Formula 1, GP Baku. Tutto quello che c'è da sapere in vista del GP

Formula 1

Cristiano Sponton

Dalle caratteristiche molto particolari del circuito di Baku, al set up di compromesso delle monoposto. Dall'importanza fondamentale della power unit (per potenza e consumi) alla scelta delle gomme dei top team. Ecco tutto quello che serve sapere in vista del quarto appuntamento del mondiale di Formula 1 2018

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Il circuito dell’Azerbaijan è lungo 6.003 metri ed è composto da 12 curve a sinistra e 8 a destra. Una caratteristica molto interessante di questo tracciato è il rettilineo di partenza che misura ben 2,2 km che stresserà notevolmente sia la parte endotermica che quella ibrida delle Power Unit.

Aerodinamica

A livello aerodinamico i team dovranno trovare il giusto compromesso per essere veloci nel rettilineo principale e per avere la corretta downforce nei tratti guidati. Proprio per questo sarà fondamentale avere una vettura con elevata efficienza aerodinamica che permetterà anche con "poca ala" di generare il corretto carico aerodinamico per mandare in temperatura gli pneumatici.

Power Unit

Il circuito di Baku è il tracciato ove la parte ibrida ha il maggior peso nell'arco di un giro in tutto il mondiale: più del 3%. Sarà cruciale avere un efficiente recupero di energia elettrica da parte del motore elettrico MGU-H.

Oltra alla parte ibrida sarà fondamentale avere anche una parte endotermica molto performante. Il motore dovrà avere una efficienza molto elevata poiché il consumo di carburante sul tracciato di Baku è forse il fattore tecnico più critico. Oltre a questo dovrà garantire un quantitativo importante di cavalli per oltre il 70% del giro ove la valvola a farfalla risulta essere completamente spalancata. Per percorrere i 51 giri da 6.001 chilometri serviranno tutti i chilogrammi di carburante permessi dal regolamento.

Pneumatici

Le mescole scelte da Pirelli per il prossimo Gran Premio di Baku sono diverse rispetto a quelle del 2017 visto che la casa italiana ha deciso di portare Ultra Soft, Super Soft e Soft abbandonando il compound medio che era stato utilizzato nella passata stagione.

Ricordiamo che la Ultra Soft e la Super Soft sono compound Low Working Range, più facili da portare in temperatura ma più facili anche da "surriscaldare", soprattutto le posteriori, mentre la Soft è una mescola High Working Range.

Se andiamo ad analizzare i set di gomme scelti da ciascun pilota notiamo che la Ferrari è stata il team più aggressivo con ben 10 set di pneumatici Ultra Soft. A Maranello hanno differenziato il numero di set di gomme Super Soft e Soft con Vettel che ne ha scelti rispettivamente 2 ed 1, mentre Raikkonen ha fatto la scelta inversa con un solo set di “rosse” e 2 di “gialle”.

Piccole differenze anche in casa Mercedes, con entrambi i piloti che optano per nove set di Ultra Soft, con Hamilton che porta due a testa di Soft e Super Soft, mentre Bottas sceglie una "gialla" e tre "rosse". Scelte identiche invece in casa Red Bull, che è la più conservativa: otto "viola", tre Super Soft e due Soft per entrambi i piloti.

Il più prudente di tutti i team è la Renault che sceglie soli sette treni di Ultra Soft, quattro di Super Soft e due Soft per i suoi piloti. 

Mercedes e Ferrari a Baku con l'ala posteriore a "cucchiaio"?

Ferrari e Mercedes, durante il GP della Cina, avevano provato nelle prove libere una specifica di ala che potrebbe essere utilizzata su questo tracciato. Come potete osservare dalle immagini in basso, questa versione di ala posteriore è caratterizzata da un profilo principale che presenta un andamento a “cucchiaio”.

L'ala a cucchiaio viene utilizzata nei circuiti in cui bisogna “contenere” la resistenza all’avanzamento. Grazie alla forma del profilo principale permette di caricare maggiormente la parte centrale dell'ala, andando a scaricare invece le parti esterne che sono generatrici di nocivi vortici di estremità e quindi di quel deleterio aumento della resistenza all’avanzamento (drag).

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