IndyCar: Palou magistrale a St. Petersburg, il campione vince la prima gara
indycar Foto Penske Entertainment - Joe SkibinskiNascosto ad inizio gara, poi pungente nei momenti cruciali. Così Alex Palou ha messo la firma sul GP di St. Petersburg, vincendo la prima gara della IndyCar 2026. Sul podio McLaughlin e Lundgaard. Gara da dimenticare per Scott Dixon e Will Power. Schumacher ko al primo giro
Nuova stagione, stessa sinfonia: Alex Palou vince il Gran Premio di St. Petersburg della IndyCar, iniziando la rincorsa verso il quinto titolo con una prestazione strepitosa. In attesa per i primi 38 giri, lo spagnolo di Chip Ganassi Racing ha risparmiato carburante seguendo il poleman Scott McLaughlin e Marcus Ericsson. Allungando lo stint di ben tre giri, Palou ha lasciato i box scavalcando entrambi, in linea con quanto fatto nel GP dell’anno scorso, involandosi poi verso un trionfo mai messo in discussione. Il 20° successo della carriera è arrivato con ben 12,4” di vantaggio su McLaughlin, bloccato nell’ultimo stint da un Kyle Kirkwood capace di salire virtualmente sul podio anticipando il secondo pit stop di quattro giri. Questo, per il pilota Andretti è però diventato uno svantaggio nei giri conclusivi, quando sia la Penske di McLaughlin sia la McLaren di Lundgaard (partito 12°) hanno avuto la meglio. Tuttavia, a strada libera nessuno dei due ha nemmeno immaginato di puntare ad Alex Palou, che indisturbato ha tagliato il traguardo vincendo per il secondo anno di fila a St. Petersburg.
Caos nei primi 50 giri: Schumacher, Power e Dixon ko
La prima corsa dell’anno è stata tutt’altro che tranquilla, a partire proprio dal via. Al primo giro Sting Ray Robb ha bloccato la ruota anteriore destra in curva 4, finendo lungo e intralciando la strada di Santino Ferrucci e Mick Schumacher, il cui esordio in IndyCar è durato giusto pochi metri. La Pace Car è quindi entrata in pista per compattare il gruppo, tornando poi protagonista al 40° giro, quando Scott Dixon ha perso la ruota posteriore destra a causa di un mancato avvitamento durante il pit stop. Gomme centrali nella corsa, non solo per gli errori ai box, ma anche per le forature. A farne le spese è stato David Malukas, al debutto in Penske come sostituto di Will Power. Il giovane di origini americane e lituane ha visto l’anteriore sinistra cedere di colpo in curva tre, probabilmente per via di un bloccaggio molto pesante verificatosi nella prima ripartenza. Anche al già citato Power non è andata benissimo, anzi: il due volte campione, da quest’anno pilota Andretti, ha commesso lo stesso errore delle prove 2, bloccando e sbattendo contro il muro di curva 10 nel corso del 21° giro.
Il dominio di Palou, le rimonte di Newgarden e Veekay e l'ottima gara per Coyne
Se la prima metà del Gran Premio è stata molto movimentata, la seconda ha offerto ritmi più distesi. Palou ha, come detto, allungato svettando su McLaughlin e Lundgaard, mentre Kirkwood nel finale si è difeso da Pato O’Ward, quinto. Nonostante i buoni propositi, un degrado eccessivo delle morbide nel secondo stint ha allontanato Marcus Ericsson dal podio, con lo svedese sesto davanti ad un solido Josef Newgarden, risalito dal 23° al 7° posto. Nell’ultimo giro di soste il due volte campione e vincitore della Indy500 ha avuto la meglio sulla Dale Coyne Racing di un buon Romain Grosjean, costretto a difendersi dagli attacchi di Rinus VeeKay, partito 19° e arrivato nono. Esordio senza errori per Dennis Hauger. Il norvegese ha sì perso posizioni rispetto al terzo posto del via, ma in una gara così difficile un decimo posto vale molto, specialmente considerando la poca esperienza di Hauger stesso e la mancanza di abitudine da parte del team, Dale Coyne Racing, finalmente tornato ad occupare la Top10 con due piloti. Prossimo appuntamento con la IndyCar sabato 7 marzo alle ore 21:00, quando avrà luogo la Good Ranchers 250 nel Phoenix Raceway. Live su Sky Sport e in streaming su NOW.