Formula 1: Hamilton campione del mondo. La stagione d'oro del fenomeno britannico

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L'inizio difficile, la rincorsa alla Ferrari di Vettel, la svolta a Silverstone e l'allungo decisivo in Asia. Così Lewis Hamilton ha conquistato il quarto titolo iridato della sua carriera: ecco le tappe principali di una stagione carica di adrenalina

HAMILTON CAMPIONE: LO SPECIALE F1

VIDEO: 4 VOLTE LEWIS, TUTTE LE VITTORIE NEL 2017

Il quarto titolo di Lewis Hamilton è stato probabilmente il più atteso dai vertici Mercedes. Per la prima volta dall’inizio del dominio delle Frecce d’Argento, infatti, la lotta non si è svolta all’interno del team, ma fuori dai confini di Stoccarda, rotolando verso sud, fino a Maranello. C’era da battere la concorrenza agguerrita della Ferrari, affamata da dieci anni di digiuno e di Sebastian Vettel, quattro volte iridato, con cui sono volate anche parole grosse (e non solo) in questo emozionante 2017. Dopo la pausa estiva, Lewis non ha praticamente sbagliato nulla, con il bonus giocato nel trittico asiatico di due vittorie e un secondo posto che, legate alle sfortune e agli errori del Cavallino, gli hanno consegnato il poker iridato su un piatto d’argento. 

L’inseguimento a Vettel

Lewis comincia molto bene la stagione, con due secondi posti e la vittoria in Cina. Il problema è che la Ferrari di Vettel è letteralmente scatenata: il tedesco vince in Australia e  Bahrein, chiude secondo a Shanghai e Sochi e proprio in Russia allunga a +13 sul rivale, giù dal podio per la prima volta nel Campionato. A Montecarlo, Hamilton è costretto a inseguire dopo essere stato eliminato nel Q2 delle qualifiche. Rimonta dalla 14^ alla 7^ piazza, ma a fine giornata vede Seb scappare a +29. A Baku, in una corsa pazza, i due rivali si prendono letteralmente a cornate, con il britannico che furbescamente frena troppo in regime di safety e il tedesco che perde i nervi, con gestacci e la famosa ruotata. In Austria, Hamilton resta giù dal podio per la seconda volta consecutiva (la quarta nei primi 9 GP, prima volta dal 2014) e il gap dalla Ferrari sale a 20 lunghezze. Poi arriva Silverstone: da quel momento, anche a detta dello stesso Lewis, ecco la scossa decisiva per la rincorsa, il sorpasso e il trionfo. 

Il sorpasso in casa Ferrari

Tutto comincia nella gara di casa: “Silverstone mi ha acceso un fuoco dentro, ha scatenato qualcosa che ha cambiato il mio modo di lavorare”, ha detto Hamilton subito dopo il trionfo di Monza, che gli ha consentito per la prima volta in stagione di prendere il comando solitario della classifica a +3 su Vettel. I fischi dei tifosi italiani lo hanno ulteriormente caricato: da quel momento in avanti, il Mondiale è stato un autentico monologo del numero 44 della Mercedes. 

Benedetta sia l’Asia

Il successo in Italia, davanti ai tifosi della Ferrari, è stata la ciliegina sulla torta di un rientro in ufficio esaltante, corredata dalle vittorie a Spa, Singapore e Suzuka e dal secondo posto in Malesia. Il black-out della Rossa, un misto di errori, inesperienza e sfortuna, con Vettel a quota zero in due GP su tre in Asia, fa il resto. Hamilton arriva in Messico con 66 punti di vantaggio sul tedesco, abbastanza per portare a casa il quarto titolo iridato: well done, Lewis!

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