Formula 1 2018: tutto quello che c'è da sapere sul GP della Cina

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Cristiano Sponton

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Ferrari si presenta in Cina, sul tracciato di Shanghai, con il morale alle stelle dopo le due vittorie ottenute in Australia e in Bahrain. I 25 punti ottenuti da Vettel a Sahkir valgono più degli stessi ottenuta a Melbourne. In Bahrain la SF71H ha dimostrato di avere il potenziale per contrastare la Mercedes che, alla vigilia, era considerata da tutti la vettura favorita. Analizziamo le caratteristiche del circuito di Shanghai, l’assetto delle monoposto, la scelta delle gomme e l’importanza di Power Unit e recupero di energia. Gara in diretta esclusiva su Sky Sport F1 HD (canale 207) domenica alle 8.10)

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Ferrari, grande potenziale e sviluppi attesi per la Cina

La Ferrari SF71H nel giro di 15 giorni è cresciuta molto a livello di performance a dimostrazione del grande potenziale di cui dispone questa nuova monoposto “made in Maranello”. Da quello che si è visto in Bahrain è stato utilizzato un assetto rake (picchiato) più estremo rispetto a quello impiegato in Australia che ha migliorato il comportamento della monoposto in inserimento curva ed ha garantito un maggior carico al retrotreno. Con questo set up la Rossa ha pagato un aumento di resistenza all'avanzamento che ha assottigliato il margine di velocità sul rettilineo tra la SF71H e la W09. In Cina, sulla Ferrari verrà provato il nuovo fondo che era stato portato anche in Bahrain ma che non era stato utilizzato visto la competitività dimostrata dalla SF71H fin dalle prime prove libere.

In Cina è lecito attendersi il riscatto della Mercedes che, dopo 2 gare andate male, è pronta ad affilare le armi per riuscire a tornare alla vittoria.

Un circuito completo

Il circuito di Shanghai è stato realizzato da Hermann Tilke, misura 5451m e presenta delle caratteristiche tecniche completamente diverse rispetto a quelle dei tracciati di Melbourne e di Sakhir. È una pista tecnica e completa dove, per essere, veloci occorre una vettura con un’ottima efficienza aerodinamica. Serve avere carico aerodinamico per essere veloci nelle curve in appoggio (curva 7, 8, 16), trazione in uscita dalle curve lente (curve 1,3,4, 6, 9, 11, 12,13 e 14) e tanta potenza della Power Unit da sprigionare sui rettifili.

Shanghai ha due lunghi dritti dove si può attivare l’ala mobile: quello principale (720 m) e quello posteriore (1400 m), che consentono buone possibilità di sorpasso sfruttando la scia e la larghezza della pista. I punti del tracciato dove sarà possibile tentare il sorpasso sono: curva 6, 9, 14. Vista la conformazione della pista, sarà importante per i team cercare, fin dalle prove libere, il giusto setup aerodinamico e meccanico.

Le gomme

La Pirelli per questo appuntamento stagionale porterà in pista delle mescole diverse rispetto al 2017. Sono state scelte le gomme UltraSoft (banda viola), le Soft (gialla) e la Medium (bianca) Per la prima volta in questa stagione Pirelli ha optato per un "salto" di mescola, passando dagli pneumatici viola a quelli gialli, saltando le SuperSoft "rosse". Il divario tra le tre mescole nominate per Shanghai dovrebbe essere piuttosto distanziato per favorire strategie diversificate

Le curve più stressanti per gli pneumatici sono la numero 1, una piega a raggio decrescente che immette direttamente su curva 2, e la 13 che si percorre in pieno acceleratore a velocità piuttosto elevata. Se in Bahrein le gomme posteriori erano molto sollecitate a causa delle molteplici decelerazioni e accelerazioni, in Cina il maggior sforzo dovrà essere sostenuto dall’anteriore sinistra.

I lunghi rettifili potrebbero causare un raffreddamento delle gomme con conseguente formazione di graining sugli pneumatici. Il graining è un fenomeno di affaticamento degli pneumatici che si manifesta usualmente quando la pista è sporca, o comunque non gommata. Il risultato del graining è l’abrasione della superficie dello pneumatico con la presenza di fenomeni di rottura.

Se analizziamo i set di pneumatici scelti da ciascun piloti balza subito all’occhio la differenza di scelta fatta dalla Mercedes rispetto alla Ferrari. La Rossa ha effettuato una scelta piuttosto aggressiva con ben 8 treni di UltraSoft, Red Bull ne avrà a disposizione 7, mentre Mercedes ne ha portati solo 6.

I ferraristi potranno dunque contare su 3 treni di soft e 2 di medie a testa, mentre Ricciardo e Verstappen avranno le stesse medie, ma un set di gomme morbide in più a testa. Diversificate le scelte in casa Mercedes, con Hamilton che avrà ben 6 set di soft e 1 solo di medie, mentre Bottas ne avrà rispettivamente 5 e 2. Questo lascia presagire che, in casa Mercedes, verranno fatte prove comparative durante le prove libere 2. Hamilton simulerà la qualifica e la gara utilizzando 1 treno di ultra sost e 1 di soft e Bottas sfrutterà le ultra soft e le medie.

Aerodinamica: assetti di compromesso

L’asfalto è piuttosto liscio, il che rende più facile la ricerca del set up perfetto. Qui è importante trovare il miglior compromesso tra deportanza e resistenza aerodinamica. l circuito di Shanghai è caratterizzato da un mix di curve, con diverse velocità e raggi di curvatura e rettilinei. Per questo i team dovranno scegliere assetti di compromesso per essere veloci nelle curve senza penalizzare la velocità di punta.

Power Unit e recupero di energia, elementi fondamentali in Cina

Il circuito di Shanghai è piuttosto impegnativo per le Power Unit visto che si sta con il piede a tavoletta sul gas per il 74% del giro. Oltre alla velocità di punta è fondamentale avere una PU con un’erogazione di potenza molto delicata in modo da avere una monoposto guidabile nelle curve lente.

Fondamentale sarà l’efficienza del sistema ibrido visto che sarà possibile recuperare da MGU-K intorno ai 700kj, mentre da MGU-H si potranno recuperare 3800kj per un totale di 4500 kj. Su questo tracciato sarà possibile capire chi tra i motoristi avrà il sistema ibrido più efficiente visto che negli anni scorsi alcuni team al termine del lungo rettifilo soffrivano di clipping.
Come noto, da regolamento tecnico, la Power Unit può usare la potenza del motore elettrico MGU-K solo per un determinato tempo ogni giro, anzi per essere precisi possono essere spesi solo 4MJ di energia ogni tornata. Considerando che la potenza massima che il regolamento concede per l’MGU-K è di 120kW (160cv), possiamo stimare che l’utilizzo, a massima potenza, del motore elettrico sia di circa 33 secondi al giro. Ogni scuderia ha diverse tarature elettroniche per distribuire questi 4MJ o 33s nei momenti migliori. In circuiti con rettilinei piuttosto lunghi, l’energia immagazzinata nella batteria potrebbe non essere sufficiente e quindi interviene l’elettronica per tagliare la potenza del motore elettrico MGU-K provocando una diminuzione di velocità massima alla fine dei rettilinei.  

In gara diventerà fondamentale avere dei motori endotermici piuttosto efficienti visto che, il tracciato cinese, è esoso per quanto riguarda il consumo del carburante. Le vetture partiranno con il massimo quantitativo di benzina ma, se non ci saranno safety car, dovranno cercare di risparmiarne per terminare la gara senza problemi.

Mercedes è favorita?

Sulla carta sembra una pista che può esaltare le caratteristiche della W09 ma abbiamo visto in Bahrain quanto la Ferrari sia cresciuta e quanto sia vicino, a livello prestazionale, alle frecce d’argento. Non dobbiamo dimenticare la Red Bull che potrebbe esaltarsi nei curvoni veloci di questo tracciato.

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