Shanghai, magia di Hamilton. Ma Vettel non scherza

Formula 1

Mara Sangiorgio

Tra i due ci sono solo 186 millesimi. La prima fila è ancora loro. Bottas e Raikkonen a seguire. La pole è mancata ma in Ferrari si sorride perché la SF70 H ha risposto alla grande all'esame di un circuito più rappresentativo. Incidente per Antonio Giovinazzi che ha passato comunque il taglio tra la Q1 e la Q2

LA GRIGLIA DI PARTENZA DEL GP

La pole è sfuggita. Di nuovo. Ma la risposta che la Ferrari aspettava - da sè stessa - c'è stata. Lo dicono i 186 millesimi di gap tra Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. Lo dicono il suo atteggiamento rilassato e le sue parole. Il circuito di Shanghai è uno di quelli veri, veloci e in cui il carico conta e la SF70 H non ha deluso le aspettative. Ed è tornato anche un pizzico di fortuna, perché Vettel si è guadagnato la prima fila per un millesimo su Valtteri Bottas, un niente, meno di sei centimetri. La differenza sulle monoposto nella seconda qualifica della stagione l'hanno fatta loro, i piloti.

Sentire così bene i loro mezzi gli permette di cercare il limite e così è arrivata una pole con record della pista che sa di magia per Hamilton, la sesta qui, quasi 4 secondi sotto quella dello scorso anno. Ma anche il gran giro di Vettel che ha messo tra lui e Raikkonen, quarto, quattro decimi di secondo. Chi la macchina non la sente ancora del tutto sua è Antonio Giovinazzi, che in quell'ultima curva le ha chiesto troppo finendo sull'erba sintetica e poi a muro ma comunque in Q2. Ora, per tutti, c’è l’incognita pioggia che potrebbe disturbare e animare i 56 giri della gara. Non basterà però, secondo Daniel Ricciardo, alla Red Bull per colmare un gap oceanico in Formula Uno, un secondo e tre. Le risposte che in molti si aspettavano ci sono state. Qualcuno ha sorriso, altri forse un po' meno.

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