GP Stati Uniti: Brendon Hartley, un neozelandese per la Toro Rosso

Formula 1
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Campione in carica della 24 Ore di Le Mans, il 27enne esordirà in Formula 1 ad Austin. Partito dai kart e sponsorizzato da Mark Webber, ecco la storia del pilota che riporta la Nuova Zelanda nel circus dopo oltre 30 anni: "Sono determinato e pronto a giocarmi le mie carte", ha detto Hartley

Dai kart di Palmerston North ad Austin: ne ha fatta di strada Brendon Hartley, da quando era bambino e sognava di emulare i suoi idoli, di cui aveva i poster appesi in camera. Stiamo parlando di Chris Amon, Denny Hulme e Bruce McLaren, il trio di piloti neozelandesi più famosi nella storia della Formula 1. Ora, il 27enne è pronto a far tornare i kiwi nel circus, oltre 30 anni dopo l'ultima volta, quando a farlo fu Mike Thackwell. Hartley è stato chiamato dalla Toro Rosso a sostituire Gasly nel prossimo GP degli Stati Uniti: dopo la cessione di Sainz alla Renault e il rientro di Kvyat, mancava solo il nome di chi avrebbe preso il posto del francese, impegnato per vincere il campionato nell'ultima gara della Super Fomula. La storia di Brendon comincia sui go-kart quando aveva 6 anni. Un predestinato, dato che già il padre era stato un pilota amatoriale. Anche il fratello maggiore era nel mondo delle corse, forse anche perché i genitori l'hanno chiamato Nelson, con chiaro riferimento al tre volte Campione del Mondo di Formula 1, Nelson Piquet.

Il trionfo a Le Mans

Subito dopo i kart, ecco le monoposto: Hartley ha cominciato a competere in diversi campionati, inclusa la Formula Ford. Per far decollare una carriera nel mondo delle corse, è obbligatoria la tappa in Europa, seguendo le orme proprio degli idoli McLaren e Hulme. Brendon, a soli 16 anni, si trasferì in Germania e prese parte ai campionati Renault 2.0 tedesco ed europeo, raggiungendo il primo successo importante nel 2007, con il titolo di campione delle World Series by Renault. Poi il Macau GP di Formula 3 del 2008, dove Hartley fu protagonista di una spettacolare rimonta da 20^ a terzo. Un risultato che fece arrivare una chiamata importante: Red Bull lo contattò per sostituire l'infortunato Mark Webber per un test di Formula 1. Da qui a diventare un vero e proprio pilota di riserva in F1 il passo fu breve: arrivarono anche due giorni di test con la Toro Rosso, a Jerez nel dicembre del 2009. Fu quello un episodio sporadico, perché la grande opportunità non arrivò mai e così Brendon decise di proseguire la sua carriera correndo in diverse categorie, raggiungendo l'apice nell'Endurance. Nel 2014 è entrato a far parte del leggendario team Porsche, insieme ad un altro ex-pilota Red Bull, l'australiano Mark Webber, con cui si è laureato Campione del Mondo nel WEC nel 2015. Quest'anno, a Le Mans, Brendon ha vinto l'85^ edizione insieme a Timo Bernhard ed Earl Bamber (al momento è in testa al Mondiale Endurance 2017, a tre gare dalla fine: la prossima tappa sarà la 6 Ore del Fuji, in Giappone), sicuramente l'apice di una carriera ancora in divenire, come dimostra la chiamata della Toro Rosso per Austin. 

Hartley: "Sensazione incredibile!"

Emozionato, ma anche fermamente convinto di aver meritato questa grande opportunità di esordire in Formula 1. Ecco le prime parole di Hartley dopo la chiamata della Toro Rosso per Austin: "Che sensazione incredibile! Questa opportunità è stata una vera sorpresa, ma finora io non avevo mai rinunciato alla mia ambizione di raggiungere la F1, un sogno sin da quando ero bambino - ha spiegato il neozelandese -. Dal periodo in cui ero il pilota di riserva di Red Bull e Toro Rosso sono maturato e ho imparato moltissimo: sono stati anni difficili che mi hanno però reso più forte e più determinato. Voglio dire un grandissimo grazie a Red Bull per aver reso tutto questo realtà e a Porsche per avermi permesso di prendere questo impegno contemporaneamente al World Endurance Championship. Il COTA è un tracciato che mi piace molto e dove ho corso proprio di recente. Non voglio caricare il mio debutto in F1 di attese eccessive, ma mi sento pronto per affrontarlo". Anche Franz Tost, Team Principal della Toro Rosso, è convinto della scelta: "Siamo davvero felici di riaverlo con noi. Con tutta l'esperienza accumulata in questi anni, siamo convinti che farà un ottimo lavoro". Ora non resta che vederlo all'opera ad Austin, tra una settimana. 

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