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Formula 1, la rivelazione di Fernando Alonso: "Ho rifiutato la Red Bull sei volte, mi aspetto delle scuse"

Formula 1

Il pilota spagnolo ha spiegato i motivi del suo addio alla Formula 1 e ha rivelato a Sky Sports di aver rifiutato due offerte da parte della Red Bull per sostituire Daniel Ricciardo. “Dalla Red Bull ho avuto offerte nel 2007, nel 2009, nel 2011, nel 2013 e due quest’anno – una  Monaco e una ad agosto. Horner si è scusato per le sue parole su di me”

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Tra i quattro piloti intervenuti in conferenza stampa prima del GP del Belgio, inevitabilmente Fernando Alonso ha ricevuto un’attenzione speciale da parte di tutti. Non si cancellano in un attimo 17 stagioni di Formula 1 e due titoli mondiali vinti con la Renault, e come sempre il pilota spagnolo ha detto quello che pensa senza peli sulla lingua, spiegando i motivi della sua scelta e togliendosi anche un sassolino dalla scarpa. "Ho rifiutato un'offerta da una delle tre migliori squadre un paio di volte quest'anno" ha rivelato Alonso ai colleghi di Sky Sports, ammettendo poi che a fargliele era stata la Red Bull. Successivamente, nella versione integrale dell'intervista, ha spiegato: “Dalla Red Bull ho avuto offerte nel 2007, nel 2009, nel 2011, nel 2013 e due quest’anno – una a Monaco e una ad agosto. I commenti di Christian Horner quest’estate e quelli di Mr. Marko sono completamente fuori contesto: innanzitutto perché non hanno mai lavorato con me, e per seconda cosa perché mi hanno inseguito cinque o sei volte negli ultimi sette anni. Ora dicono che sono fedeli al loro programma e ai loro piloti giovani, ma la situazione è stata strana e ingiusta nei miei confronti. Ho scritto a Christian dopo le sue parole: si è scusato via email e spero che lo faccia di nuovo questo weekend”.

La posizione di Horner e Marko su Alonso

Il pilota spagnolo in questo modo ha sbugiardato le parole di Christian Horner, team manager della scuderia che qualche giorno fa aveva escluso categoricamente un interessamento per il 37enne. "Ho grande rispetto per Fernando, ma ha causato problemi ovunque sia andato. Non credo che inserirlo nel nostro team sia la cosa migliore per la nostra squadra: la nostra preferenza è quella di continuare ad investire nella gioventù piuttosto che su un pilota che è vicino alla fine della sua carriera" erano state le sue parole. Anche dopo le rivelazioni di Alonso, Horner è rimasto fermo sulle sue posizioni ("Forse gli ha parlato Franz Tost della Toro Rosso, ma dalla Red Bull non è arrivato nulla"), spalleggiato anche da Helmut Marko ("Mai parlato con lui o con Briatore, non so da dove gli sia venuta questa idea").

Alonso: "È il momento giusto per lasciare, ma in futuro…"

"Quella di lasciare la F1 è stata una decisione che ho cominciato a maturare l'anno scorso" ha spiegato Alonso durante la conferenza stampa con Ricciardo, Sainz e Gasly. "Dopodiché quest'anno ci sono stati parecchi cambiamenti all'interno del team, anche a livello di fornitori, e ho pensato che sarebbe stato peggio restare un altro anno. Mi piace guidare queste nuove macchine e mi stavo divertendo quest’anno, allo stesso tempo però ho fatto qualche cambiamento nelle mie priorità in questa stagione con gli altri campionati a cui sto partecipando. Perciò circa un anno fa ho deciso che sarebbe stato il momento giusto per cambiare perché mi sento ancora forte: non voglio farlo mentre non sono più competitivo, preferisco uscire di scena secondo i miei termini e trovare nuove sfide mentre sono ancora al top". Una convinzione che rende difficile – anche se non impossibile – un suo possibile ritorno in futuro: "Al momento penso che sia un addio, ma nella vita le cose cambiano in fretta. Come ho detto nel comunicato, bisogna sempre lasciare una porta aperta per il futuro".

Alonso sulla F1 attuale: "Non è quella che sognavo da bambino, non mi emoziona più"

Il momento dell’addio ha permesso ad Alonso di esprimere ancora una volta il suo pensiero sulla Formula 1 attuale: "Sicuramente non essere in un top team ha avuto un peso sulla mia decisione di lasciare, non poter puntare al titolo rende tutto più difficile. In F1 c'è sempre stato un predominio per pochi team, ma ci sono stati anni di eccezioni con più libertà di scelta, di decisioni, di gomme e di strategie. Anche se un team sembrava nettamente superiore agli altri, c'erano sempre gare con più variabili strategiche, più azione. Ora non è lo stesso: la F1 che c'è ora non è quella che sognavo da bambino, né quella di quando sono entrato. Arriva un giorno in cui non ti emozioni più: per questo io ho lasciato".

Il futuro di Alonso: "Penso da anni alla Tripla Corona"

Queste ultime nove gare serviranno ad Alonso per migliorare la monoposto in vista dell’anno prossimo, quando passerà tra le mani del suo connazionale Carlos Sainz, presente al suo fianco in conferenza: "Guiderà una macchina migliore della mia, o almeno spero. Questo è il nostro obiettivo per le nove gare che restano: preparare la macchina nel miglior modo possibile, ma non posso prevedere precisamente come sarà. So però che il team è fantastico: la McLaren è il secondo miglior team nella storia di questo sport ed è una cosa che capisci immediatamente quando vai in fabbrica e incontri gli ingegneri, i meccanici e i dirigenti. Tutti vogliono riportare la scuderia al vertice". Un futuro che non gli appartiene più, preferendo concentrarsi su nuovi obiettivi per la sua carriera, come ad esempio la Tripla Corona (vittoria del campionato di F1, della 24 ore di LeMans e della 500 miglia di Indianapolis, l’unica che gli manca): "Le sfide che mi attendono al di fuori del circus sono più grandi rispetto a quelle che posso avere in F1. La tripla corona è un qualcosa a cui penso da molto tempo. Per essere il miglior pilota del mondo dovrei vincere otto titoli in F1, cosa che mi sembra improbabile in questo momento della mia carriera, oppure riuscire a vincere in categorie differenti. Per il prossimo anno ho diverse opzioni: non sono rimasto perché ci sono soltanto due squadre che possono vincere in Formula 1 e continueranno con i loro piloti anche per il prossimo anno".