Formula 1, Abu Dhabi: là dove il mondo, pardòn il Mondiale, finisce

Formula 1

Simone De Luca

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Storia di un Gran Premio nel deserto in cui, come novelli Lawrence D’Arabia, i piloti si sfidano al tramonto tra sabbia e dune. Gara live domenica 26 novembre alle 14.00. Pre-gara a partire dalle 12.25 su SkySportF1HD (canale 207)

Andare a correre nel deserto è impresa che sembrava impossibile per la F1 moderna ed invece ancora una volta Bernie Ecclestone ce l’ha fatta. Ed infatti il primo novembre 2009 si corre il primo storico Gran Premio di Abu Dhabi. E si corre su una pista costruita sull’Isola di Yas, vicino all’aeroporto dell’emirato, ad un mare dai colori invitanti e nella zona dove poi sorgerà il primo parco dei divertimenti a tema Ferrari al mondo. Una corsa su un circuito disegnato dal solito Herman Tilke e non proprio uno dei suoi più riusciti. Un circuito in cui, tra l’altro, ti domandi come mai con tutto lo spazio disponibile nel deserto la corsia box termini con un tunnel e una curva secca, un circuito che passa sotto un hotel a 6 stelle che di notte, quando si corre, si illumina di ogni colore. Quasi sempre, eccezion fatta per il 2012, ultima gara della stagione, ha visto assegnare titoli e ha visto gare magari non emozionanti ma con epiloghi imprevisti.

2009 - Si arriva nel deserto negli ultimi giorni di Ottobre, il circuito è praticamente finito e mancano solo gli ultimi dettagli. Come agli alberghi posizionati proprio di fronte alla pista in cui, all’arrivo di piloti e addetti ai lavori, si sta ancora segando, incollando, stuccando, verniciando. Il mondiale invece è già bello che finito: vinto da Jenson Button e dalla BrawnGP che hanno spento la rimonta di Vettel e della Red Bull. La prima pole della storia del GP la segna però Lewis Hamilton con la McLaren proprio davanti a Vettel e Webber. La BrawnGP ha da tempo tirato i remi in barca, si capisce già che sarà la sua prima e unica stagione in Formula1. Al via Hamilton tiene il comando e non ha problemi a controllare. Ma dopo la prima sosta ai box rompe i freni, si ritira e per le due Red Bull è una doppietta tranquilla. La prima delle tre vittorie di Vettel nell’Emirato.

2010 - 19esima e ultima gara della stagione. La classifica dice Fernando Alonso su Ferrari 246 punti, Mark Webber su Red Bull 238. Dietro, staccato di 15 lunghezze c’è il ragazzino Sebastian Vettel. La pole position la fa proprio Vettel, Hamilton è secondo, Alonso terzo. Alla prima curva Alonso si fa passare da Jenson Button. Dopo il botto tra Schumacher e Liuzzi entra la Safety Car per 5 giri e le posizioni in testa restano congelate. Ma nelle retrovie c’è chi tenta il colpaccio, come Vitalij Petrov e Nico Rosberg cambiando le gomme. Alla ripartenza i due davanti, Vettel e Hamilton, hanno un ritmo impressionante ma Alonso, quarto davanti a Webber, è ancora virtualmente il campione del mondo. L’australiano tocca le barriere con la gomma posteriore destra ma prosegue e poi all’undicesimo giro entra per la sosta ai box. In Ferrari decidono di marcarlo, in fondo è lui il rivale più vicino nella lotta mondiale, e si fermano con Alonso 4 giri dopo. Ma lo spagnolo rientra nel traffico: è si davanti a Webber ma si trova in dodicesima posizione alle spalle della Renault di Petrov. La classifica virtuale ora dice Vettel campione. Giro dopo giro Alonso colma il gap con il russo ma, arrivato in scia, non riesce a superarlo.
Basterebbe un aiuto del suo arcirivale Hamilton per fargli vincere il titolo. Basterebbe che l’inglese si prendesse la prima posizione. Basterebbe ma non succederà mai:  Vettel dopo la seconda sosta rimane davanti e va a vincere corsa e mondiale. Il primo della propria carriera. A 23 anni e 134 giorni è il più giovane campione del mondo della storia della Formula 1.

2012 - Abu Dhabi è la terzultima gara della stagione. La classifica vede Vettel leader con 13 punti su Alonso. Di nuovo loro due. In pole c’è ancora Hamilton davanti a Webber, Maldonado e Raikkonen. Alonso è sesto, Vettel che aveva fatto segnare il terzo tempo in qualifica, parte ultimo per squalifica perchè la sua Red Bull nel giro di rientro era rimasta ferma a bordo pista senza la benzina nel serbatoio prevista dal regolamento. La gara però è un’altra storia e Vettel chiude sul podio al terzo posto dopo una grande rimonta e nonostante la rottura dell’ala anteriore nelle prime fasi di gara. Hamilton avrebbe la corsa saldamente in pugno ma una rottura lo costringe al ritiro. Ne approfitta Kimi Raikkonen con la Lotus che va a vincere il primo Gran Premio dal suo ritorno in Formula1. Alonso è secondo e la classifica mondiale si accorcia. Lui e la Ferrari possono ancora giocarsi il titolo.

2014 - Abu Dhabi è l’ultima gara della stagione. La classifica vede Hamilton con la Mercedes in testa con 17 punti sul compagno di squadra Rosberg. Il vantaggio sarebbe rassicurante se non fosse che con un colpo di teatro Bernie Ecclestone e la Federazione hanno deciso ad inizio stagione che negli emirati, per la prima volta nella storia della Formula1, verranno assegnati punti doppi. Quindi chi vince ne prende 50 e al secondo ne vanno 36. Follia, ingiustizia, show-biz? Forse, fatto sta che per l’Inglese la vittoria non è poi così scontata. Anche perché in pole parte il suo rivale e compagno di squadra. Ma Hamilton mette subito le cose in chiaro prendendo il comando al via. Rosberg lo segue aspettando il momento giusto per un attacco. Che non arriverà mai anche perchè al 24esimo giro la rottura dell’ERS sulla sua monoposto gli toglie ogni possibilità di impensierire il rivale. Nico perde posizioni su posizioni e chiude 14esimo ad un giro. Lewis Hamilton è campione del mondo per la seconda volta in carriera, la prima da quando è passato alla Mercedes.

2016  - In testa al mondiale, nell’ultima gara della stagione, c’è Nico Rosberg con 12 punti di vantaggio su Lewis Hamilton. L’inglese si è ritirato in Malesia, il tedesco ha vinto a Suzuka e ora può arrivare sempre secondo per essere comunque campione. E nelle tre gare precedenti Abu Dhabi è successo proprio così: tre doppiette Mercedes sempre con Hamilton davanti a Rosberg. Nell’ultima gara Lewis segna la pole, Rosberg lo segue come un’ombra. Lo stesso accade alla partenza: Hamilton davanti, dietro Rosberg. La tattica dell’inglese è chiara: rallentare il gruppo per sperare che qualcuno sorpassi Rosberg mettendo tra lui e il suo avversario i punti necessari per vincere il mondiale. Ma non succederà mai. Nonostante dei team radio sportivamente drammatici la stagione si chiude con Rosberg campione del mondo, Hamilton battuto e deluso. Ma il tedesco ha speso talmente tante energie mentali e fisiche per conquistare il titolo che solo pochi giorni dopo l’ultima gara del 2016 annuncerà il suo ritiro dalla Formula1.

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