F1, GP Bahrain: l'analisi della gara di Sakhir

l'analisi

Cristiano Sponton

Il Mondiale è partito con il botto, con la sfida spettacolare tra Hamilton e Verstappen. La Ferrari ha dimostrato di potersi giocare il ruolo di terza forza, specialmente in qualifica, dove la Power Unit è sicuramente cresciuta molto e la vettura si è ben adattata alle nuove regole che hanno ridotto carico al posteriore

GLI HIGHLIGHTS DELLA GARA

Il Mondiale di Formula 1 2021 è iniziato con il botto e questa gara ci ha fatto capire che quest'anno ci sarà da divertirsi visto la vicinanza prestazionale che c'è tra Mercedes e Red Bull. Il team di Milton Keynes esce da questa corsa non pienamente soddisfatta viche che pur avendo la macchina più veloce non è riuscita a portare Verstappen sul gradino più alto del podio. Se Hamilton esce da questa prima tappa del mondiale con il morale alle stelle la stessa cosa non si può dire per Bottas

che non è mai riuscito a tenere il passo del campione del mondo né in qualifica e nemmeno in gara. Il finlandese ha contribuito al successo di Lewis specialmente nella prima parte di corsa ma su questo aspetto entreremo più nel dettaglio durante l’analisi dei momenti salienti.

 

Che fosse una pista “pro Red Bull” lo si capisce anche dalla gara di Perez che partito dal fondo della griglia è riuscito a recuperare terminando al quinto posto. Ottimo inizio anche per la McLaren motorizzata Mercedes che dopo delle qualifiche piuttosto deludenti è riuscita a terminare al quarto posto con Lando Norris dimostrando di avere il potenziale per giocarsi il ruolo di terza forza con la Ferrari. Ferrari che ha chiuso al sesto posto con Leclerc e all’ottavo con il debuttante Carlos

Sainz. Per il monegasco era impossibile raccogliere un risultato migliore nonostante un'ottima partenza e una buona gestione degli pneumatici. Da segnalare l'eccellente debutto in Formula 1 di Tsunoda che è riuscito a regalare all’Alpha Tauri due preziosissimi punti. La top ten è completata dall’Aston Martin di Stroll. Positivo il rientro in F1 di Fernando Alonso che è riuscito a rimanere nella lotta di centro gruppo fino a quando i freni posteriori hanno retto. Il pilota spagnolo è stato costretto al ritiro a causa di una carta da imballaggio per panini che si è incastrata all'interno del condotto del freno posteriore.

Cosa ci hanno detto le qualifiche?

Le prime qualifiche stagionali ci hanno mostrato quanto avevamo dedotto durante l’analisi delle prove libere. Su questa tipologia di layout la Red Bull ha dimostrato di essere superiore alla Mercedes. La W12 non è ancora perfetta al retrotreno e questa tipologia di tracciato va proprio a mettere in evidenza questa difficoltà. Anche la Power Unit non sembra essere al 100% visto il clipping che hanno accusato Hamilton e Bottas alla fine dei lunghi rettifili. Questo è dovuto alla mancanza di energia elettrica proveniente dalla batteria. Più che un problema sul sistema ibrido questa “anomalia” è dovuta al motore endotermico che viene sfruttato al massimo della

potenzialità e questo comporta un minor recupero di energia da parte di MGU-H. Questa problematica è dovuta al plenum che è stato completamente rivisto durante l’inverno e che, allo stato attuale, non sta dando i risultati aspettati.

 

Ottime anche le performance mostrate dalla Ferrari che in qualifica ha dimostrato di avere la potenzialità per giocarsi il ruolo di terza forza. La Power Unit è sicuramente cresciuta molto e la vettura si è ben adattata alle nuove regole che hanno ridotto carico al posteriore. D’altronde il posteriore della SF1000 non ha mai funzionato a dovere quindi, questi tagli di downforce, hanno sicuramente creato meno problemi rispetto a Mercedes.

Quale è stato il momento chiave della gara?

Difficile trovare un momento cruciale in una gara così avvincente. I momenti salienti che sono stati decisivi per il risultato finale sono stati essenzialmente tre. Due di questi sono stati in favore di Hamilton mentre, il terzo, ha sicuramente avvantaggiato la Red Bull di Verstappen. Cerchiamo di analizzarli nel dettaglio. Hamilton ha costruito la sua vittoria nel primo stint di gara quando è riuscito a tenere il ritmo di Verstappen nonostante una vettura meno competitiva. In questa fase il pilota olandese non è riuscito a costruire un vantaggio tale da metterlo al riparo da un'eventuale undercut del pilota inglese. Infatti, grazie al pit stop anticipato, Hamilton, è riuscito a prendere la testa della corsa. In questa fase è stato molto d’aiuto anche Bottas che “pittando” qualche giro più tardi ha costretto Verstappen ad accorciare lo stint.

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Verstappen con gomme medie nuove ha recuperato piuttosto velocemente il gap che Hamilton aveva costruito sfruttando le sue hard nuove. Le gomme del pilota inglese hanno avuto un degrado piuttosto rapido e questo probabilmente è stato dovuto ai primissimi giri dove il pilota inglese ha chiesto veramente tanto ai suoi pneumatici. Proprio per questo il team Mercedes è stato costretto ad anticipare la seconda sosta per riuscire a proteggersi da un eventuale undercut della Red Bull. In questa fase l’avere due macchine nella lotta di testa è stato un gran vantaggio

per la squadra anglo anglo tedesca anche se, l’errore durante il pit stop di Bottas, poteva costare la vittoria ad Hamilton. Il pilota finlandese è stato richiamato ai box per costringere Verstappen ad un pit stop anticipato. Questo avrebbe permesso ad Hamilton di duellare nelle fasi finale di gara con una Red Bull con gomme con un degrado similare. Ma il pit stop molto lungo di Bottas ha scombussolato i piani e Red Bull ha potuto posticipare la sosta dando a Verstappen delle gomme nuove nel finale di gara.

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In questo terzo stint Hamilton ha avuto un approccio diverso rispetto a quello precedente perché doveva conservarle in modo da riuscire ad arrivare alla bandiera a scacchi. Dopo il pit, Verstappen, in soli dodici giri è riuscito a recuperare lo svantaggio sul campione del mondo ed ha avuto anche la chance di scavalcarlo ma ha dovuto, successivamente, ridare la posizione per aver completato il sorpasso con le quattro ruote fuori dalla linea bianca. Dopo questo attacco, Verstappen, non ha avuto più nessuna possibilità per attaccare il pilota inglese.

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Verstappen ha fatto bene a ridare la posizione ad Hamilton?

La Red Bull in questo fine settimana aveva, senza dubbio, la macchina più veloce in pista ed è per tale motivo il team di Milton Keynes ha inghiottito con difficoltà questa sconfitta. Verstappen, come raccontato sopra, era riuscito a sorpassare la W12 del pilota inglese ma ha dovuto ridare immediatamente la posizione al rivale. Tale questione era stata discussa nel debriefing piloti di venerdì come ha spiegato il direttore di gara Michael Masi. "Se un pilota ne supera un altro perché supera il cordolo e quindi prende più slancio, deve rinunciare di nuovo al suo posto". Il team Red Bull ha avuto un approccio molto leale in questa occasione ed ha deciso di restituire la posizione. Avevano anche la scelta di rimanere al comando e di cercare di costruire un gap su Hamilton di almeno 10 s. Personalmente avrei optato per tale scelta se fossi stato nel muretto ma credo che sarebbe stato piuttosto difficile costruire un gap del genere in così pochi giri anche perché la differenza tra i due negli ultimi giri era nell’ordine di 5-6 decimi al giro.

Come è stata la gara della Ferrari?

La SF21 è senza dubbio un passo avanti rispetto alla monoposto 2020. La vettura di quest’anno può lottare nel centro gruppo e se ben sviluppata potrà lottare per la terza posizione in classifica costruttori. Non ci sono chance di inserirsi nella lotta di testa perché Mercedes e Red Bull hanno ancora un vantaggio troppo grande specialmente in condizioni di gara. Dopo il quarto posto ottenuto da Leclerc in qualifica ci si è dovuti accontentare della sesta posizione in gara con Sainz che ha concluso in ottava posizione. Non è da considerarsi un risultato negativo visto quanto aveva sofferto la SF1000 pochi mesi fa su questo tracciato.

 

Ne è cosciente anche Binotto che la strada intrapresa è quella giusta visto che sono riusciti a trovare la coincidenza dei dati tra pista e galleria del vento che verrà utilissima per la realizzazione della vettura 2022: “La vettura si comporta in pista come ci aspettavamo e devo dire che questo, rispetto allo scorso anno, è stato il

primo passo avanti. Questa è la base sulla quale costruire gli sviluppi e la vettura dell’anno prossimo. A livello di metodologia di lavoro e di strumenti a Maranello abbiamo fatto sicuramente dei miglioramenti e, quindi, la qualifica non è stata una sorpresissima, ma un buon punto di partenza. Red Bull e Mercedes oggi sono monoposto più forti di noi e lottare per il podio diventa difficile a meno che fra di loro non succeda qualcosa. Noi possiamo sicuramente lottare per essere la terza forza del campionato Costruttori”.

 

Ora sarà importante vedere come questa SF21 si adatterà ad altri tipi di circuito e ciò lo potremo capire già ad Imola dove vedremo sulla vettura i primi aggiornamenti stagionali. Ferrari porterà in queste prime gare diversi sviluppi della vettura che termineranno con l’ultimo pacchetto evolutivo che farà il suo debutto al Gp di Spagna.

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