Formula 1, Fast & Curious post-GP di Baku

Formula 1

Dopo l’emozionante gara di Baku e l’inaspettata vittoria di Hamilton è tempo di aggiornare i numeri della F1. Lewis Hamilton è salito in testa al mondiale, sopravanzando Seb Vettel, e ha migliorato ancora le sue già straordinarie statistiche. Ma i numeri ci dicono che la Ferrari c’è, è veramente molto competitiva pur raccogliendo meno delle attese. Menzione speciale per il rookie Leclerc che porta l’Alfa Romeo Sauber al sesto posto, miglior risultato dal 2015

LO SPECIALE FORMULA 1

Hamilton sempre più uomo dei record

Con l’insperata vittoria nel GP dell’Azerbaijan Lewis Hamilton allunga a 206 GP l’intervallo tra il suo primo trionfo in carriera (Canada 2007) e l’ultimo successo: solo un pilota è stato vincente per un intervallo di tempo più lungo: è Michael Schumacher con le sue 238 gare tra la prima in Belgio 1992 e l’ultima in Cina 2006 con la Ferrari.

Con questa vittoria “The Hammer” aggiorna i suoi record ha infatti ottenuto almeno una vittoria per 12 stagioni consecutive (meno solo delle 15 del recordman Schumi), in 22 GP (proprio come il campione tedesco), in 25 circuiti diversi (incrementando un record che già gli appartiene).

Il quattro volte campione inglese in Azerbaijan è passato dalla terza posizione che occupava a quattro giri dal termine ad una inattesa vittoria. Non è una ovviamente una “rimonta” usuale in Formula1, basti pensare che è la seconda volta che succede nelle 980 gare del mondiale. L’altra fu 50 anni fa...in Belgio con Jim Clark

La classifica piange ma la Ferrari c’è!

Questa è la quarta stagione consecutiva che la Ferrari comincia andando a podio in tutte le prime quattro gare: era da 16 anni che non succedeva (1999, 2000, 2001, 2002)

Con la pole di Vettel a Baku la Ferrari ha conquistato la terza pole position consecutiva: era da 10 anni che non succedeva, ovvero da quando Raikkonen e Massa partirono davanti a tutti in Spagna, Turchia e a Montecarlo nel 2008. L'ultima volta che la Ferrari aveva iniziato la stagione con quattro GP consecutivi in prima fila risaliva a 11 anni fa: nel 2007 conquistò la pole nelle prime quattro gare consecutive con Raikkonen e Massa.

I record di Seb e Kimi

Con questo secondo posto Raikkonen sale a quota 26 GP differenti e 29 circuiti differenti con almeno un podio: sono entrambi record all-time nella storia della F1 (il primo da solo, il secondo ex aequo con Alain Prost). Per Kimi è il 94esimo podio in carriera, il terzo in questa stagione: l’ultima volta che aveva conquistato tre podi nelle prime quattro gare stagionali era il 2013 con la Lotus.

Record poco invidiabile invece per Seb Vettel. Con Baku 2018 salgono a 27 in carriera i GP che chiude al quarto posto: stabilisce così un record all-time di “medaglie di legno” nella storia della F1, staccando Berger e Alonso a quota 26.

Certamente per il pilota tedesco è meglio ricordare che è salito a 23 GP differenti con almeno una pole conquistata in carriera, avvicinandosi al record all-time di Hamilton (26), ma soprattutto è arrivato a quota 87 prime fila totali in carriera, agganciando Senna al terzo posto.

Largo ai giovani

Oggi Leclerc e Hartley hanno conquistato i primi punti in carriera, diventando il 337esimo e il 338esimo pilota della storia ad andare a punti: era da più di tre anni che non succedeva che due piloti diversi conquistassero i primi punti assieme (Nasr, Ericsson e Sainz in Australia 2015).

Il primo punto in carriera di Hartley lo fa diventare il quinto neozelandese della storia ad andare a punti e riporta la Nuova Zelanda a conquistare dei punti in F1 per la prima volta da 42 anni (l’ultimo fu Chris Amon nel GP di Spagna del 1976).

Il mondiale degli altri

Il quinto posto conquistato da Sainz rappresenta il miglior risultato della Renault da quasi sette anni, ovvero da quando Petrov chiuse in quinta posizione il GP del Canada del 2011.

Il sesto posto conquistato da Leclerc rappresenta il miglior piazzamento da due anni e mezzo per la Sauber, che non chiudeva così in alto dal sesto posto in Russia nel 2015.

Per la Force India è il sesto podio nella storia della scuderia, il quinto a nome di Sergio Perez (l’altro fu conquistato da Fisichella nel 2009).

Per Grosjean è il secondo ritiro stagionale, il 37esimo in carriera: tra i piloti in attività, è il terzo con più ritiri dietro a Raikkonen e Alonso.

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