C'è chi si è ritirato dopo pochi giri, chi ha centrato un inaspettato podio, ma anche chi si è costruito autonomamente la monoposto con cui ha corso: anche questa è la mitica storia della Formula 1
JUAN MANUEL FANGIO (13 maggio 1950, GP d'Inghilterra) - L'argentino, cinque volte campione del mondo, terminò con un ritiro la sua prima gara alla guida di un'Alfa Romeo 158, a causa di un guasto al motore mentre si travava in seconda posizione -
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ALBERTO ASCARI (GP Monaco, 21 maggio 1950) - Il milanese, su Ferrari 125 S, concluse con un gran secondo posto (a un giro dal vincitore, Fangio) dopo essere partito dalla settima posizione -
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JACK BRABHAM (GP Gran Bretagna, 16 luglio 1955) - L'australiano, alla guida della T40-Bristol assemblata autonomamente, si qualificò con l'ultimo tempo, mentre in gara si ritirò per la rottura del motore dopo 31 giri -
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GRAHAM HILL (GP Monaco, 18 maggio 1958) - Il futuro bi-campione del mondo fu lasciato a piedi dalla sua Lotus Climax dopo 69 giri a causa della rottura del semiasse, dopo aver terminato le qualifiche al 15.o posto -
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JIM CLARK (GP d'Olanda, 6 giugno 1960) - L'inglese, su Lotus Climax, terminò con l'11.o tempo nelle qualifiche, ma si ritirò dalla gara di Zandvoort a causa di un guasto alla trasmissione della sua monoposto dopo 42 giri -
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Partenze difficili, ma un finale comune a tutti i protagonisti: il trionfo nel Mondiale di Formula 1 -
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