Formula 1 2018, GP del Bahrain. Tutti contro il caldo del deserto

Formula 1

Matteo Bobbi

Correre nel deserto significa una cosa su tutte, sfidare temperature molto alte. La prima gara dell’anno in Australia ha evidenziato una caratteristica comune a molte vetture 2018: la criticità nello smaltimento del calore delle varie componenti della Power Unit. Attenzione alle sorprese a Sakhir. Qualifiche sabato dalle 17.00 (pre dalle 16.00) e gara domenica dalle 17.10 (pre dalle 15.30) in diretta esclusiva su Sky Sport F1 HD canale 207 e con SkyQ l'incredibile definizione del 4K HDR

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Il layout delle attuali monoposto di F1, concepite per massimizzare il downforce e sopratutto l'efficienza aereodinamica, determina forme rastremate in aeree molto delicate come l'imboccatura delle pance ad esempio. Se da un lato i vari progettisti disegnano le vetture per massimizzare quelli che possono essere i benefici aereodinamici, dall'altra parte la sfida per mantenere ottimale lo smaltimento del calore generato dalle varie componenti della power unit si fa sempre più ardua.

In gara a Melbourne abbiamo notato quanto sia ora più che mai complicato stare in scia a un'altra vettura, non solo per la perdita di carico verticale che si ottiene viaggiando in aria turbolenta, ma sopratutto per la difficoltà di mantenere all'interno dei range d'utilizzo le componenti della power unit. Hamilton ad esempio ha dovuto dopo pochi giri alle spalle di Vettel alzare bandiera bianca a seguito di vari team radio con il suo ingegnere che lo informava di temperature oltre la soglia ottimale, nello specifico relative al pacco batteria.

In Bahrein la sfida sarà ancora più estrema da questo punto di vista, infatti le temperature dell'aria saranno decisamente più alte rispetto a quelle australiane, così come i carichi che le power unit dovranno sopportare. Parte della sfida ruota proprio intorno a questo aspetto, per affidabilità chiaramente ma anche per massimizzare senza effetti negativi le potenzialità delle varie power unit. Mercedes ha dimostrato senza dubbio di avere in termini di prestazione assoluta ancora qualcosa di più rispetto alla concorrenza, ma allo stesso tempo di avere anche qualche problema proprio nella gestione delle temperature, con una power unit molto al limite in questo senso. Chi saprà gestire al meglio le temperature in gara potrà godere nell'utilizzo di mappature motore più agressive, capaci di generare più potenza complessiva. Vedremo probabilmente testare durante le prove libere nuove componenti con il fine di smaltire al meglio il calore. La F1 è speciale anche per questo: gladiatori che lottano ruota a ruota a 300 km/h in pista e geni dell'aereodinamica che si sfidano a colpi di genio in galleria del vento. 

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