F1, l'analisi tecnica del GP d'Austria

Formula 1

Cristiano Sponton

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Analisi, spunti e curiosità della corsa al Red Bull Ring. La partenza, gli stint, gli assetti e le scelte dei muretti box di Ferrari e Mercedes. Scopriamo insieme come Valtteri Bottas ha costruito la vittoria al GP d'Austria

Il GP di Austria ci ha regalato la seconda vittoria in carriera di Bottas che è riuscito ad avere la meglio sulla Ferrari di Sebastian Vettel che, dopo una prima parte di gara in cui non è riuscito a reggere il ritmo imposto dalla Mercedes del finlandese, riusciva a “ricucire” il gap entrando in zona DRS solo negli ultimi giri non avendo, però, nessuna opportunità per attaccare il leader della gara.

Oltre alla lotta per la vittoria è stata avvincente la rimonta di Hamilton che, partendo dall’ottava posizione in griglia a causa della sostituzione del cambio ha concluso la corsa quarto a ridosso di Ricciardo, finito nuovamente a podio con una Red Bull che si è dimostrata abbastanza competitiva sul tracciato di casa.

La partenza

Momento di tensione al via quando Bottas sembrava essere partito con leggero anticipo. Nessuna sanzione da parte dei commissari, perché per i sensori “annegati” nell’asfalto per leggere i movimenti millimetrici delle monoposto, sono state decise delle tolleranze di qualche centimetrio. Quando i piloti innestano la prima marcia la vettura tende a muoversi per l’innesto della trasmissione. Se lo spostamento della vettura è inferiore alla tolleranza non viene considerata partenza anticipata. È proprio quello che è successo a Bottas che ha avuto un tempo di reazione “incredibile”, misurato dai sensori in appena 2 decimi di secondo. Per fare un confronto, Vettel si è mosso dopo  4 decimi.

Analisi primo stint

Passando alle prestazioni dei due piloti, la differenza di passo tra Mercedes e Ferrari, nella prima parte di gara con gomme US è stata di 2 decimi. Con questo compound Bottas è riuscito a costruirsi un vantaggio sul rivale tedesco di oltre 7 secondi. Gomme US che non hanno manifestato grossi problemi di blistering a differenza di quello che si era visto durante le prove libere 2. La Ferrari non è sembrata essere a suo agio con il compound “viola” e la cosa era emersa anche nella simulazione dei long run di venerdì. Molto buono il passo che è riuscito a tenere Ricciardo che ha girato su tempi leggermente più alti della Ferrari.

Hamilton, partito con le SS, non è riuscito ad avere il vantaggio che gli strateghi della Mercedes pensavano di avere alla vigilia della corsa. Le gomme “viola” non hanno avuto nessun calo prestazionale ed è per questo motivo che arrivato in scia di Raikkonen non era in condizioni di attaccare.

Il muretto Mercedes, capita l’impossibilità di sopravanzare in pista il pilota finlandese e avendo il giusto gap nei confronti di Grosjean, ha deciso di tentare l’undercut sul pilota finlandese della Ferrari. Scelta corretta ma, alla vigilia della gara, si pensava ad uno stint di Hamilton molto lungo per sfruttare al massimo il potenziale delle gomme UltraSoft nell’ultima parte della gara.

Perché Raikkonen è stato tenuto in pista?

Tra i piloti di testa, quello che è andato più lungo con le US, è stato Raikkonen che ha realizzato uno stint di ben 44 giri. Persa la posizione su Hamilton, grazie alla sosta anticipata del pilota inglese, Raikkonen è stato tenuto in pista per due motivi: perché il suo passo era ancora buono e per cercare di far perdere qualche secondo a Bottas che, dopo il pit stop, si è ritrovato dietro al connazionale della Ferrari.

Il muretto di Maranello ha utilizzato una strategia analoga a quella utilizzata dalla Mercedes in Spagna che non ha, però, dato i risultati sperati in quanto, Bottas è riuscito a scavalcare subito Raikkonen a causa di un errore del pilota della Rossa in curva 3.

La gestione delle gomme Ultra Soft

Ritornando ad analizzare le prestazioni di Bottas e Vettel possiamo notare, osservando le linee di tendenza del grafico in basso, che la gestione della gomma US era migliore sulla Mercedes rispetto alla Ferrari. Bottas prima del pit stop ha abbassato i tempi a dimostrazione che la gomma era ancora in buono stato mentre, Vettel, non ha avuto la capacità di farlo perchè al limite con gli pneumatici.

Analisi secondo stint: non tutto è come sembra

Analizzando i passi del secondo stint, come potete osservare dal grafico di figura 1 emerge un dato piuttosto curioso: Bottas sul passo gara è stato più veloce di Vettel di qualche millesimo di secondo anche con le Super Soft (SS). Questo dato che sembra anomalo visto la rimonta di Vettel su Bottas è dovuto al fatto che lo stint del pilota tedesco è “macchiato” da un errore al giro 44 che ha alzato, seppur di poco, la media. 

Se andiamo ad analizzare il passo di Bottas e Vettel, dal giro 45 a fine gara, possiamo notare che il pilota della Ferrari, è riuscito a girare con un ritmo di oltre 1 decimo migliore rispetto a Bottas. Il finlandese con le gomme “rosse” ha avuto dei grossi problemi di blistering alle posteriori.

Gli assetti e le scelte di Mercedes e Ferrari

La Mercedes, in questo fine settimana, rispetto alla Ferrari ha optato per un assetto piuttosto scarico al posteriore ma, per privilegiare l’inserimento in curva, ha caricato forse troppo l’ala anteriore. Questa tipologia di setup si è adattata particolarmente bene alla qualifica e alla prima fase di gara quando la vettura è pesante visto che, su questo tracciato, si sono imbarcati oltre 100 kg di carburante. Man mano che la W08 si è scaricara, è diventata sovrasterzante mettendo in crisi, soprattutto in trazione, le gomme posteriori che hanno manifestato le famose “bollicine” (il blistering).

La Ferrari, invece, con le SS non ha avuto particolari problemi anche grazie all’assetto scelto che, come spesso succede in questa stagione, è sempre più carico rispetto alla Mercedes e questo fattore è di aiuto nella gestione degli pneumatici. 

Perché Bottas non ha risposto subito al pit stop di Vettel?

Vettel è rientrato al pit stop al giro 34 quando aveva un gap nei confronti del leader della gara di oltre 7s. La Mercedes, sapendo delle difficoltà con le gomme “rosse” ha deciso di allungare al massimo il primo stint per riuscire a terminare la gara senza incorrere in grossi problemi. Analizziamo i dati, la scelta fatta dalla Mercedes, ha fatto perdere tempo prezioso a Bottas, in quanto in 6 giri si è fatto recuperare oltre 4s da Vettel vanificando oltre il 50% del vantaggio che aveva accumulato nella prima parte di gara. 

Vettel si è portato negli scarichi della Mercedes solo negli ultimi giri ma non è mai riuscito a tentare un attacco anche grazie all’assetto più scarico della Mercedes che nel lungo rettilineo in salita aveva qualche km/h di vantaggio nei confronti della SF70H.
Nella lotta per il podio, Ricciardo, ha avuto la meglio su Hamilton che a causa del pit stop anticipato non ha potuto spingere al massimo con le US visto che doveva portarle fino al termine della gara.

Il pilota inglese ha avuto un deciso cambio di ritmo negli ultimi 16 giri quando ha iniziato a girare costantemente sotto il muro del 1:08, recuperando diversi secondi a Ricciardo. L'australiano si è difeso dall’attacco del tre volte campione del mondo riuscendo a portare a casa un podio che, alla vigilia, sembrava insperato.
Fine settimana positivo quindi per Vettel che, anche questa volta, ha allungato nei confronti di Hamilton nella classifica piloti portando il suo margine a ben 20 punti. La Ferrari si presenterà a Silverstone con la consapevolezza di fare molto bene e, sicuramente, darà grosso filo da torcere alla Mercedes che, sul tracciato di casa e davanti ai tifosi di Lewis, vorrà ben figurare.

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