Formula 2 e Formula 3, "Lungheria" spartitraffico della stagione

Formula 1

Lucio Rizzica

All’Hungaroring si accende la corsa al titolo in F2 e F3: i leader Nicky De Vries e Robert Shwartzman proveranno a resistere all'assalto dei rivali. Tutto sul prossimo week end sul circuito ungherese

LA DIRETTA DEL GP D'UNGHERIA

Premessa: avete letto bene, Lungheria, senza apostrofo, come per Gianni Amelio nel 1994 l’Italia vista dagli albanesi era Lamerica, senza apostrofo. In quel caso la ricerca di una terra promessa, in questo caso la ricerca – per i piloti che partecipano al campionato di Formula 2 e Formula 3 - di un punto d’approdo in carriera: scatta dall’Hungaroring la rincorsa al titolo, a una riconferma, a nuove motivazioni. Non che fin qui i protagonisti delle due serie propedeutiche abbiano scherzato, ma è evidente che l’Ungheria (questa volta rigorosamente con l’apostrofo) sarà l’autentico spartitraffico della stagione. Una sorta di qualifica in vista dello sprint finale, che avverrà completando le corse in calendario dopo una lunga pausa estiva di un mese. Un mese per rigenerarsi, un mese per fare il punto, un mese per porsi obiettivi e porre condizioni. In Formula 2, a Silverstone, sono tornati alla ribalta dopo infinite vicissitudini Luca Ghiotto, Nicholas Latifi, Sergio Sette Camara, Jack Aitken. Un quartetto che può ancora dare tanto fastidio al leader del campionato Nicky De Vries, ma anche sottrarsi vicendevolmente punti pesanti nella lotta per il successo finale. Dal canto suo l’olandese –che negli scorsi anni aveva già messo in mostra grandi qualità, ma scarsa continuità- ha imparato sulla propria pelle che a volte è più utile badare al sodo e portare a casa piazzamenti importanti (e punti pesanti) che mettersi a sgomitare rischiando di non terminare la corsa. I 31 punti che ha ora di vantaggio su Latifi (e pure i 48 su Ghiotto, 49 su Sette Camara, 57 su Aitken) non rappresentano ancora un distacco sufficiente a mettere al sicuro una vittoria finale. E le cose si sono ingarbugliate anche in Formula 3, ora che lo strapotere della Prema è messo seriamente a rischio dalla crescita prepotente dell’Hitech GP che ha definitivamente trovato nell’estone Juri Vips il proprio punto di riferimento. Di sicuro più concreto di Armstrong (troppi errori) e più aggressivo di Daruvala. Vero è che in testa alla classifica dopo Silverstone c’è ancora il russo Robert Shwartzman, ma in Prema, saggiamente, non viene ignorato come alle spalle del leader siano cresciuti anche altri piloti che adesso però diventano autentiche mine vaganti nella rincorsa a ogni podio e a ogni piazzamento pesante. Il toboga di Mogyoròd, tanto tortuoso quanto polveroso, può allora contribuire a chiarire le idee in entrambe le categorie e definire l’ideale griglia di partenza del rush finale di stagione. Un po’ terra promessa e un po’ presa di coscienza per tutti gli aspiranti al successo definitivo, l’evento nel quale si è costretti a fare i conti con la realtà, bella o brutta che sia. Lungheria, appunto.

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