F1, GP Cina: l’analisi tecnica della gara

Formula 1

Cristiano Sponton

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Vittoria piuttosto semplice quella ottenuta da Hamilton nel GP di Cina. La gara, seppur difficile per le condizioni della pista, è stata condotta fin dall’inizio dal tre volte campione del mondo grazie alle prestazioni della W08 e alla “fortuna”, riuscendo ad aggiudicarsi il primo successo stagionale. 

E’ mancato il tanto atteso duello con la Ferrari di Sebastian Vettel, che è rimasto attardato nelle prime fasi di gara ed ha dovuto compiere una bella rimonta per terminare in seconda posizione. Spettacolari i sorpassi effettuati da Vettel su Raikkonen e Ricciardo.

La Ferrari è stata piuttosto “sfortunata” con la strategia di gara. Il pilota tedesco è stato richiamato ai box per montare le gomme slick soft al secondo giro in regime di VSC. Scelta che poteva rivelarsi vincente per Vettel ma la Safety Car, uscita al terzo giro per il botto di Giovinazzi, ha annullato qualsiasi vantaggio trasformandolo in un vero e proprio handicap. Così Vettel, invece di trovarsi leader, è finito dietro ad Hamilton (gomme soft), alle due Red Bull (con Super Soft) e al compagno di squadra Raikkonen (soft) che hanno “pittato” in regime di Safety Car.

In questa fase, Hamilton, ha potuto girare al proprio ritmo mentre Vettel, seppur più veloce dei tre piloti che lo precedevano, ha dovuto adeguarsi al ritmo di gara di chi lo precedeva. Dal grafico in basso è possibile osservare il tempo perso dal pilota tedesco che dal giro dieci al giro venti, (sorpasso su Raikkonen) ha perso mediamente da Hamilton circa 0,5s al giro. Una volta liberatosi del compagno di squadra e successivamente di Ricciardo, ha girato con un passo similare a quello della Mercedes, un ritmo medio superiore di solo un decimo rispetto alla W08 di Hamilton. Una volta superato Verstappen, al giro 28, Vettel ha accusato un forte degrado degli pneumatici che sono stati stressati nel girare costantemente dietro altre vetture. 

Usura che si può osservare anche dal grafico in basso, analizzando le linee di tendenza dei tempi realizzati da Hamilton e Vettel nel primo stint di gara. La linea di tendenza di Hamilton tende verso il basso, infatti, il pilota inglese, il giro prima dello stop ha realizzato i suoi migliori riscontri cronometrici. Quella di Vettel, invece, è tendente verso l’alto e dimostra l’eccessivo consumo degli pneumatici della SF70H perché ha girato costantemente dietro ad altre vetture, forzando molto per effettuare i sorpassi. 

Nel secondo stint di gara, come potete osservare dall’istogramma in basso, Vettel, impegnato a ricucire il gap su Hamilton, ha girato con un passo più veloce rispetto al pilota inglese di un decimo. A pista libera e con meno carburante in vettura, il degrado gomme della SF70H è stato similare a quello della Mercedes W08. Dal grafico in basso si può notare che, Hamilton, ha controllato il ritmo della Ferrari rispondendo costantemente ai tempi realizzati dalla Rossa. La W08, su questo tracciato, grazie alle temperature piuttosto basse e agli interventi realizzati sul fondo “piatto”, è sembrata meno in difficoltà sul ritmo gara rispetto a quanto si era notato in Australia.

Red Bull è stata piuttosto competitiva su pista umida, mentre man mano che il tracciato si asciugava ha perso performance nonostante il podio ottenuto da Verstappen. Nel primo stint i piloti di Milton Keynes, hanno accusato dal leader della gara un gap di sette decimi con Verstappen e di un secondo con Ricciardo. Nella seconda parte, il gap è aumentato a circa 1,5 secondi. Anonima, sia la prestazione di Raikkonen che quella di Bottas. 

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