Formula 1, a s(or)passo nel tempo: i piloti che hanno vinto tutte le edizioni di un GP

Formula 1

Michele Merlino

Ci sono stati piloti che hanno vinto tutte le edizioni di un gran premio di Formula 1? Sì, uno è stato il "Re del Pacifico", mentre un altro è ancora in attività

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Raccontiamo la storia dei piloti che hanno vinto tutte le edizioni di un GP.  Proprio così, e uno di loro è ancora in attività. Ma attenzione, è necessario porre un limite: quando un determinato GP è stato disputato solo in un’occasione, come Dallas, Pescara o Marocco, non è sufficiente per questa nostra analisi. Per la cronaca i vincitori di quei tre GP sono stati Keke Rosberg, e, negli ultimi due casi, Stirling Moss.

Il Maharaja

E’ il titolo che designava gli antichi re dell’India e, in tempi moderni (e sportivi), lo diamo a Sebastian Vettel, vincitore dalla pole di tutti e tre i GP dell’India corsi dal 2011 al 2013. Quella del circuito di Buddh è una storia molto particolare: impianto costruito con la benedizione di Ecclestone, la mano disegnatrice di Tilke e la passione dell’allora proprietario della Force India, Vijay Mallya, viene inaugurato pochi giorni prima del GP del 2011. Il 2011 è un anno a senso unico, dominato dalla Red Bull di Newey, guidata da Vettel, che nei “Tilkodromi” vola: Malesia, Turchia, Corea. Tutte vittorie di Seb. Gli sfugge la Cina: mette a segno la pole, ma in gara la durata delle gomme trasforma radicalmente i valori in campo e vince Hamilton. In India Vettel si supera: registra il suo primo “Grande Slam” in carriera: pole, vittoria, giro veloce e tutti i giri in testa. Nel finale gli dicono di rallentare per risparmiare la meccanica: due giri veloci negli ultimi due passaggi. Chris Horner al muretto scuote la testa, ma avercene, oggi, di problemi così.. Passa un anno e la musica non cambia: Red Bull e Vettel sono imprendibili a Buddh. E’ quasi una ripetizione dell’anno precedente: gli sfugge il Grande Slam per il giro veloce, appannaggio di Button. Cambia poco anche nel 2013: la Red Bull differenzia le strategie, e Seb si ferma per il primo pit-stop addirittura al secondo giro! Ma la superiorità Red Bull è tale che nella prima parte di gara comanda Webber e Seb sarebbe in grado di completare la doppietta, ma Webber rompe e il tedesco infila la tripletta: 3 GP dell’India su 3. La storia del GP dell’India finisce lì: dispute contrattuali tra i vari enti locali lo fanno sparire dal calendario. Un impianto da 280 milioni di dollari. Viene usato per delle gare locali, ma dopo quei tre GP dell’India non ha più ospitato eventi di rilevanza internazionale. E’ tornato utile in questo 2020 caratterizzato dalla pandemia di coronavirus: è notizia di fine marzo che è stato convertito in un centro di quarantena per i migranti.

Il "Re del Pacifico"

Ok, questa carica non ha nessun richiamo storico, ed è puramente inventata, ma non c’è altro modo di definire Michael Schumacher, vincitore degli unici due GP del Pacifico disputati, nel 1994 e 1995. “GP del Pacifico” sta al Giappone come il GP di San Marino sta all’Italia o il GP del Lussemburgo alla Germania. E’ la giustificazione formale ad un secondo GP nel medesimo paese, ma siccome non è decoroso avere due Gran Premi con lo stesso nome, ecco che appaiono le denominazioni geografiche più disparate. Il teatro del GP del Pacifico è il circuito di Aida, di proprietà del miliardario giapponese Hajime Tanaka. Lento, privo di fantasia, piazzato in mezzo al nulla in una regione montagnosa: non è amato da piloti ed addetti ai lavori. Schumi nel 1994 vince a mani basse: è la seconda gara di campionato, e la Williams è in difficoltà. Senna viene coinvolto in un incidente alla prima curva, Damon Hill si ritira per la rottura della trasmissione e Michael doppia praticamente tutti. Nel 1995 il successo è più sofferto, e matura al primo pit stop di Alesi, Hill e Schumacher: entrano in quest'ordine ai box, e ne escono con Schumacher davanti, con un vantaggio considerevole. Il capolavoro tattico della Benetton viene ulteriormente ingigantito dal madornale errore strategico Williams: Coulthard è in testa con un vantaggio enorme sul suddetto trio, cala il ritmo e decide di effettuare una sosta in meno. Viene raggiunto a metà gara da Schumacher, che lo salta al momento della seconda sosta. Una prima fila completa Williams si tramuta in vittoria di gara e secondo titolo mondiale per Michael. Questa seconda edizione del GP del Pacifico viene disertata dal pubblico. Ci sono talmente pochi spettatori che alcune tribune vengono smontate prima della gara in modo che le telecamere non inquadrino lo squallore degli spalti vuoti. Logico che, con questo scenario, sia la fine per il circuito di Aida.

Sempre Vettel

Questi qui sopra sono gli unici casi in cui un pilota abbia vinto tutte le edizioni di un determinato GP, corso più di una volta. Ma ci sono due menzioni d’onore. La prima è per Vettel: 3 vittorie su 4 nel GP di Corea. La quarta gli sfugge per la rottura del motore mentre è in testa. La seconda è per Hamilton: 4 vittorie su 6 nel GP di Russia, una gara sempre vinta da Mercedes, che può rivendicare a pieno titolo la qualifica di “vettura zar di Russia”.

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