La VJM10 pezzo per pezzo: smontiamo la Force India

Formula 1

Cristiano Sponton

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L'ANALISI TECNICA. Voto 7 alla Force India VJM10 motorizzata Mercedes, costruita per bissare le ottime prestazioni dell'ultima stagione, conclusa con il quarto posto nel Mondiale costruttori

Il muso - Dopo aver visto e analizzato Williams, Sauber e Renault, si è svelata la Force India VJM10 motorizzata Mercedes. La prima cosa che colpisce di questa nuova vettura del team anglo-indiano è, senza dubbio, il muso. Si è scelto di abbandonare la versione di muso che eravamo abituati a vedere nella passata stagione anche se concettualmente l'idea non è stata completamente bocciata, ma è stata rivista e adattata a questo nuovo regolamento tecnico. La protuberanza, rispetto a Williams, Sauber e Renault è molto più esasperata e sono state create, ai lati, delle canalizzazioni per portare il flusso d'aria sotto il nosecone della vettura. E' una soluzione inedita, ma concettualmente l'idea intrapresa dagli aerodinamici del team anglo indiano è la stessa dei colleghi delle altre scuderie e cioè massimizzare il flusso d'aria sotto la vettura, per alimentare il fondo scalinato e il diffusore che secondo il regolamento 2017 avrà un gomito che inizia prima dell'asse posteriore.

L'ala anteriore - Come da regolamento tecnico 2017 l'ala anteriore è stata allargata (1800 mm) e presenta una forma a V con angolo di circa 12,5°.  L'ala presenta due zona ben distinte separate tra di loro da uno scalino "netto": una più interna studiata per generare carico aerodinamico e una più esterna necessaria per evitare l'aumento di resistenza all'avanzamento generata dagli pneumatici anteriori.

I deviatori di flusso - Nella zona in prossimità dell'enplate i flap a sbalzo sono composti da 3 elementi direzionati verso l'esterno della vettura e vengono sfruttati per deviare il flusso d'aria esternamente agli pneumatici anteriori. E' stato inserito, sulla deriva verticale dell'ala, un deviatore di flusso che occupa quasi l'intera lunghezza dell'elemento, che ha lo scopo di spostare l'aria sopra lo pneumatico anteriore in modo da limitare le turbolenze del flusso d'aria diretto verso il posteriore della vettura, riducendo in parte la resistenza all'avanzamento.

La rivisitazione - Colpisce molto lo scalino creato nella zona in cui si "ancora" al telaio il puntone della sospensione anteriore. Sospensione che, rispetto al 2016, è stata rivista e presenta un attacco piuttosto alto. Sempre a livello meccanico, la VJM10, conserva, al posteriore la sospensione idraulica (sostituisce le barre di torsione) con schema pull rod. Non si tratta di una novità per il team di Vijay Mallya, in quanto, utilizzano questa soluzioni da due stagioni essendo stata introdotta sulla VJM08.

Incognita S-Duct - Almeno per ora, sulla VJM10, non c'è traccia del sistema S-Duct ma non è escluso che lo vedremo in vettura fin dai primi test di Barcellona. Lo scalino potrebbe creare dei problemi di scorrimento del flusso d'aria sopra il muso e quindi, il sistema S-Duct, potrebbe servire proprio per ridurrre questo fenomeno in modo da limitare il distacco della vena fluida dopo il gradino nella parte superiore del muso, ed in questo modo impedire l'accumulo di uno strato limite "spesso" (ingrossato) sotto il muso.

L'aerodinamica - I Turning vanes posizionati sotto il muso sono di chiara ispirazione Mercedes 2016. Come potete osservare dal'immagine, sono composti da tre elementi con delle soffiature sul profilo orizzontale. Questi elementi aerodinamici sono molto importanti per la gestione del flusso d'aria in arrivo dalla sezione neutra dell'ala anteriore e dalla parte interna dei flap e  vanno ad interagire con il grosso vortice creato nella parte interna dei flap superiori dell'ala anteriore. L'interazione tra questi vortici è fondamentale per riuscire a generare correttamente il giusto carico tra parte centrale e posteriore della vettura.

Sì ai mozzi soffianti - Force India continuerà anche in questo 2017 ad utilizzare i mozzi soffianti che permettono di espellere, direttamente dal mozzo, l'aria calda che si genera all'interno del cerchio. Questa soluzione, se ben tarata, contribuisce a ridurre le turbolenze che si vengono a generare dal rotolamento dello pneumatico che disturbano l'efficienza aerodinamica generale della monoposto, soprattutto tra parte centrale e posteriore della vettura.

Presa d'aria maggiorata - Passando alla parte centrale della monoposto si nota la presa d'aria dell'airbox maggiorata come sulla W07. Gli ingegneri anglo indiani hanno pensato di dividerla in più zone inglobando anche le piccole "orecchie" che abbiamo potuto ammirare in qualche gara della scorsa stagione, necessarie per portare l'aria al radiatore posizionato nella parte posteriore della Power Unit dedicato al raffreddamento dell'ibrido.

Le fiancate - Oltre ai bargeboard, di dimensioni piuttosto voluminose, si nota il bordo d'ingresso del fondo che è rialzato per cercare di incrementare il passaggio d'aria sul fondo della vettura. Le fiancate oltre a presentare delle prese di raffreddamento molto contenute, sono molto scavate nella parte bassa per incrementare il flusso d'aria diretto verso la parte alta del diffusore. La zona Coca Cola è piuttosto stretta a dimostrazione dell'ottimo lavoro fatto dagli aerodinamici e dai motoristi della Mercedes.

La "pinna" - Al posteriore è confermato anche sulla Force India l'utilizzo della pinna stabilizzatrice per cercare di "ripulire" il flusso d'aria diretto verso la bassa ala specifica 2017 e le soffiature "aperte" nella parte alta degli endplate in stile Toro Rosso 2016

Una vettura molto interessante quella realizzata dall'equipe diretta da Andy Green che dovrà ripetere le ottime prestazioni del 2016, quando, con grande sorpresa è riuscita a terminare il mondiale costruttori in quarta posizione. La vettura è interessante ma ora dovrà dimostrare di essere anche veloce e affidabile in pista.

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