Luca Cordero di Montezemolo ha commentato la vittoria di Kimi Antonelli in Cina in un'intervista al Corriere della Sera: "Mi ha emozionato, ma mi ha dato un po' fastidio vederlo su una Mercedes. Lo avrei preferito in Ferrari, anche se avrebbe avuto una pressione gigantesca"
Luca Cordero di Montezemolo è stato per anni l'Italia in Formula 1, da presidente della Ferrari. Ora che il nostro Paese è tornato a vincere con Kimi Antonelli, l'imprenditore bolognese ha commentato il successo del suo concittadino in un'intervista al Corriere della Sera. "La sua vittoria mi ha emozionato, è un ragazzo di 19 anni in continuo miglioramento. Aveva avuto problemi nelle partenze, eppure non si è perso d’animo: è andato in testa e ha condotto senza incertezze, rischiando solo alla fine. Ha dimostrato maturità e freddezza, non tipiche di un italiano e soprattutto non di uno della sua età. Ha i piedi per terra, spero resti sempre così, le premesse ci sono tutte. Però mi ha dato un po' "fastidio" vederlo su una Mercedes. Lo avrei preferito in Ferrari, ma prendere uno come lui e metterlo subito in Ferrari avrebbe voluto dire distruggerlo: avrebbe avuto una pressione gigantesca. Gli suggerirei di continuare a migliorare, perché, con tutto il rispetto, è stato perfetto su una macchina nettamente superiore. Ne ho visti diversi di piloti che si credevano fenomeni dopo pochi Gp. Ma Kimi è diverso".
'Sognando Rosso', il documentario su Sky
Nell'intervista non mancano i riferimenti anche a 'Sognando Rosso', il documentario in arrivo il 20 marzo su Sky Documentaries alle 21.15 e dal 27 marzo alle 22.45 su Sky Sport Arena, in streaming su NOW e disponibile on demand, che racconta l’incontro tra Chris Harris, celebre volto di Top Gear, e Luca Cordero di Montezemolo, ripercorrendo la sua vita e quella della Ferrari. "Vedendo la mia vita dentro un film, mi sembra sempre di aver vissuto nove cose su dieci il giorno prima. Significa che hanno lasciato il segno, non smetterò mai di ringraziare Enzo Ferrari. Ha avuto il coraggio di puntare su un ragazzo che voleva diventare un avvocato internazionale. Anni fa mi cercò una importantissima casa editrice americana con un progetto di un libro sulla mia vita. Dissi di no, ero ancora troppo giovane. In seguito, attraverso quei contatti, è venuto Manish Pandev (autore di 'Senna') proponendo un film, chiedendomi di scegliere l’attore che avrebbe dovuto interpretare me. Nessuno, ai film di corse recitati non ho mai creduto. Dopo sei mesi è tornato presentandomi due pagine con informazioni così dettagliate sulla mia vita che nemmeno io ricordavo. La sceneggiatura mi piaceva: 70% Ferrari e 30% di altro: Azzurra, Mondiali e Italo, uno dei progetti ai quali sono più legato. E' venuto fuori un film per tutti, non solo per appassionati".