Kubica, rieccolo su una Formula 1: test a Valencia con la Renault

Formula 1

Carlo Vanzini

A 6 anni di distanza dall'incidente al Rally di Andora, il pilota polacco ha testato la Lotus-Renault del 2012: ha percorso 115 giri, che equivalgono a 460 Km ovvero la distanza più che necessaria per avere di nuovo la super licenza. L'obiettivo per Robert è capire se effettivamente può sostenere la guida di una monoposto di F1. Lo vedremo in azione in alcune prove libere?

C'è grande suggestione e grande curiosità per il ritorno di Robert Kubica alla guida di una Formula 1. Il vincitore del gran premio del Canada 2008, ha già stupito tutti, fin dai primi giri, per le sue capacità di adattamento e velocità. Se qualcuno pensa che questa sia solo una prova premio o un'operazione di marketing ben riuscita, beh non conosce Robert e si sbaglia di grosso.

Ha girato a Valencia grazie alla Renault, al volante di una E20, la macchina del 2012 con cui Raikkonen ha vinto la sua ultima gara ad Abu Dhabi. Il pilota polacco ha fatto 115 giri, che equivalgono a 460 chilometri, la distanza più che necessaria per avere di nuovo la super licenza. Il test è stato prima di tutto importante per lui, per capire definitivamente se guidare una vera e propria monoposto fosse ancora possibile e lo è stato. Se porterà a qualcosa e a qualche altra possibilità magari in qualche prova libera lo si vedrà in futuro.

Kubica sta effettivamente provando a rimettersi in gioco o quantomeno sta facendo ciò che tutti i piloti fanno, capire i propri limiti per superarli. Ma dove porterà questa giornata in pista a Valencia? È chiaro che adesso le aspettative diventano importanti. Dovesse, al termine di questa giornata, dimostrare di poter tranquillamente guidare, cosa che sta facendo, ecco che si potrebbero magicamente e miracolosamente, riaprire le porte del mondo della Formula 1.

Ma come? Innanzitutto va precisato che per poter fare almeno una sessione di prove libere, durante un week end ufficiale, deve ottenere la super licenza e deve quindi avere 300 km su una monoposto di F1. Questo primo step è superato, grazie ai giri di Valencia. Prende quindi corpo l'idea, non tanto lontana, di vederlo in azione per delle sessioni di prove libere. Quali? Facciamo un passo alla volta e aspettiamo, ma è chiaro che poi l'appetito vien mangiando e l'obiettivo è quello di tornare effettivamente nell'arena con gli altri leoni. Sembra impossibile e lo è, ma se c'è uno al mondo che può fare qualcosa di anormale e storico, questo è proprio lui.

Il percorso non è certo facile, così come non è stata facile la sua vita lontano dal mondo che ama e che si apprestava, prima di quell'incidente a conquistare, con un contratto per Ferrari già firmato. In mezzo, oltre a dimostrare capacità e velocità, indiscusse, ci saranno anche i classici controlli medici, per verificare la tenuta e soprattutto la possibilità, in caso di necessità, di poter saltare fuori dalla macchina nei tempi prescritti dal regolamento e non essere un pericolo in pista. Altro fattore, ovviamente da non sottovalutare è l'età. È un classe 84, 33 anni.

Troppi, verrebbe da dire, per rimettersi in gioco, ma nel suo caso l'età non conta perché l'energia che ha dentro è al massimo livello. È fermo dal 2010, il suo ultimo anno di Formula 1 e, siamo sicuri, ripartirebbe da lì da quei suoi 26 anni, quando il mondo era pronto a quella che sarebbe diventata la coppia più bella, più affascinante, più aggressiva e interessante dell'ultimo decennio di Formula 1, Alonso e Kubica insieme, in Ferrari. Adesso è Renault a dargli una chance per mettersi alla prova, per ritrovare il limite, per risentire quelle emozioni che non solo ha provato a lungo ma che soprattutto ci ha fatto provare quando in pista c'era anche lui. Adesso in pista è tornato e chissà che Renault non stia proprio pensando a mettere insieme davvero quella coppia... Si la fantasia galoppa, ma più che una fantasia è una speranza di tutti noi appassionati, per una storia che è già da raccontare, così, con un finale ancora tutto a scoprire e scrivere.

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