Formula 1, tutto quello che c'è da sapere sul GP di Melbourne (Australia)


Formula 1

Cristiano Sponton

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Il mondiale 2018 inizia ancora una volta dall’Australia dove si disputerà il GP di Melbourne sull’impianto semi-permanente dell’Albert Park. Ecco la preview tecnica del primo appuntamento del Mondiale di Formula1 2018: assetti, gomme ed il borsino dei team.

Il GP di Australia, apertura del mondiale di Formula 1 2018, è in diretta esclusiva su SkySportF1HD (canale 207) e con Sky Q l’incredibile definizione del 4K HDR. Qualifiche sabato 24 dalle 7.00 (pre dalle 6.00) e gara domenica dalle 7.10 (pre dalle 5.25)

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Il circuito

Il tracciato australiano misura 5.303 m ed è composto da sei tratta da alta velocità, tre curve lente (1-3-15), due chicane veloci (11-12) che mettono a dura prova la guidabilità della vettura. La frenata più impegnativa è quella di Curva 1 (Jones), seguita da Curva 3 (Sport Centre) e Curva 13 (Ascari). Nonostante sia un tracciato cittadino esistono alcuni punti di sorpasso. I principali sono: Curva 1 (Jones), Curva 3 (Sport Centre) e Curva 15 (Senna).

Questo tracciato semi-permanente essendo poco utilizzato è sempre molto “green” al venerdì con le vetture che tenderanno a scivolare molto e ad usurare in modo anomalo gli pneumatici. Con il passare dei giri la pista andrà a pulirsi e a gommarsi cambiando in modo radicale il comportamento delle varie monoposto.

Caratteristiche tecniche

Melbourne è un circuito dove le monoposto utilizzeranno un carico aerodinamico medio. Per quanto riguarda i freni saranno piuttosto sollecitati soprattutto in curva 1,3 e 13. 
Il motore avrà una sollecitazione da considerarsi di medio livello visto che la velocità media non è elevatissima. Sarà piuttosto critico, invece, il raffreddamento proprio a causa delle velocità non elevatissime e agli agenti esterni (per es. foglie) che potrebbero creare delle ostruzioni alle prese di raffreddamento. Vedremo in pista vetture con gli sfoghi posteriori in versione “large” proprio per cercare di incrementare il raffreddamento di tutte le componenti presenti sotto il cofano.

A livello prestazionale questo è uno dei tracciati dove la potenza della Power Unit non è preponderante. Sarà fondamentale avere una buona erogazione della potenza soprattutto nei tratti più lenti dove bisognerà scaricare a terra i cavalli forniti dall’endotermico e dal sistema elettrico. Proprio grazie al sistema elettrico, secondo i dati forniti da Magneti Marelli, si potranno recuperare circa 700 kJ al giro da MGU-K e 3400 kJ da MGU-H. Complessivamente l’energia recuperata da entrambi i sistemi sarà di oltre 4000 kJ al giro.

I pneumatici

L’aderenza in curve quasi tutte diverse è un elemento particolarmente chiave su questa pista. I livelli di usura e degrado sono nel complesso abbastanza bassi: nel 2017 la maggior parte dei piloti ha optato per un solo pit stop, con i primi tre al traguardo che hanno adottato una strategia da ultrasoft a soft. Quest’anno le mescole più morbide potrebbero portare a maggiori livelli di usura e degrado e quindi a un maggior numero di soste.

L’ingresso della safety car è molto probabile: nel 2006 è entrata quattro volte. I carichi laterali non sono particolarmente elevati. Il tempo di percorrenza della pit lane è di circa 25 secondi. Non ci sono modifiche di rilievo rispetto al 2017.

 “I test pre-stagione hanno mostrato una forte evoluzione delle prestazioni di monoposto e mescole 2018” dice Mario Isola - responsabile car racing di Pirelli. “In Australia troveremo delle condizioni meteo molto diverse da quelle di Barcellona. A Melbourne il clima in questo periodo dell’anno può variare da freddo e umido a molto caldo. Dai dati raccolti finora, le mescole più morbide dovrebbero dare la possibilità ai piloti di scegliere tra una o due soste, a differenza del 2017. Come sempre la prima gara dell’anno è piena di incognite, ma speriamo di vedere un Gran premio entusiasmante nel quale la strategia gioca un ruolo chiave”.

Set di pneumatici scelti dai piloti

La Pirelli per questa prima tappa del mondiale di Formula 1 porterà le seguenti mescole: Ultrasoft (viola), Super Soft (rossa), Soft (gialla).

Le pressioni minime alla partenza sono rimaste pressoché inalterate rispetto alla scorsa stagione: 22 psi all’anteriore e 19,5 psi al posteriore. Il camber massimo all’anteriore sarà di -3,75° mentre al posteriore sarà di -2,00°.

Come evidenziato dalla tabella in basso possiamo notare come il team Mercedes abbia effettuato una scelta molto aggressiva con ben 9 set di gomme “viola” per Hamilton e Bottas.  Red Bull, ha optato per 8 set di pneumatici Ultras Soft mentre Ferrari ne ha scelti “soltanto” 7.

Tre sono i set di pneumatici Super Soft scelti da Hamilton, Vettel, Raikkonen, Ricciardo e Verstappen mentre Bottas ha optato per 2 set di gomme “rosse” ma, rispetto al compagno di squadra, avrà a disposizione 1 set in più di gomme gialle. Questo lascia presagire che, durante la simulazione di gara, il pilota finlandese della Mercedes proverà nel suo long run con pneumatici US e S mentre, Hamilton, sfrutterà le US e le SS.

Come arrivano i top team a questa gara?

I recenti test di Barcellona ci hanno mostrato una Mercedes W09 molto competitiva tanto da essere considerata, quasi da tutti gli addetti ai lavori, come la favorita per la vittoria in Australia. La Mercedes dovrà dimostrare di riuscire ad adattarsi nel migliore dei modi al tracciato australiano che per caratteristiche tecniche è moto diverso rispetto a quello di Barcellona. In Mercedes qualche preoccupazione sugli pneumatici esiste visto i problemi di “blister” accusati durante i test. Problemi che gli ingegneri sembrano aver compreso e risolto, ma per avere l’assoluta certezza bisognerà aspettare il venerdì pomeriggio quando i piloti simuleranno i long run con il pieno di benzina.

Ferrari, durante l’inverno, ha cambiato radicalmente il concetto aerodinamico della vettura 2017 allungando il passo e puntando molto sull’efficienza aerodinamica. La SF71-H non sta sfruttando ancora il suo massimo potenziale e necessità di molto lavoro per essere compresa sia dai piloti che dagli ingegneri. Da quello che si è visto a Barcellona sembra essere meno veloce rispetto a Mercedes e Red Bull nelle curve ma ha conservato un ottima gestione degli pneumatici. Questo è molto importante perché sta a significare che, anche se il carico aerodinamico generato, potrebbe essere inferiore a Mercedes e Red Bull, la monoposto non tende a scivolare e non va di conseguenza a sovraccaricare le Pirelli 2018. Per Melbourne la Ferrari porterà in pista alcuni sviluppi aerodinamici che gli ingegneri di Maranello quantificano in circa 0,1-0,2 a al giro.

La Red Bull RB14 è considerata da tutti come uno dei maggiori pericoli per la Mercedes anche se, a Barcellona, non hanno dimostrato di essere al loro livello. C'è chi pensa che il Team anglo austriaco sia il Top Team che più si è coperto nella quattro giorni di secondi test pre-stagionali e il quasi secondo di gap pagato durante la simulazione di gara sia in realtà meno della metà.  La velocità espressa dalla RB14 nelle curve è ottima ma nei rettifili continua a pagare decimi preziosi su Mercedes e Ferrari. Anche per la vettura di Milton Keynes è previsto un grande pacchetto evolutivo che dovrebbe migliorare la vettura di circa 0,3 s al giro.

Questi tre saranno i team che lotteranno per le prime posizioni, ma sarà avvincente anche la lotta a centro classifica con la Haas, rivelazione dei test invernali, che sembra essere la quarta forza in pista. Il team americano dovrà vedersela con la Renault e la McLaren–Renault che subirà molti interventi aerodinamici rispetto alla versione vista in Spagna.

Dopo “fiumi di parole” è, finalmente, giunta l’ora della pista dove sarà il cronometro a dare i primi responsi. Buona stagione a tutti …

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