Formula 1 2018, GP Cina. L'analisi tecnica della gara di Shanghai

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Cristiano Sponton

La gara della Cina ci ha regalato parecchi colpi di scena. Dopo la partenza, Sebastian Vettel sembrava poter gestire piuttosto agevolmente la propria corsa e sia Mercedes che Red Bull non riuscivano a tenere il ritmo imposto dal pilota tedesco della Ferrari. Dopo il primo pit stop, grazie all'undercut di Bottas, la corsa sembrava nelle mani della Mercedes del finlandese, ma l'ingresso della Safety Car per la collisione tra le due Toro Rosso ha “rotto” tutti gli equilibri e Ricciardo è riuscito ad ottenere la vittoria

Prossimo appuntamento in Azerbaijan, in diretta esclusiva su SkySportF1HD. Le qualifiche sabato 28 aprile alle 15 (pre dalle 14.00), la gara domenica 29 dalle 14.10 (pre dalle 12.30)

Ferrari esce dalla Cina come la vettura più veloce

C’è sicuramente delusione in casa Ferrari dopo la gara cinese perché, pur avendo la macchina più prestazionale del lotto, sono riusciti a raccogliere solo un terzo con Raikkonen e un ottavo posto con Vettel. Durante le FP1 e le FP2, la SF71-H, non era molto bilanciata ma, grazie al lavoro di setup fatto durante la notte tra venerdì e sabato, la nuova “creatura” di Maranello è sembrata trasformata fin dalle FP3 ed è sembrata essere imbattile sia in qualifica che in gara. Una vettura che, a differenza delle passate stagioni, si adatta perfettamente a qualsiasi condizione della pista perché è andata forte sia in qualifica con il tracciato a 15°C, sia in gara quando le termiche erano piuttosto alte e vicine ai 40°C. Le temperature di domenica sembravano favorire ulteriormente Ferrari e Mercedes che, a differenza di Red Bull, avevano deciso di partire con le soft contro le ultra soft dei “bibitari”.

Il primo momento chiave è stata la partenza quando, Raikkonen, ha avuto uno spunto decisamente migliore rispetto al compagno di squadra che, per mantenere la posizione, ha stretto il finlandese facendogli perdere posizioni preziose ai danni di Bottas e Verstappen.

Vettel ha controllato piuttosto agevolmente la corsa girando con un passo migliore di circa 1 decimo rispetto a Bottas. Gap che gli strateghi di Maranello giudicavano di “tranquillità” per evitare un possibile undercut del team anglo-tedesco ma così non è stato perché, nonostante il distacco di 3,5s, Bottas è riuscito a scavalcare Vettel anticipando di un giro il pit stop.

L'undercut di Bottas, la spiegazione del sorpasso a Vettel

Bottas è stato molto veloce nel suo giro di rientro dopo il cambio gomme ed ha approfittato del pit stop piuttosto lento dei meccanici Ferrari che hanno impiegato circa 1s in più nella sostituzione degli pneumatici. Di solito i meccanici in rosso sono piuttosto veloci ma i problemi avuti in Bahrain potrebbero aver rallentato l’operazione per evitare qualsiasi tipo di rischio. Un fattore determinante che ha permesso a Bottas di scavalcare Vettel sono stati gli pneumatici del pilota tedesco che erano abbastanza in crisi come è possibile osservare nella Figura 1 dove si vede chiaramente un innalzamento dei tempi sul giro.

Per Raikkonen, dopo i problemi avuti in partenza, la gara è stata in salita anche perché il passo con gomme soft non è sembrato essere allo stesso livello rispetto a quello di Vettel. La figura 2 ci mostra che, Vettel, è stato più rapido di quasi mezzo secondo. Il primo stint del pilota finlandese è stato piuttosto lungo rispetto a quello degli altri piloti di testa e solo al giro 26 si è fermato per montare le gomme medie per arrivare fino al termine della corsa. Con questo compound è sembrato trovarsi più a suo agio girando su tempi molto competitivi. Peccato che, in Ferrari, non abbiano pensato di richiamarlo ai box durante l’uscita della SC, perché, montando gomme soft, avrebbe potuto raccogliere qualcosa in più del terzo posto.

La gara di Vettel è stata rovinata dal contatto con Verstappen che oltre a fargli perdere parecchie posizioni ha danneggiato il fondo della SF71H con relativa perdita di carico aerodinamico.

Red Bull vincente grazie alla Safety Car

Il team di Milton Keynes è riuscito a sfruttare alla perfezione l’uscita della Safety Car per montare su entrambe le vetture le gomme soft mentre, Ferrari e Mercedes, stavano girando con le medie già da qualche giro. Bravi e fortunati perché i due piloti si sono trovati “al posto giusto nel momento giusto” e questo ha permesso agli strateghi anglo-austriaci di prendere questa decisione che si è rivelata perfetta.

Red Bull che è stata comunque competitiva anche nei primi stint di gara nonostante l’utilizzo, nella prima parte di corsa, di pneumatici non propriamente adatti per le condizioni termiche della pista. Nel stint numero 1, come è possibile osservare dalla Figura 1, sono riusciti a limitare i danni riuscendo a girare con una discreta velocità senza degradare eccessivamente gli pneumatici. Nel secondo stint, a parità di mescola con Ferrari e Mercedes, sono riusciti ad avere un passo molto simile a quello visto sulla SF71H e sulla W09.

Per loro l’unico rammarico si chiama Max Verstappen che, a causa di un attacco kamikaze, nei confronti di Vettel ha gettato alle ortiche una possibile doppietta che, vedendo le prestazioni in pista, era perfettamente alla portata. Contatto che è costato 10s e alcuni punti della patente a Max che è riuscito, nonostante questo, a terminare al quinto posto.

Mercedes in crisi?

Una delle più grandi delusioni di questo inizio stagione è la Mercedes W09 che, alla vigilia di questo mondiale, era considerata da tutti come il team da battere. I loro test invernali e la gara di Melbourne erano stati molto positivi ma, i problemi, sono iniziati in Bahrain e sono continuati anche qui in Cina. Lo stesso Toto Wolff, al termine della gara, ha ammesso: “In Cina eravamo la terza forza in pista dietro a Ferrari e Red Bull”.

Dopo aver sofferto le alte (ma non altissime) temperature del Bahrain, qui in Cina la W09 è andata in crisi nella gestione della UltraSoft per via delle temperature troppo basse dell'asfalto in qualifica e, in gara, quando la temperatura si è alzata, hanno surriscaldato molto, ancora una volta, le gomme posteriori. Tutti questi problemi, durante le FP2, con temperature né troppo calde e ne troppo fredde, non si erano praticamente visti a dimostrazione che, questa W09, è una vettura troppo sensibile alle temperature dell’asfalto. Vi ricordate la Ferrari SF16H? Questa Mercedes sembra avere problemi analoghi.

In gara, il ritmo tenuto da Bottas, poteva garantirgli anche la vittoria ma, a livello prestazionale, Vettel era sicuramente più veloce. Hamilton, invece, è stato praticamente assente per tutto il fine settimana. L’unica recriminazione che può avere è quella di non essere stato richiamato ai box durante la Safety Car in modo da avere una chance di ribaltare un animo fine settimana.

Renault quarta forza in pista

In Cina la Renault, sia in qualifica che in gara, si è rilevata la vettura più veloce tra quelle di centro classifica. La pista di Shanghai, per caratteristiche, stressa molto gli pneumatici anteriori e meno quelli posteriori e questo potrebbe aver aiutato il team francese ad essere la quarta forza in pista.

In gara, Hulkenberg, ha preceduto Fernando Alonso con una McLaren MCL33 che si dimostra molto più performante in gara rispetto a quanto vediamo in qualifica. Il team inglese ha ancora parecchio lavoro da fare sulla vettura specialmente a livello di efficienza aerodinamica visto che, come abbiamo visto a Shanghai, la MCL33 genera parecchio drag e questo lo si paga nei rettifili dove, la McLaren, è stata la vettura più lenta tra i motorizzati Renault.

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