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Alberto Bettiol vince 13^ tappa al Giro d'Italia: "Vincere è sempre una liberazione"

Ciclismo

Tornato a vincere dopo quasi due anni, il corridore dell'Astana ha commentato il suo successo nella frazione da Alessandria a Verbania: "Nel nostro mondo ci si gode poco le vittorie, stavolta però voglio farlo". Un aiuto fondamentale è arrivato dalla famiglia: "Conosco bene questa salita. La mia ragazza abita qua vicino e il compagno della mamma ieri sera continuava a mandarmi i video della discesa"

IL RACCONTO DELLA TAPPA - LE CLASSIFICHE

Non vinceva al Giro d'Italia da 5 anni, in assoluto da quasi 2. Alberto Bettiol ha interrotto due digiuni pesanti grazie al successo nella 13^ tappa di questa corsa rosa da Alessandria a Verbania. Entrato nella fuga di giornata, è stato decisivo lo scatto solitario nel tratto finale della salita dell'Ungiasca: "Conoscevo molto bene il percorso, la mia fidanzata e la sua famiglia abitano qui vicino. Il compagno della mamma è anche motociclista e mi ha fatto ripetere spesso l'ultima salita. Ieri sera continuava a mandarmi video della discesa", ha raccontato a "Il processo alla tappa" sulla Rai. 

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"Nel ciclismo il fattore umano conta ancora tanto"

Bettiol ha voluto sottolineare il lavoro che gli ha consentito di tornare a gioire: "Noi corridori facciamo molti sacrifici, siamo spesso in ritiro, lontani da casa e dagli affetti. Scherzavo con Eulalio (la maglia rosa, ndr), con alcuni miei compagni di squadra e con lo stesso Jonas Vingegaard per il fatto che passo molto più tempo con loro che con la mia famiglia. Per questo è spesso difficile godersi le gioie che arrivano, ma stavolta voglio farlo. Nella tappa di domani (in Valle d'Aosta, ndr) andrò pianissimo con i velocisti, mi voglio godere il panorama", ha aggiunto. Scherzi a parte, il corridore dell'Astana non rimarrà a guardare nel resto del Giro: "La mia squadra sta facendo una grande corsa, voglio continare a dare il mio contributo". Sempre nel suo stile: "Oggi c'è molta più scentificità nella preparazione tra calorie e watt, ma credo che nel ciclismo l'aspetto umano conti ancora molto. Oggi ho seguito l'istinto, nessuno dall'ammiraglia mi aveva chiesto di scattare. Quando ho visto il cartello ai -150, sapevo che quella era l'ultima rampa. Sono partito e poi speravo di guadagnare in discesa. Per fortuna è andata bene".

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"A Bettiol non piacciono le cose facili"

"Complimenti ad Alberto. Ha compiuto un'autentica impresa, confermando che si tratta di un corridore a cui non piacciono le cose facili. Si tratta di un atleta di spessore, che ha sempre mostrato un attaccamento alla maglia azzurra e, quando tutti si aspettano qualcosa da lui, non si risparmia mai". Così il presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Cordiano Dagnoni, ha celebrato il successo di Bettiol. "Verbania è la sua seconda casa di Bettiol e sappiamo tutti come sia difficile riuscire essere 'profeta in patria'. Ha compiuto un'impresa simile anche in occasione del titolo italiano vinto davanti alla sua gente, in Toscana nel 2024".

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