Formula 1, GP di Canada un anno dopo: sarà la svolta della Ferrari?

Formula 1

Un anno fa Vettel conquistava pole e vittoria sul circuito di Montreal da leader del Mondiale, poi la svolta disastrosa, purtroppo irrecuperabile, nell'estate 2018. Che quest'anno il Gran Premio del Canada possa resettare gli squilibri e restituire brillantezza a questa Rossa?

GP CANADA, LA GARA LIVE

Dodici mesi fa, sul circuito "Gilles Villeneuve" di Montreal, la Ferrari conquistava pole e vittoria con Sebastian Vettel leader del mondiale per un punto, davanti a Lewis Hamilton, mentre il vantaggio della Mercedes sul Cavallino si restringeva a diciassette punti. Un anno solare dopo, Lewis Hamilton e la Mercedes appaiono inarrestabili, grazie ad un primo stint di campionato fatto di cinque doppiette consecutive e comunque sei vittorie su sei gare. Sembra passato un secolo, eppure sono soltanto dodici mesi. In questo arco temporale sono cambiate tante cose, in pista e fuori. Sull'asfalto, il periodo decisivo per la stagione 2018 è stato proprio quello che ci apprestiamo a vivere, giugno e luglio, dal Canada all'Ungheria. Sei tappe in otto settimane che hanno rovesciato le sorti di un testa a testa annunciato, tra la Rossa e la Freccia d'Argento, tra il talento di Lewis e la grinta di Seb.

La svolta della Mercedes nel Mondiale

Facile puntare il dito sull'errore di Vettel ad Hockenheim, in quello che potenzialmente sarebbe stato il weekend dell'accelerazione mondiale. Con Hamilton costretto a partire dal fondo per un errore in qualifica e la testa della gara saldamente nelle mani del tedesco dopo la pole del giorno prima, ci ha pensato la pioggia a portare il caos. Vettel fuori, la sua Ferrari contro le barriere sulla ghiaia, Hamilton che rimonta fino da una vittoria pazzesca. Da qui in avanti la pista ha detto quasi sempre Mercedes, con Vettel che vince solo in Belgio ma sbaglia clamorosamente al via del Gran Premio d'Italia. Contatto con Hamilton mentre Raikkonen scatta dalla pole e tiene la testa. La casa di Stoccarda fa doppietta a Monza, chiudendo in parata. Il resto è storia scritta da Lewis Hamilton, per la quinta volta campione del mondo e già in testa al campionato 2019 con un buon vantaggio sui diretti inseguitori dopo appena sei gare.

La scomparsa di Marchionne ha cambiato gli equilibri in Ferrari

Inevitabile è ripercorrere anche le tappe fuori dalla pista. La più drammatica a metà luglio 2018, la scomparsa di Sergio Marchionne. Il manager italo canadese aveva speso tutte le ultime energie per guidare la Ferrari di nuovo verso le alte sfere della Formula 1; la sua prematura morte ha sconvolto gli equilibri di team e azienda. Al suo posto, John Elkann e Louis Camilleri in cabina di comando, mentre Maurizio Arrivabene, il team principal che di Marchionne aveva la piena fiducia, si vede rimosso a fine stagione. Inizia così l'era di Mattia Binotto, nuovo team principal del Cavallino a partire da gennaio 2019. E poi l'addio di Kimi Raikkonen, ultimo campione del mondo in Ferrari nel lontano 2007, e l'approdo di Charles Leclerc, talento purissimo che attende il suo grande momento. Finora il salto di qualità tanto atteso, per una macchina che doveva finalmente combattere ad armi pari con le Mercedes, non si è ancora visto. I proclami della vigilia, la voglia di aprire un ciclo vincente, sono rimasti per ora solo titoli su carta di giornale.

Montreal, la svolta Ferrari?

Eppure, dodici mesi fa lo scenario sembrava totalmente diverso. Giugno e luglio 2018 hanno scosso dal profondo le certezze ferrariste, riportando indietro l'orologio a quel difficile mondiale 2016 dove la Rossa faticò ovunque, chiudendo la stagione senza successi. La speranza è che siano ancora loro, giugno e luglio, a resettare tutto, restituendo alla Ferrari la brillantezza persa non solo sulla livrea.

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