Formula 1, GP Silverstone: Gilles Villeneuve e l'esordio su McLaren

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Eroe ferrarista nel cuore di milioni di appassionati, Gilles Villeneuve debuttava in Formula 1 quaranta anni fa a Silverstone. Non era al volante di una Rossa di Maranello, ma di una McLaren. Ecco la storia

Campione canadese di motoslitte, Gilles Villeneuve pur debuttando tardi in monoposto, dimostra di saperci fare, e molto, anche al volante. Vince nel ’76 in Formula Atlantic e ci mette veramente poco a farsi notare a Pau, dove ha la possibilità di guidare una March schierata dal team Project 4, squadra di proprietà di un certo Ron Dennis che per quasi 40 anni avrebbe poi comandato in McLaren. Il collegamento tra Gilles e la McLaren non è però Ron Dennis, bensì James Hunt, futuro campione del mondo di F1 con il team inglese. Hunt rimane impressionato dal talento del canadese dopo averci corso contro a Trois Riviers. Il GP Molson del 1976, gara top in Canada, si corre con le Formula Atlantic e prevede la partecipazione anche dei piloti di Formula 1. Inutile dire che Gilles, dopo la pole in qualifica, si mette dietro tutti anche in gara (da Hunt a Tambay, da Brambilla a Depailler, Jones), con una guida sublime, redditizia e allo stesso tempo spettacolare, con gli immancabili traversi.

È con questo "lasciapassare" firmato da Hunt che Villeneuve trova un biglietto per Silverstone: 1977, GP di Gran Bretagna. La McLaren di Teddy Mayer gli mette a disposizione una M23 Ford, più vecchia rispetto al modello di quell’anno, la M26 affidata da Hunt e Mass. Con la monoposto – telaio e motore di un F1 per lui sono una assoluta novità -  aveva famigliarizzato la settimana precedente il GP, quando tra un testacoda e l’altro aveva avuto modo di capire la M23. Il metodo di apprendimento è di quelli tosti. Dovendo imparare in fretta, Gilles cerca il limite massimo suo e della monoposto, per poi “settarsi” leggermente sotto quel livello. Curva dopo curva, non commette mai lo stesso errore, segno che sta imparando e progredendo.

Al GP di Gran Bretagna ’77 si iscrivono ben 44 monoposto e tutti i rookies devono prendere parte ad una sessione di pre-qualifiche. Passano i primi cinque. Gilles è primo, Ma non è finita. In qualifica tutti rimangono a bocca aperta: nono in griglia davanti a gente come Peterson (Tyrrell), Reuteman (Ferrari) e Mass, suo compagno con la McLaren. Forse la prestazione di Villeneuve ha un po’ meno risalto di quanto meriterebbe, perché i media sono concentrati sullo storico debutto del motore turbo in F1. La Renault porta in pista per la prima volta a Silverstone quella che verrà ricordata come la “teira gialla”, un modo poco carino per ricordare i fine gara avvolti in gran fumate di turbine esplose.

In gara Gilles si dimostra molto solido, stabilmente nella top 10 (su 26 macchine in griglia), tiene serenamente il ritmo dei migliori piloti di F1. Qualcosa però nella M23 sembra non andare. La temperatura dell’acqua schizza a livelli di guardia e Gilles non può far altro che rientrare improvvisamente ai box. Quando i meccanici capiscono che è solo lo strumento di misurazione ad essersi rotto, sono ormai passati due giri. Villeneuve a quel punto rientra in pista come una furia e dimostra di poter tenere il passo dei primi (senza ostacolarli). Fa segnare il quinto tempo assoluto in gara e si classifica undicesimo. Senza lo stop tecnico ai box sicuramente avrebbe chiuso quarto. Non è andata bene come sperava, ma tutti da quel giorno sanno chi è Gilles Villeneuve, anche  Enzo Ferrari da Maranello.

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