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10 luglio 2018

Come giocherà Cristiano Ronaldo nella Juventus

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Proviamo a riflettere su come il fuoriclasse portoghese potrebbe integrarsi nel sistema di Massimiliano Allegri. Giocherebbe meglio con Dybala o con Higuain? Di quali movimenti ha bisogno per rendere al massimo?

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Negli ultimi anni il calciomercato supera sempre più spesso l'immaginazione sfrenata dei tifosi. Operazioni all’apparenza impossibili sono diventate realtà a costi a prima vista folli, sebbene probabilmente giustificati all’interno di business plan che dall’esterno possiamo solo intuire, ma forse non comprendere, abbagliati dall’enormità delle cifre coinvolte.

Nonostante l’abitudine a veder diventare realtà operazioni di mercato quanto meno implausibili, le prime voci di Cristiano Ronaldo alla Juventus erano parse davvero troppo fantasiose per poter essere davvero considerate qualcosa di concreto. Seriamente, chi poteva immaginare che a soli tre mesi dalla rovesciata all’Allianz Stadium di Torino e il tributo di applausi riservatogli dall’ammirato pubblico juventino, lo stesso pubblico passasse buona parte della giornata a consultare le news di calciomercato sui propri smartphone in attesa di novità sull’acquisto da parte della Juventus di Cristiano Ronaldo?

Nemmeno dopo l’annuncio esplicito di volere abbandonare il Real Madrid, fatto da CR7 al termine della finale di Champions League a Kiev, era possibile presagire un approdo del fuoriclasse portoghese in Serie A. E invece, siamo già al punto di domandarci come si integrerà Cristiano Ronaldo nel sistema della nuova Juventus.

La Juventus ha già completato alcuni importanti acquisti in questa sessione di calciomercato. Ha ufficializzato gli arrivi di Mattia Perin, Cancelo, Mattia Caldara ed Emre Can, mentre hanno salutato i bianconeri gli svincolati Buffon, Lichtsteiner e Asamoah e, per fine prestito, Höwedes. La campagna acquisti però non sembra affatto chiusa e, se davvero dovesse arrivare Ronaldo sarà inevitabile aspettarsi movimenti significativi in uscita. Le voci più ricorrenti parlano di una cessione di Higuain al Chlesea, specie se la squadra inglese dovesse essere guidata da Maurizio Sarri. Anche il destino di Alex Sandro (piace al Psg) e Rugani non è ancora chiaro. Per questo gli scenari tattici immaginati possono essere considerati puramente teorici e, in ogni caso, contengono l’implicita premessa che il valore di un fuoriclasse assoluto come Ronaldo migliorerà, in qualsiasi contesto, le potenzialità dei bianconeri.

L'intesa con Paulo Dybala

Nel costruire ipotetici scenari è necessario tenere in considerazione le idee di Massimiliano Allegri e la sua maniera di disegnare la squadra in campo. Come è noto, il tecnico ama variare molto i moduli di gioco, anche di partita in partita, per adattarli alle migliori caratteristiche dei propri calciatori e, se necessario, a quelle della squadra avversaria. La fluidità dei moduli e, talvolta, anche delle interpretazioni tattiche, si ritrova anche all’interno della singola partita, dove Allegri può cambiare modulo in corsa e, sempre più spesso, adotta disposizioni posizionali diverse nelle due fasi di gioco, muovendo le sue pedine dentro schieramenti asimmetrici.

Proprio la predilezione di Paulo Dybala per la zona di centro-destra della trequarti avversaria, e il suo ruolo ibrido tra quello di rifinitore e di seconda punta posta in verticale rispetto al centravanti, hanno più volte indotto Allegri ad adottare moduli di gioco asimmetrici quando la Juventus è uscita dal 4-2-3-1, il sistema in cui “La Joya” trova la sua più naturale collocazione. La soluzione più semplice da immaginare per la coesistenza tra Ronaldo e Dybala è quella che vede l’argentino alle spalle del portoghese. Lo schieramento più ovvio in cui inserire la coppia sarebbe il 4-2-3-1 che la Juventus può giocare in varie declinazioni cambiando le caratteristiche dei tanti esterni a disposizione: Cuadrado, Douglas Costa, Mandzukic, Bernardeschi.

Sia Dybala che l’ultima versione di Ronaldo sono attaccanti che “utilizzano” il lavoro dei compagni di reparto per ottimizzare le loro prestazioni e meno propensi, invece, ad adattare il loro movimento e gli spazi di gioco a quelli altrui. Basti pensare, in questo senso, agli adattamenti posizionali a cui Dybala costringe i compagni per occupare la sua comfort-zone di centro destra o la fondamentale importanza di Karim Benzema, e della sua squisita intelligenza tattica, per creare spazi per Ronaldo all’interno dell’attacco del Real Madrid. In breve, sono entrambi attaccanti che in genere si muovono secondo i loro istinti e che preferiscono quindi avere accanto a sé compagni in grado di assecondarli. Viceversa, non amano troppo che le proprie tracce di gioco dipendano da quelle altrui.

Una delle tracce di gioco che più hanno concorso alle enormi fortune del Real Madrid di questi anni. Benzema si apre e crea lo spazio centrale per CR7

In quest’ottica la coppia, isolata dal resto della squadra e vista fuori dal contesto, sulla carta non sembra del tutto funzionale a livello tattico. Tuttavia Ronaldo possiede un’infinita gamma di movimenti da utilizzare in attacco e, tra questi, alcuni sarebbero particolarmente efficaci in associazione con Dybala. Ronaldo è pericolosissimo quando attacca la profondità e, in ogni caso, è capace di riempire l’area come pochi. La sua capacità di abbassare le difese, una dote che Higuain ha progressivamente perso lungo la sua carriera, sarebbe utilissima per i tanti trequartisti a disposizione di Allegri - Douglas Costa, Bernardeschi - che potrebbero avere più spazio per ricevere alle spalle del centrocampo avversario o per avanzare in conduzione dopo il primo dribbling. Tra gli altri, a beneficiare dei movimenti profondi di Ronaldo, potrebbe essere proprio Dybala, che avrebbe spazio per puntare le difese avversarie e la doppia opzione di concludere in proprio o servire i tagli del portoghese. Meno semplice, dentro un 4-2-3-1 puro con Dybala dietro CR7, potrebbe invece essere costruire un set di movimenti capaci di riempire l’area di rigore sui frequenti movimenti tagli interno-esterno di Ronaldo.

Contro il Bayern Monaco il taglio diagonale di Cristiano Ronaldo abbassa la difesa tedesca liberando spazio alle spalle del centrocampo bavarese. Un movimento del genere regalerebbe tempi, spazi e soluzioni di gioco a Paulo Dybala

Mandzukic, il coltellino svizzero

Ampliando però lo sguardo al resto della squadra, oltre la coppia isolata Dybala-CR7, alcune soluzioni tattiche e taluni interpreti potrebbero agevolare la coesistenza tra i due attaccanti. Con particolare riguardo ai tagli verso l’esterno di Ronaldo e, in genere, per assecondarne i movimenti, potrebbero essere preziose le multiformi capacità di Mario Mandzukic.

Sul piano offensivo un 3-4-2-1 con Dybala al fianco destro di CR7 e il croato su quello sinistro, sarebbe in grado di bilanciare le tendenze di ogni giocatore. L’argentino potrebbe gravitare nella sua zona di campo preferita e Ronaldo alternare i movimenti profondi a tagli verso sinistra, i suoi preferiti, compensati eventualmente dai movimenti di Mandzukic verso l’area di rigore. La Juventus ha più volte giocato offensivamente con il 3-4-2-1 alla fine della stagione 2016/17, con Dani Alves o Cuadrado sulla fascia destra e Alex Sandro su quella sinistra.

In fase difensiva la rotazione in senso antiorario della squadra disegnava un 4-4-2 con Mandzukic esterno sinistro e Alex Sandro terzino sinistro. Una soluzione del genere si scontra però con la contemporanea presenza in rosa di Douglas Costa, Cancelo e Cuadrado, tre candidati, tutti molto forti, al posto di esterno destro, considerando la necessità di abbassare sulla linea difensiva l’esterno sinistro e Mario Mandzukic. In ogni caso, la versatilità del croato sarebbe preziosa sul piano tattico per equilibrare, coi propri movimenti, gli istinti di Ronaldo. La loro presenza in campo consentirebbe inoltre la simultanea presenza nel cuore dell’area di due dei migliori giocatori europei nel gioco aereo. Escludendo per un attimo Paulo Dybala, un 4-4-2 con Mandzukic e Ronaldo di punta, con il croato nei panni - diversi per caratteristiche tecniche, ma simili tatticamente - di Benzema, e due giocatori come Douglas Costa e Cuadrado o Bernardeschi in attacco, disegnerebbe una squadra con un mix di potenza e velocità capace di dare un grosso impatto atletico alle partite.

Con un centrocampo a 3

La maniera più semplice per fare convivere Dybala, Douglas Costa e CR7, è quello di schierare il brasiliano su una fascia e l’argentino e il portoghese in mezzo, disegnando di fatto un 4-2-3-1 / 4-4-2 in grado al contempo di lasciare spazio a giocatori importanti come Cuadrado, Bernardeschi o lo stesso Mandzukic. Tuttavia Allegri ha spesso giocato con 3 centrocampisti, e la presenza in campo di 3 centrocampisti di ruolo è stata la chiave che ha permesso ai bianconeri, nella scorsa stagione, di trovare l’equilibrio che ad inizio anno sembrava impossibile.

Proprio la convivenza tra Douglas Costa e Dybala all’interno di un sistema con 3 centrocampisti è stato il principale motivo della ricerca da parte di Allegri di moduli di gioco fluidi e asimmetrici. Una soluzione adottata alla fine della scorsa stagione, con l’utilizzo di Cuadrado terzino destro, è stata quella di transitare da una fase offensiva giocata col 3-5-2, con Dybala centrale e l’ampiezza occupata da Douglas Costa e da Cuadrado, a un 4-4-2 difensivo con la rotazione in senso orario della squadra. A quel punto il colombiano finiva a giocare sulla linea difensiva. Grossa importanza in questo sistema avevano assunto le capacità di palleggio di Asamoah, che da terzino sinistro in fase difensiva si tramutava in terzo di difesa in fase d’attacco e aiutava la risalita con le sue doti tecniche. In un sistema del genere Ronaldo e Dybala potrebbero giocare liberamente in posizione centrale e il centrocampo a 3, con gli inserimenti di Matuidi ed Emre Can, riempire l’area nelle occasioni in cui Ronaldo si apre per palleggiare ed aiutare il possesso esterno. L’acquisto di Cancelo fornisce un’alternativa a Cuadrado e copre, ampiamente, la fascia destra; manca forse attualmente in rosa un giocatore in grado, come Asamoah, di giocare sia da terzino sinistro puro che da terzo di sinistra in una difesa a 3.

Un altro dei movimenti caratteristici di CR7 che partendo da posizione centrale si apre a ricciolo sull’esterno. È quindi necessario qualcuno che riempia il centro dell’attacco: il suo compagno di reparto (Mandzukic) o gli inserimenti delle mezzali del centrocampo a 3.

E Higuain?

Tra i giocatori offensivi attualmente alla Juventus, quello più investito da voci di cessioni è Gonzalo Higuain. Con l’arrivo in bianconero di Cristiano Ronaldo, la cessione del Pipita sarebbe effettivamente la più logica, oltre che per età, prospettive e valore economico del calciatore, per ragioni puramente tecnico-tattiche.

L’evoluzione di Higuain ha progressivamente cancellato i movimenti verso l’esterno e l’abitudine ad aprirsi per puntellare il possesso palla o per attaccare partendo dalla fascia, che pure l’argentino possedeva nella prima parte della sua carriera. Higuain adesso preferisce muoversi lungo un asse verticale, abbassandosi tra le linee per cucire il gioco sfuggendo alla marcatura avversaria. Le tendenze dell’argentino si conciliano male con quelle di CR7, anche lui ormai un vero centravanti, che può dividere lo spazio solo con una punta più mobile e con un set di movimenti vario, specie in ampiezza, capace alternativamente di aprirsi o occupare l’area e di creare corridoi per Ronaldo.

Cosa significa Cristiano Ronaldo in Serie A

Negli ultimi giorni una parte dell’opinione pubblica sta cercando di sminuire l’operazione, parlando di un giocatore ormai esaurito che verrebbe in Italia a svernare. In questi discorsi non si considera la competitività di Ronaldo: un giocatore così ossessionato dalla propria legacy non accetterebbe mai una sfida del genere se non pensasse di poter giocare al suo livello. Nel calcio tutto può succedere ma, nonostante abbia 33 anni, questa stagione ci ha consegnato un Cristiano Ronaldo perfettamente integro e all’apice del successo. Il suo valore, calcistico e mediatico, restituisce, almeno in parte, alla Serie A il fascino degli anni ‘90, quando i più forti giocatori del mondo venivano a giocare nel nostro campionato.

Anche i discorsi sulle alchimie tattiche, in fondo, hanno un valore relativo. La qualità di Cristiano Ronaldo alzerebbe il livello di qualsiasi squadra, indipendentemente da considerazioni sull'intesa e l'inserimento con nuovi compagni. Il suo arrivo è una fortuna, non solo per i suoi compagni e per la Juventus, ma per tutto il movimento calcistico italiano, che ha forse riguadagnato parte di quell’appeal perso negli ultimi anni.

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