Formula 1 2018, GP Bahrain. Strategia e velocità nel week-end perfetto Ferrari

Formula 1

Cristiano Sponton

Seconda vittoria consecutiva e quota 50 in classifica piloti per Vettel che, con la Ferrari SF71-H, è riuscito ad avere la meglio sulla Mercedes W09 dopo una lotta sul filo dei decimi di secondo. Se in Australia la fortuna aveva dato una mano agli uomini di Maranello, la vittoria in Bahrain ha un altro sapore, perché costruita grazie alla pole position, alla velocità e alla costanza dimostrata in gara e alla strategia che ha mandato in tilt il muretto della scuderia campione del mondo. Prossimo round in Cina. Gara in diretta esclusiva su Sky Sport F1 HD (canale 207) domenica alle 8.10)

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LA GRIGLIA DI PARTENZA

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La Ferrari SF71-H, rispetto a quella vista in Australia, è sicuramente migliorata ed è molto bilanciata con un buon inserimento in curva. Sorprendente la velocità in rettifilo e in trazione caratteristiche che hanno permesso a Vettel di riuscire a difendersi dall’attacco di Bottas pur avendo gomme ormai finite.

La strategia Rossa ha beffato la Mercedes

La singola sosta di Vettel non è stata pianificata durante il briefing ma è stata una logica conseguenza visto l’andamento della gara. Vettel non è riuscito ad aprire il gap che si aspettava su Bottas che, autore di un ottimo scatto dal lato “pulito” della griglia, è riuscito a scavalcare Raikkonen. Il pilota tedesco della Ferrari ha spinto veramente forte con il compound super soft, ma Bottas è riuscito a rispondere colpo su colpo controllando il distacco che lo separava dalla Rossa. Dal giro 14 in poi la Mercedes, come potete osservare dal grafico in basso, era chiaramente più veloce rispetto alla SF71H. Il pilota finlandese è riuscito a portarsi a circa 2 s. e la Ferrari è stata costretta a difendersi per evitare l’undercut della Mercedes, richiamando Vettel ai box al giro 18.

Sembrava un pit stop troppo anticipato per riuscire a terminare la gara con una singola sosta ed invece Vettel ci è riuscito, pur essendo chiaramente in crisi di gomme durante gli ultimi giri. La scelta di cercare di andare fino alla fine è stata un azzardo, perché gli ingegneri di Maranello si erano resi conto che, con una sosta aggiuntiva, non avrebbero avuto nessuna possibilità di vincere. Bottas, fermatosi al giro 20, aveva montato le gomme medie e poteva andare fino alla bandiera scacchi senza nessuna difficoltà. Vettel, all’inizio del suo secondo stint, doveva guadagnare secondi preziosi per poi “pittare” e terminare la gara con il set di gomme nuove super soft che aveva ancora a disposizione. I piani non sono andati come erano stati preventivati alla vigilia, perché Bottas pur gestendo le gomme, girava con lo stesso ritmo della SF71H. La Mercedes si è accorta troppo tardi del “tranello” della Ferrari e Bottas, pur spingendo molto forte negli ultimi 10 giri, non è riuscito a scavalcare Vettel.

Raikkonen fuori gara per un problema ai box: era più veloce di Bottas e Vettel

La gara di Raikkonen è finita al secondo pit stop quando c’è stato un problema con la ruota posteriore sinistra. Fino a quel punto il pilota finlandese era agevolmente in terza posizione, ma non sembrava avere il ritmo per impensierire il duo di testa soprattutto a causa della mancanza di ritmo avuta nel primo stint. Se analizziamo, invece, i riscontri cronometrici ottenuti con le Soft, Raikkonen è stato molto competitivo ed è riuscito ad essere spesso più rapido di Bottas e Vettel. Peccato per l’inconveniente ai box e per l’infortunio al meccanico.

Mercedes ha reagito troppo tardi alla strategia Rossa

Molto pesante, in casa Mercedes, la doppia “batosta” subita dalla Ferrari nei GP di Australia e Bahrain. Alla vigilia il team aveva preparato una gara su strategie differenti per i due piloti. Bottas aveva impostato una gara a due soste per mettere pressione alle due Ferrari, mentre Hamilton, partito dalla nona posizione doveva effettuare un solo pit stop sfruttando le gomme medie che aveva provato durante i long run di venerdì. Nonostante la buona partenza che gli ha permesso di scavalcare Raikkonen, in casa Mercedes, si sono resi subito conto che, a parità di soste, non avevano nessuna possibilità di vincere la gara. Per questo hanno cercato di mettere pressione su Vettel durante il primo stint in modo da costringerlo ad un pit stop anticipato per obbligarlo ad andare su una strategia a doppia fermata. Il loro obiettivo era quello di portare anche Bottas su una gara a fermata singola utilizzando anche sulla vettura del finlandese le gomme medie.

In Mercedes erano convinti di avere la gara in pugno perché erano contavano nella seconda sosta di Vettel. Al giro 43 si sono resi conto che la Rossa avrebbe tentato l’azzardo ed hanno così comunicato a Bottas di spingere a fondo per cercare di recuperare il gap che aveva sulla Ferrari. Si vede chiaramente dal grafico il cambio di passo della Mercedes del finlandese e l’innalzamento dei tempi della SF71H di Vettel. Era ormai troppo tardi perché, Bottas, è riuscito a “ricucire” il distacco solo nei giri finali e non ha avuto nessuna possibilità per attaccare il tedesco della Rossa.

Hamilton, invece, partito dalla nona posizione, ha approfittato dei ritiri di Ricciardo e Raikkonen per terminare terzo. Il ritmo della W09 del campione del mondo è stato veramente ottimo e la cosa è facilmente osservabile dal grafico in alto. Al giro 8, quando si è liberato di Gasly ed ha potuto girare a pista libera, aveva un distacco su Vettel di 14,3s. A fine gara, a parità di soste, Hamilton ha accusato dal vincitore un gap di soli 6s.

Mercedes: ottima gestione degli pneumatici in gara

Durante le qualifiche avevamo notato una W09 in difficoltà con le temperature degli pneumatici posteriori mentre, in gara, le due vetture anglo tedesche hanno gestito ottimamente le gomme. Gli ingegneri Mercedes, dopo aver analizzato i dati delle prove libere, avevano optato per un assetto più rivolto alla corsa, sacrificando la qualifica perché si erano resi conto che la Ferrari era difficilmente battibile. Nella miglior gestione delle gomme in gara rispetto alle qualifiche influisce molto la mappatura della Power Unit che, al sabato, è molto “aggressiva” e stressa molto gli pneumatici posteriori.

Disastro Red Bull

Ancora una volta la delusione del fine settimana è stata la Red Bull. Verstappen, dopo l’errore commesso durante le qualifiche, è partito dalla 15esima posizione ed è stato costretto al ritiro dopo un contatto con Lewis Hamilton. Ritiro nelle prime fasi di gara anche per Ricciardo a causa di un problema elettrico analogo a quello accaduto al pilota olandese durante le FP1 di venerdì. La RB14 sembra una vettura veloce, il cui potenziale non è ancora emerso in gara. Qui entrambi i piloti si sono ritirati dopo pochi giri mentre, in Australia, hanno girato spesso nel traffico non dimostrando mai il loro vero passo.

Una Toro Rosso trasformata rispetto all’Australia

La vera sorpresa di questo fine settimana è stata la Toro Rosso che, grazie a Gasly, è riuscita a terminare la corsa in quarta posizione. STR13 che si è presentata in pista con un nuovo pacchetto aerodinamico con modifiche al fondo, ala anteriore e bargeboards. Modifiche che, abbinate al grande lavoro fatto da Honda, ha permesso al pilota del team di Faenza di cogliere un risultato inaspettato.

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