Coronavirus, a rischio anche il GP del Vietnam di F1? Ross Brawn lo esclude

Formula 1
Carlo Vanzini

Carlo Vanzini

Il direttore generale della F1 esclude l'ipotesi di un rinvio del GP del Vietnam dopo la gara in Cina per i rischi legati alla diffusione del coronavirus. A nord-ovest di Hanoi, sede del gran premio del 5 aprile, è scattata la quarantena e i casi sono in aumento. Venisse presa una decisione analoga a Shanghai, ci potrebbe essere un mese senza F1: un precedente solo nel 1990. Ma ci sono alternative?

Dopo l'annullamento del GP Cina, ora è a rischio anche il nuovo Gran Premio del Vietnam? Ross Brawn, direttore generale della Formula 1, assicura che non ci sono e non ci saranno problemi, ma intanto è scattata la quarantena a nord ovest di Hanoi, a Son Loi, per ben 10.000 abitanti e i casi di contagio sarebbero in aumento. Il nuovo appuntamento è stato inserito in calendario come terzo della stagione 2020, a precedere la gara in Cina. Dovesse saltare anche il Vietnam, i motori resterebbero spenti dal 22 marzo, Gran Premio del Bahrain, al 3 maggio, Gran Premio di Olanda. Oltre un mese senza azione. Potrebbe essere inserita una tappa europea, ma F1 dovrebbe chiedere un aiuto alla Germania, esclusa, o a quelle nazioni che ambiscono ad ospitare due GP, come l'Italia con Imola, ripristinando magari il gran premio d'Europa. E' un ragionamento per assurdo, ma anche più di un mese senza F1 sarebbe assurdo. Bisogna tornare al 1990 per avere uno stop, allora previsto dal calendario, così lungo. Ovviamente l'aspetto sportivo è assolutamente secondario rispetto a una così immane tragedia, per numero di vittime, e rispetto alla salvaguardia della salute di tifosi, piloti e addetti ai lavori. Lo show non deve andare avanti a tutti i costi.

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