Formula 1, GP Francia: le gomme e i "sottili" equilibri di una monoposto

Formula 1

Paolo Filisetti

Al Paul Ricard per il GP di Francia Pirelli porta nuovamente in pista, dopo Barcellona, le gomme con battistrada di spessore ridotto. Ecco i perché e gli impatti di questa decisione. Domenica la gara su Sky Sport Formula1 - canale 207 - alle 16.10. Pre-gara dalle 14.30

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Che la F1 sia un luogo dove i dettagli sono cruciali, lo si nota a prima vista, osservando da vicino le monoposto. Spesso differiscono tra loro per particolari minuscoli, all’apparenza ininfluenti. Talvolta sono addirittura eterei, impalpabili, come possono esserlo, ad esempio, pochi Psi di differenza nella pressione di gonfiaggio degli pneumatici, ma sappiamo bene che, invece, influenzano radicalmente il comportamento della vettura.

Per l’assetto anche uno spessore pari a quello di un paio di fogli di carta conta

Anche un piccolo cambiamento, come può apparire a livello quantitativo, la riduzione dello spessore del battistrada di 0,4mm operato dalla Pirelli per ovviare al fenomeno del “blistering” (*), deve essere tenuto in considerazione per l’assetto della monoposto, per consentire un adeguato sfruttamento delle gomme a livello prestazionale.
Il GP di Francia, che si corre domenica è la seconda delle tre gare in cui Pirelli ha deciso di adottare i pneumatici a battistrada ridotto, appunto delle frazioni di millimetro citate, seguendo Barcellona e precedendo Silverstone, tracciati rispettivamente in cui queste coperture sono state e saranno impiegate.

I perché della scelta Pirelli

La motivazione alla base della loro adozione è legata all’incremento parossistico delle temperature raggiunte nella fascia di rotolamento in occasione dei test invernali svolti sul tracciato del Montmelò, precedentemente riassaltato. Il rifacimento totale del manto stradale, ha infatti comportato un aumento del grip generato, ma parallelamente, una riduzione del consumo del battistrada quasi a zero. Questa combinazione di fattori, ha determinato sul battistrada un aumento della temperatura, di oltre dieci gradi rispetto a quella registrata nel 2017 (circa135° contro 125°). Il fenomeno avrebbe potuto, a rigor di logica, presentarsi anche al Paul Ricard, ed a Silverstone, in quanto entrambe le piste sono state completamente riasfaltate, come il circuito catalano. Su queste basi Pirelli ha deciso di impiegare pneumatici con lo spessore del battistrada ridotto di 0,4 mm in occasione dei rispettivi GP.

Cosa è successo nel GP di Spagna

In Spagna, si è avuta la conferma che la scelta operata dal costruttore milanese, è stata corretta, con le temperature riportate ai valori dello scorso anno, scongiurando così la formazione di blister sulla superficie del battistrada. Per contro alcuni team, e in modo più rilevante la Ferrari, in occasione del GP, mostrarono di non essere riusciti ad adattare il set up delle vetture alle coperture modificate. Questo, almeno in apparenza, infatti, nei test svolti due giorni dopo il GP al Montmelò, per i tecnici della Scuderia fu chiaro, svolgendo una prova comparativa con i pneumatici standard, che adottando questi ultimi, le prestazioni sarebbero state addirittura peggiori, e le gomme si sarebbero distrutte in pochi giri. E’ plausibile quindi immaginare che i test, siano serviti alla Ferrari per capire come adattare la SF71H ai pneumatici modificati. Questo fine settimana capiremo se l’obiettivo è stato raggiunto. L’equilibrio ipersensibile delle attuali monoposto determina che il confine tra la vittoria ed una sconfitta, talvolta sia sottile… come un foglio di carta.

(*) formazione di bolle sulla superficie dei pneumatici, causata dall’aumento incontrollato della temperatura nella fascia di rotolamento

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