Formula 3, GP Russia. Robert Shwartzman campione del mondo: "Sogno la Ferrari"

Formula 1

Lucio Rizzica

Il pilota russo festeggia il primo mondiale assoluto di Formula 3, categoria nata quest'anno: "Sapevo già dalla prima gara di essere veloce e avere possibilità". Il percorso di Shwartzman, partito dai kart e passato anche attraverso un titolo in Formula Toyota, punta al grande traguardo: "Il mio obiettivo è vestire in rosso, l'Italia è la mia seconda casa"

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Per l’anagrafe russa si chiama Robert Michajlovič Švarcman, ma nel circus internazionale dei motori è per tutti Robert Shwartzman, classe 1999, venti anni appena compiuti il 16 settembre scorso.

E’ lui il primo campione della neonata categoria della Formula 3, della quale ha conquistato il prestigioso titolo stagionale, dopo che nel recente passato già si era già imposto nel campionato di Formula Toyota (2018), attraverso il quale si era fatto notare, destando l’interesse soprattutto della Ferrari, lesta a metterlo sotto contratto nella sua Driver Academy.

Come quasi tutti, Shwartzman ha iniziato la propria carriera a quattro anni e mezzo, correndo con i kart e nell’arco di sette stagioni, facendo man bassa di successi e di titoli in tutta Europa, fino al fatidico 2014, anno in cui fece il salto di qualità approdando al volante delle monoposto. Due le stagioni corse in Formula 4 (le prime vittorie –due- arriveranno nel 2015). Poi il passaggio alla Formula Renault 2.0 (due vittorie nel 2016 e sei nel 2017, chiudendo la stagione al terzo posto della classifica piloti). L’approdo in Formula Toyota è datato 2018: conclude tutte e 15 le gare in calendario finendo sempre nella Top Five e –pur vincendo una sola tappa- fa subito suo il titolo con grande regolarità e costanza di risultati. Quella regolarità che diventa il suo marchio di fabbrica anche nella F3 Europea, dove arriva nel settembre 2017.

E’ nel corso del primo test al volante di una Prema che sboccia l’amore fra la squadra italiana di Grisignano di Zocco, il pilota russo e la Ferrari, che con lungimiranza lo inserisce subito fra i piloti della sua Driver Academy, il programma junior della scuderia di Maranello. Nel 2018 partecipa dunque al campionato Europeo F3. Alla terza gara, al Red Bull Ring di Spielberg (Austria) ottiene la sua prima vittoria. Nel finale di campionato – proprio nell’ultima gara della stagione - sorpassa in classifica il suo compagno in FDA Marcus Armstrong, già battuto anche in Formula Toyota e del quale diventerà un’autentica ‘bestia nera’. A fine stagione finisce sul podio della classifica generale e conquista il titolo riservato ai rookies. E’ il trampolino di lancio per il salto di categoria: la Prema e la Ferrari lo promuovono in Formula 3.

Il cannibale russo conferma subito le proprie qualità e la caratteristica che lo contraddistingue: la costanza di rendimento e di risultati. Sempre in Prema si ritrova accanto il solito Marcus Armstrong (che ancora una volta si metterà alle spalle) e il talentuoso pilota indiano Jehan Daruvala, soggetto un po’ misterioso.

Il neonato campionato di F3 è articolato su otto eventi e sedici manches: delle prime quindici ne vince tre e altre 3 volte sale sul terzo gradino del podio: gli è sufficiente per vincere al debutto anche nella nuova categoria e conquistarne il titolo a Sochi, nella sua Russia.

Al di là dei motori, Robert è un grande appassionato di boxe e di calcio. E’ il primo pilota russo selezionato dalla Ferrari e, a quanto pare, non ha affatto deluso le attese, anzi lascia intravedere un luminoso futuro.

"L'Italia ormai è la mia seconda casa"

Arrivato secondo in gara con un sorpasso subito all'ultimo giro dal compagno di squadra Armstrong, Shwartzman ha mostrato grande maturità nell'occasione: "Armstrong era molto veloce su questa pista, io invece negli ultimi giri ho perso grip e non ho voluto prendere rischi per il mondiale. Ho difeso come potevo, ma quando ho visto che era entrato all'interno ho lasciato stare. Certo - ha dichiarato ai microfoni di Sky dopo la gara - se non ci fosse stato in palio il titolo, sarei stato più aggressivo".

L'impulsività non sembra essere un difetto presente in questo ragazzo, resosi conto delle proprie potenzialità già ad inizio stagione: "Sono stato stupito del nostro passo sin dalla prima gara in Spagna. Sapevo di avere delle possibilità di vittoria e l'importante era non commettere errori".

Sul fatto di avere avuto come avversari principali per la corsa al titolo i suoi compagni di squadra, Duravula e Armstrong, ha aggiunto: "Da una parte sono stato fortunato perché conosco i loro punti deboli, però essendo compagni ci sono state anche molte pressioni. Ma ci siamo divertiti sia dentro che fuori la pista. È stato un piacere combattere con loro".

L'italiano sciolto con cui risponde alle domande sorprende, ma ormai Shwartzman nel nostro Paese si sente davvero a suo agio: "Mi sento italiano, faccio parte di due famiglie importanti - Ferrari e Prema - e mi trovo bene. Conosco la lingua, la mentalità, ormai si può dire che la Russia sia la mia prima casa, ma l'Italia è la seconda".

Un buon approccio per avvicinarsi al sogno più grande: "Il mio obiettivo è arrivare a guidare una Ferrari. Lo voglio tanto e spero di riuscirci". E a Maranello osservano con attenzione i progressi di questo ragazzo.

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