migliorare, ma ha tante buone qualità".

Sul mercato potevamo seguire solo questa linea. Crisi? Se si cerca un responsabile sono io

Spazio poi al mercato, Monchi ha anche analizzato il momento complicato attraversato dalla Roma assumendosi ogni responsabilità: "Un bilancio del mercato? A livello sportivo e a livello di acquisti e uscite è stato normale. Sono usciti Castan e Nura in prestito, Emerson e Moreno in vendita ed è arrivato Jonathan Silva. Se consideriamo l'apporto che hanno dato i quattro che sono usciti, non è stato tanto.s Sono convinto che abbiamo fatto il mercato seguendo ciò che serviva alla società. Forse si poteva fare meglio, ma questa era la linea da seguire. Appena avrò capito meglio questa società sarà più facile migliorare per me. Sono convinto che questi nove mesi mi serviranno per fare meglio ancora. Il momento della squadra? Sono convinto che nessuno sia contento del quinto posto, ma credo che non dobbiamo cercare responsabilità, ma trovare soluzioni. In ogni caso il primo responsabile sono io, che ho preso decisioni sulla costruzione della rosa. Se qualcuno cerca un responsabile del momento della squadra sono io. Tutti possiamo migliorare, giocatori allenatore e ds, ma sono convinto che tutti sanno che c'è tanto da migliorare a livello individuale".

Niente da dire sull'allenatore. La squadra è forte

Monchi ha anche assicurato di non avere alcun dubbio su Di Francesco e di essere convinto della forza della sua squadra. "Di Francesco? Sull'allenatore non c'è nulla da dire, bisogna solo aiutarlo, io per primo. Se mi sento tradito da alcuni giocatori? È difficile fare una riflessione ora che siamo quinti e non vinciamo da cinque partite - ha ammesso il ds della Roma -, ma questa è una squadra proprio forte. Io li vedo tutti i giorni in allenamento, a livello tecnico, tattico e fisico ed anche a livello individuale la squadra è forte. Sono sorpreso, io ho trovato giocatori di un livello veramente alto. Quindi oggi è difficile analizzare questa situazione perché il momento sportivo non è buono. Ma pensate che abbiamo venduto un giocatore al Chelsea per tanti soldi nonostante abbia fatto una sola presenza, questo vuol dire che la squadra è forte".

Silenzio e lavorare, ora dobbiamo fare tutti meglio

Una sola ricetta per superare il momento difficile, il lavoro. Parola di Monchi: "Se mi aspettavo un impatto più semplice col calcio italiano. Quando dissi che i giocatori sono qui per vincere e non per essere venduti, lo feci perché a volte bisogna dire qualcosa per proteggere la società. Noi ora non dobbiamo guardare indietro, non serve a nulla. Io devo soltanto guardare avanti e pensare a costruire una squadra più vicina a ciò che vogliono i tifosi, che sono arrabbiati e dobbiamo capirlo. Quindi assumiamoci le responsabilità e guardiamo avanti, adesso è il momento di stare in silenzio e lavorare di più. Dissi anche di essere venuto qua perchè potevo essere me stesso? Quella è la frase più vicina alla realtà. Quando si parla di Monchi si dice che compra e vende tanto, qui io sono Monchi e, come ho già detto, sono convinto che ho da migliorare. Sono consapevole di questo aspetto e quindi mi assumo le mie responsabilità. Sono a Roma da 9 mesi e penso di conoscere meglio la società, per questo sono sicuro al 100% di essere migliorato come direttore sportivo. Ma non cerco alibi. Sarebbe più semplice pensare a me stesso e non ai bisogni della società, ma per me prima viene la Roma, poi tutto il resto".

Blind non era adatto anche per l'aspetto economico. Alisson? Nessuna offerta

E in chiusura Monchi ha parlato della cessione di Hector Moreno, via dopo essere arrivato in estate in giallorosso, della trattativa saltata per Blind e anche di Alisson, grandissimo protagonista in questa stagione per il quale non sarebbero arrivate offerte. "Ho imparato che se si fa un acquisto che non funziona per qualche motivo, è meglio chiudere. Sarebbe stato più facile dire a Moreno di continuare - ha concluso Monchi -, ma ieri mattina è arrivata un'offerta che corrispondeva al prezzo per cui abbiamo acquistato il giocatore e abbiamo pensato che fosse una buona soluzione a livello economico. C'è anche la volontà del giocatore e per lui, in vista dei Mondiali, è stato meglio così. In ogni caso io sono certo che i giocatori che abbiamo preso in estate inizieranno presto a giustificare il loro acquisto. Schick non è mai stato al 100%, Karsdorp è infortunato e Under è arrivato dalla Turchia e non conosceva bene l'italiano. Dobbiamo aspettare, dare un giudizio adesso sarebbe ingiusto. Tutti hanno bisogno di un tempo di adattamento. La trattativa per Blind? Già prima dell'inizio del mercato abbiamo iniziato a sentire qualcosa su Emerson, per questo abbiamo valutato alcuni nomi. Blind è stato uno di quelli che è stato offerto e valutato, ma abbiamo concluso che non fosse un giocatore adatto a noi, anche per l'aspetto economico. Offerte per Alisson? No. Adesso è presto per parlare della prossima sessione di calciomercato, non mi sembra molto utile farlo il 1 febbraio. Iniziamo invece a parlare di gioco, di tecnica e di tattica, sarà certamente più utile per tutti".

Monchi: "Il mercato è in linea con la società"

Jonathan Silva: "Colpito dal club, in Italia serve concentrazione massima. Totti? Lo vedevo alla play..."

E' il momento delle presentazioni per Jonathan Silva, arrivato in giallorosso nell'ultimo giorno di mercato dallo Sporting Clube de Portugal. "Sono qui per cercare di integrarmi al meglio - ha detto il difensore argentino -, le mie caratteristiche sono note e sono quelle per cui mi hanno scelto. Sono un giocatore ordinato, un marcatore, mi piace attaccare lo spazio anche senza palla e cercare di andare spesso al cross. Difendo ma mi propongo anche in fase offensiva, questo è il mio ruolo. Ma ho ancora 23 anni quindi devo migliorare e crescere. Potrò imparare da tutti qui, non solo da Kolarov. Sono rimasto colpito dal club, sono felicissimo di essere qui. La chiamata è arrivata qualche giorno fa e non mi aspettavo l'interessa della Roma, quindi non ho esitato un attimo. Con il Mister non ho ancora avuto modo di parlare, lo faremo presto. Non gioco da novembre? Al momento mi sento bene. Anche nello Sporting stavo lavorando e adesso sono qui per proseguire nel mio percorso riabilitativo e per essere a disposizione il prima possobile, ma non so dire con sicurezza quanto tempo impiegherò. I miei modelli? Guardo i giocatori del mio ruolo in generale e nessuno in particolare, il campionato italiano mi sembra molto forte: occorre essere concentrati al massimo e assumersi le proprie responsabilità al momento di giocare. Totti? Ieri ho avuto il piacere di incontrarlo, non mi sembra ancora vero di averlo qui. Tutti sappiamo ciò che rappresenta e io ero abituato a vederlo alla playstation...".

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