Formula 1, la preview del GP di Monza

Formula 1

Cristiano Sponton

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Dopo la vittoria di Hamilton sul tracciato di Spa il circus della Formula 1 correrà questa settimana nel “tempio della velocità” di Monza.  Andiamo alla scoperta della pista brianzola, degli assetti delle monoposto e della scelta degli pneumatici dei top team. Proviamo a fare anche chiarezza sul noto “caos olio”

Il circuito

La pista brianzola misura 5793m e a differenza di quella belga di Spa può essere considerata da bassissimo carico. Le vetture correranno molto scariche aerodinamicamente, senza cercare alcun compromesso, dato che tutti i settori sono piuttosto veloci.

Il primo settore è composto da due lunghi rettifili collegati tra di loro da una variante piuttosto lenta (rettilineo principale, prima variante, curvone e quindi giù fino alla variante della Roggia). Per essere veloci in questo tratto sarà fondamentale avere non solo una Power Unit molto potente, ma anche una monoposto con gran trazione ed un ottimo bilanciamento in frenata.

Il settore centrale del circuito brianzolo è senza dubbio quello più tecnico con curve “storiche” come la variante della Roggia e le due curve di Lesmo. In questa parte di pista sarà importante avere un corpo vettura che genera tanto carico aerodinamico visto che tutti i piloti utilizzeranno ali piuttosto scariche per essere veloci sul dritto.

Anche il terzo settore è composto principalmente da rettilinei. Le curve sono solo due: la variante Ascari e la Parabolica, una lunga piega a destra che porta le vetture sul rettifilo del traguardo. Qui serviranno tanta velocità di punta ma anche carico.

Oltre alla Power Unit saranno fondamentali gli pneumatici che dovranno garantire il giusto grip. Per questo sarà importante riuscire a sfruttarli nella corretta finestra di funzionamento senza portarli in over-heating con conseguente perdita di aderenza.

Gli assetti

Il circuito di Monza è senza ombra di dubbio un tracciato da basso carico aerodinamico e quindi vedremo le vetture in pista con ali posteriori molto scariche. Più una vettura riesce a generare carico deportante con il corpo vettura e più potrà scaricare le proprie ali per avere velocità massime più elevate.

La power unit

Monza è una pista molto esigente per le Power Unit. Sarà quindi molto importante avere delle unità elettriche veramente efficienti per non sfibrare ulteriormente la parte endotermica.
Le PU saranno ancor più stressate rispetto agli scorsi anni a causa del nuovo regolamento che ha comportato un aumento della resistenza all’avanzamento e del carico deportante.
Sarà fondamentale riuscire a generare gran parte dell'energia elettrica tramite MGU-H, perché a Monza, pur essendoci delle importanti frenate, non si recupererà tanta energia da MGU-K.

I freni

Oltre ad essere una pista di motore, Monza è anche un tracciato in cui l’impianto frenante è messo a dura prova. È una pista unica nel panorama del mondiale dove si raggiungono velocità di punta molto elevate con decelerazioni impegnative.
I tecnici Brembo utilizzano una scala che va da 1 a 10 per classificare l’impegno dei freni (crescente):  Monza è a livello 8, quasi il massimo.

Le gomme

Pirelli ha deciso di utilizzare le stesse mescole della stagione 2016 e cioè le Super Soft (rosse), le Soft (gialle) e le Medie (bianche). Ricordiamo che le Super Soft e le Medie sono considerate delle gomme Low Working Range mentre le Soft sono delle High Working range. Queste definizioni tecniche in inglese stanno a significare che le gomme Super Soft e Medie funzionano in una finestra di temperature relativamente bassa, mentre le Soft hanno bisogno, per rendere nel migliore dei modi, di essere più calde. Ecco i dati della finestra di funzionamento degli pneumatici che saranno utilizzati a Monza.

· SuperSoft: compound low working range (85-115°C)
· Soft: compound high working range (110-140°C)
· Medie: compound low working range (105-135°C)

A differenza della lunghissima pista di Spa dove gli pneumatici vengono sollecitati lateralmente, a Monza agiscono sulle gomme importanti forze longitudinali, specie in frenata e in trazione nelle due chicane.
Se le velocità medie sono elevate, quelle in curva sono ragionevolmente basse e quindi il consumo degli pneumatici è minimo (da qui negli ultimi anni le gare a singola sosta).

Andando ad analizzare le scelte fatte da ciascun pilota si nota come molti abbiano deciso di avere un solo set di Medie (obbligatorie per regolamento) e 9/10 set di Super Soft. La gara, salvo sorprese meteo, sarà impostata sulla singola sosta con un primo stint su gomme Super Soft (rosse) per poi passare alle Soft (gialle) e chiudere la gara.

Il caos olio: cosa è cambiato e come impatterà

A partire da questo fine settimana scatterà la nuova direttiva tecnica imposta dalla FIA sul tema, tanto discusso, del consumo dell’olio. I motoristi avranno l’obbligo di utilizzarne un quantitativo massimo pari a 0,9 litri ogni 100 km percorsi. Fino al GP del Belgio la prescrizione era di 1,2 litri ogni 100 km. Questo obbligo si applicherà solamente sulle Power Unit che verranno omologate a partire dal prossimo fine settimana.

Il team Mercedes “ufficiale”, avendo introdotto la propria specifica numero 4 a Spa, non dovrà attenersi a questa nuova direttiva e sarà libero di utilizzare 1,2 litri di olio ogni 100 km. Per quanto riguarda i “clienti” Mercedes, quando introdurranno la loro ultima Power Unit stagionale (salvo problemi d'affidabilità) dovranno attenersi alla nuova direttiva, in quanto a Spa hanno corso con la specifica numero 3 e non hanno potuto beneficiare degli aggiornamenti utilizzati dal solo team ufficiale.

Quanto vale in termini cronometrici il fatto di utilizzare 1,2 per 100 km e non 0,9? Dalle informazioni raccolte il vantaggio non sembra così alto come si pensava. L’utilizzo di un quantitativo maggiore di olio potrebbe garantire un bonus di circa mezzo decimo al giro in condizioni gara. In qualifica il vantaggio prestazionale dovrebbe essere leggermente maggiore.

Come arriva la Ferrari a Monza?

La Ferrari si presenterà a Monza convinta di fare bene visto il buon fine settimana in Belgio. Se andiamo ad analizzare il primo e terzo settore del tracciato di Spa è innegabile che la W08 sia stata la monoposto più veloce e questo fa pensare che sarà molto dura battere la Mercedes.

La Rossa dopo Silverstone è cresciuta molto ed il lavoro fatto sta dando i suoi frutti grazie agli interventi a livello meccanico sui cinematismi anteriori e sul terzo elemento posteriore e a livello aerodinamico nella zona esterna del fondo, che ha permesso alla SF70H di alzare nuovamente l’assetto al posteriore (dopo lo stop per via della Direttiva FIA pre Austria).

Per quanto riguarda la Power Unit ancora non ci sono certezze sull’utilizzo della specifica numero 4 che potrebbe essere introdotta nel GP della Malesia. Ma su questo fattore ancora regna l’incertezza e Ferrari potrebbe decidere di “buttarla” nella mischia fin da subito.

Ci attende un fine settimana molto complicato, sia a livello tecnico che a livello di meteo, visto che è prevista pioggia nel week end. La Mercedes parte sicuramente come favorita ma la Ferrari sembra essere pronta per sfruttare eventuali debolezze del team anglo-tedesco.

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