GP Messico 2017, Verstappen: "La sanzione di Austin? Non cambio idea, decisione non giusta. Meritavo il podio"

Formula 1

L'olandese della Red Bull protagonista nella conferenza stampa dei piloti: "Negli USA non c'era comunicazione, basta mettere erba o ghiaia per non tagliare i cordoli". Sul contratto: "Rimarrei comunque anche se restasse Ricciardo"

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È un Max Verstappen più carico che mai quello che si è presentato ai microfoni nella conferenza stampa del GP del Messico. Il pilota olandese resta sempre contrario alla sanzione presa dopo il GP di Austin quando, dopo aver passato Raikkonen alla curva 19, è stato penalizzato per essere uscito con tutte e due le ruote dal cordolo: "Dopo una gara la emozioni sono tante, quella decisione non mi è sembrata giusta e lo penso ancora - ha detto -. Le mie idee sono assolutamente le stesse. Ad Austin sono andati tutti larghi e nessuno ha detto nulla, non c'era comunicazione. E' una situazione semplice: basta mettere erba o ghiaia per non tagliare i cordoli". Verstappen ha poi aggiunto sulla direzione di gara: "Il commissario che mi penalizza sempre? Non voglio fare nomi. Avrei potuto usare termini diversi, ma in quel momento ero arrabbiato. Ho spiegato il perché, ma cercate di capire. Non volevo offendere nessuno, altrimenti avrei già nominato chi di dovere".

Sul contratto

L'olandese non ha voluto parlare del contratto ma spende parole dolci per la Red Bull: "Io non parlo di contratto - ha concluso -. Mi sento bene all'interno del mio team, ci sono stati grandi miglioramenti e ce ne saranno anche altri all'inizio della prossima stagione. Ho persone ed amici che mi sostengono e mi sento bene. Superato il problema del deficit cavalli, andrà sicuramente meglio. Sarei contento di rimanere qui anche se restasse Ricciardo."

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