DOPING. In questi giorni il Tas di Losanna decide le sorti dello spagnolo, positivo al clenbuterolo nel luglio 2010 ma assolto dalla federazione di Madrid. L’ultima maglia rosa nel frattempo non si è quasi mai fermata, continuando a fare ciò che gli viene meglio: vincere. LA GALLERY
Si decide in questi giorni al Tas di Losanna, in Svizzera, il futuro di Alberto Contador, positivo nel luglio 2010 al clenbuterolo. Contro di lui sono schierate Uci (Unione ciclistica internazionale) e Wada (Agenzia mondiale antidoping)
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Nonostante questa spada di Damocle, negli ultimi 14 mesi l’iberico ha corso tanto e vinto l’ultimo Giro d’Italia: qui la cerimonia di premiazione a Milano
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Tutto comincia il 30 settembre 2010, quando viene comunicata la positività di Contador durante il Tour de France vinto proprio dallo spagnolo allora in forza all’Astana
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Il corridore madrileno si difende, parlando di intossicazione alimentare dovuta a una bistecca ‘avvelenata’. La federciclismo spagnola gli crede e lo assolve completamente dalle accuse, suscitando la reazione indignata di Uci e Wada
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Contador, dopo essersi autospeso per sei mesi, cambia squadra (Saxo-Bank), vince il Giro di Murcia e di Catalunya e trionfa in maglia rosa per la seconda volta in carriera
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A luglio decide di partecipare al Tour de France: per lui tanti fischi e una dura contestazione durante la presentazione di Puy do Fou
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Sulle strade francesi non ha vita facile: molti i tifosi che lo accusano di essere un dopato. Finisce quinto a quasi quattro minuti dal vincitore Cadel Evans
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Pochi giorni fa le nozze con la storica fidanzata Macarena: un momento felice prima di entrare in aula e dimostrare a Uci, Wada e al mondo intero di non aver mai barato
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