GP Cina, il cuore dei piloti fa la differenza

Formula 1

Mara Sangiorgio

A Shanghai ha vinto Lewis Hamilton ma la Ferrari con Sebastian Vettel c'è. Il tedesco è stato un po' sfortunato in regime di Safety Car e ha perso secondi preziosi lottando dietro Ricciardo e Raikkonen, ma la il suo secondo posto è la dimostrazione che la Ferrari è cresciuta e potrà giocarsela con la Mercedes in ogni pista e con ogni condizione.

E’ il rispetto tra campioni. Tra due piloti che negli ultimi dieci anni hanno vinto sette titoli, ma non hanno ancora, per ora, fatto ruota a ruota. Per ora. Perché sembra davvero l’anno giusto, appaiati a 43 punti. La Cina è il regno indiscusso di Lewis Hamilton: sei pole e cinque vittorie. La quinta arrivata dopo una gara praticamente in solitaria, quasi mai in discussione, gestita nel migliore dei modi dalla partenza al traguardo e anche un pizzico di fortuna durante la Safety Car. Lo stesso momento in cui la buona sorte voltava le spalle a Sebastian Vettel. L’incidente di Antonio Giovinazzi sul rettilineo che porta al traguardo, ha costretto tutti i piloti a passare dalla corsia box e così il tedesco ha perso il vantaggio di aver fatto prima il suo pit stop.

Momenti e secondi preziosi, come quelli passati per dodici giri dietro a Daniel Ricciardo e Kimi Raikkonen prima di riuscire a sorpassare entrambi. Sia Vettel che Verstappen, hanno dato la dimostrazione che i sorpassi quest’anno ci saranno, ma saranno per piloti con attributi e coraggio. La differenza nei 56 giri a Shanghai l’hanno fatta loro, con le loro monoposto ma soprattutto sui loro compagni di squadra. Tre piloti che si sono divertiti e che ci hanno fatto divertire. E non è solo che l’inizio.

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