F1, GP Russia: l’analisi tecnica delle qualifiche

Formula 1

Cristiano Sponton

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Prima fila Ferrari in terra russa. Questo è il responso delle qualifiche che ci hanno regalato una lotta molto serrata, con ben tre piloti racchiusi nemmeno in un decimo di secondo. Ad avere la meglio è stato Vettel che è riuscito a battere, di un soffio, il compagno di squadra Raikkonen e Bottas. Hamilton è quarto 

Prima fila tutta Rossa che mancava alla Ferrari dal lontano GP di Francia del 2008, mentre l’ultima partenza in pole position di Sebastian Vettel risale al Gp di Singapore del 2015. Qualifiche molto combattute rispetto alle prove libere di ieri, come facilmente prevedibile, hanno dimostrato che almeno sul giro da qualifica la Mercedes W08 si è avvicinata molto al passo della Ferrari. 

La SF70H ha dimostrato anche oggi che è una vettura molto bilanciata ed i piloti riescono a portarla al limite con facilità. Discorso opposto bisogna farlo per la Mercedes W08 che si è confermata una vettura piuttosto difficile. Infatti, sia Bottas che Hamilton non sono riusciti a mettere insieme un giro “pulito”. Questo fattore è costato la pole position a Bottas, il quale, numeri alla mano, aveva la possibilità di realizzare la sua seconda pole consecutiva.
Ferrari, invece, quasi perfetta con i due piloti che si sono avvicinati molto al loro ideal lap. Raikkonen nel suo ultimo tentativo poteva migliorare il proprio best sector 3, ma a causa di un errore all’ultima curva non ci è riuscito.

La forza della Ferrari ha costretto la Mercedes ad utilizzare la mappatura più performante fin dal Q2, quando sono riusciti ad abbassare il tempo fatto segnare in Q1 di ben otto decimi. Ferrari, d’altro canto, conscia della propria forza si è qualificata nel Q1 con le SuperSoft (unica tra i top team), per poi effettuare due run con gomme US nel Q2. Run in cui i piloti non hanno forzato al massimo e non hanno utilizzato tutta la cavalleria disponibile sulla Power Unit di Maranello. I Cavalli sono stati spremuti tutti nel momento cruciale: Vettel con un guadagno di otto decimi e Raikkonen di oltre quattro decimi. La Mercedes non è riuscita a migliorare il tempo realizzato in Q2 con nessuno dei suoi due piloti. Questa è la dimostrazione che, già in Q2, avevano raggiunto il loro apice prestazionale.

La SF70H, oltre al doppio monkey seat, rispetto a quanto visto nelle prima gare stagionali, ha utilizzato un’ala posteriore da minor carico. La corda del profilo principale è stata ridotta sulla nuova specifica di ala posteriore, cosi come l'angolo di attacco dell'ala mobile (ha anche una minore sezione frontale), molto più accentuata sulla specifica utilizzata dall'Australia al Bahrain. Così facendo, sulla SF70H, è stata ridotta la resistenza all’avanzamento, con conseguente aumento della velocità di punta che è molto importante in questo circuito, soprattutto, nel primo settore. Il carico deportante mancante è stato ottenuto grazie all’utilizzo del doppio monkey: quello principale a tre elementi più quello a due elementi, ancorato ai profili di sostegno dell’ala posteriore.

Domenica per la Rossa sarà fondamentale la partenza, infatti il lungo rettifilo potrebbe permettere alla Mercedes di attaccare, (essendo la vettura con la miglior velocità di punta). Il passo per entrambe le Ferrari, analizzando le prove libere, non dovrebbe essere un problema. Al contrario, resta un’incognita per Mercedes che ha dimostrato di essere veloce ma poco costante. Gli anglo-tedeschi hanno lavorato molto in questi giorni per riuscire a comprendere in modo migliore le gomme Low Workin Range. Ci saranno riusciti? Chissà, in ogni caso la favorita per domani sembra essere la Rossa di Maranello. 

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