F1, GP Montecarlo: l'analisi delle prove libere da Monaco

montecarlo

Cristiano Sponton

La Ferrari si conferma un outsider di lusso a Montecarlo: l'assetto della SF21 è quello ideale e si adatta perfettamente alle caratteristiche del circuito. Inoltre Leclerc e Sainz riuscivano a scaldare le gomme meglio e prima dei rivali: puntare alla pole non sembra un'utopia. Il weekend del GP di Monaco è tutto in diretta su Sky Sport F1 (canale 207)

GP MONACO, LA DIRETTA DI LIBERE 3 E QUALIFICHE

Alla vigilia ci si aspettava l’ennesima lotta tra Lewis Hamilton e Verstappen per la pole position del Gp di Monaco ma, dopo queste prime libere, è giusto inserire la Ferrari come possibile outsider. La Rossa, nelle Prove Libere 2, ha ottenuto il primo e secondo tempo con Leclerc davanti a Sainz. Il pilota monegasco era stato costretto a saltare l’intera sessione mattutina a causa di un problema alla trasmissione ma si è ben ripreso nel pomeriggio dimostrando che la SF21 ben si adatta con le caratteristiche del tracciato cittadino del Principato di Monaco. Mercedes e riuscita a piazzare entrambi i piloti davanti ai rispettivi rivali della Red Bull: Hamilton

(P3), Verstappen (P4) con Bottas (P5) e Perez (P8) Tra i top 10 va segnalata l’ottima performance di Gasly che ha portato l’Alpha Tauri in ottava posizione, la nona di Giovinazzi e la decima di Vettel con un Aston Martin che sembra adattarsi meglio a questo tracciato rispetto ai precedenti circuiti.

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La Ferrari riesce a scaldare velocemente gli pneumatici

Su questo tracciato bisogna prestare parecchia attenzione all’analisi degli stint di simulazione della qualifica visto che, la posizione in griglia, è fondamentale per il buon andamento della gara. Anche i team sono perfettamente consapevoli di questo, infatti, a differenza del programma di lavoro visto fino ad ora, si sono concentrati maggiormente sulla simulazione di qualifica. Solo nei minuti finali, i piloti, hanno effettuato qualche passaggio a vettura con il massimo carico di carburante.

Da quello che si è visto oggi sembra che la lotta per la prima fila sia una battaglia che coinvolgerà più piloti. Si pensava che fosse una lotta tra Hamilton e Verstappen ma è lecito inserire anche i due piloti della Rossa tra i pretendenti alla prima posizione. Sicuramente Mercedes e Red Bull hanno nascosto un po’ le loro prestazioni e questo lo fanno utilizzando delle mappature motore molto soft per salvaguardare l’affidabilità delle loro Power Unit. Ma, specialmente in casa Red Bull, non regna tutta questa tranquillità come ha ammesso anche Verstappen nel post libere. Intervistato dalla Tv ha ammesso di avere una vettura troppo lenta e che bisognerà intervenire pesantemente sul setup per riuscire a ritrovare la giusta competitività.

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In casa Ferrari devono ritenersi molto soddisfatti del lavoro effettuato bella giornata di oggi. I dati rilevati in pista ormai corrispondono con quelli riscontrati in fabbrica negli strumenti di simulazione e questo lo si nota dall’adattamento che ha la vettura appena scesa in pista. Ciò sta a significare che l’assetto base scelto è molto vicino a quello ideale e questo non succedeva molto spesso nelle passate stagioni visto che il team di Maranello era solitamente quello che faceva il maggior salto in avanti tra il venerdì e il sabato. La SF21 si è dimostrata molto veloce fin dai primissimi giri e con tutti i compound di gomme utilizzati. La SF21, come potete osservare dall’immagine in alto, ha ottenuto i migliori riscontri cronometrici in tutti i settori della pista. Nel primo e terzo è Sainz il più veloce mentre, in quello centrale, ha prevalso Leclerc. Un altro fattore che ha destato molta impressione è il fatto che i piloti in rosso riuscivano a scaldare piuttosto velocemente le gomme a differenza di Mercedes e

Red Bull che ci impiegavano qualche giro in più. Questo potrebbe essere un fattore molto importante specialmente in Q3 dove bisognerà estrarre il massimo potenziale delle gomme nel singolo giro.

 

Hamilton, per quello che si è visto oggi, sembra essere in una posizione migliore rispetto a Verstappen ma le cose in Formula 1 possono cambiare piuttosto velocemente quindi non sarebbe una sorpresa trovare il pilota olandese in pole dopo le qualifiche di sabato. La W12 sembra adattarsi bene alle curve lente di Monaco, infatti, analizzando i dati GPS possiamo notare che il pilota campione del mondo è stato più rapido di Leclerc in curva 1, 6, 8, 18 e 19. Ha pagato qualcosa in tutti i dritti a dimostrazione della mappatura piuttosto bassa che hanno scelto di usare in queste libere e nelle curve di media velocità nel tratto delle Piscine. I piloti, nonostante questi dati che lasciano ben sperare, non sono completamente sodisfatti, specialmente Bottas: “Mi manca un po' di confidenza con l’anteriore su questo tracciato. Abbiamo avuto un problema simile in altre piste, soprattutto nelle curve da affrontare a bassa velocità e se non hai il giusto feeling con l’avantreno rischi facilmente di perdere decimi preziosi. Sembra che il nostro set up sia troppo rigido al momento”. Il pilota finlandese si è anche focalizzato sulle gomme che, come scritto sopra, Mercedes fatica a portare nel giusto range di funzionamento: “Oggi, nel corso del primo giro, non sono riuscito a farle funzionare a dovere, ma avremo a disposizione l’intera giornata di domani per studiare e cercare di capire il perché. Ad ogni modo credo che alcune vetture possano essere in vantaggio rispetto a noi sotto questo punto di vista”. Per le qualifiche di sabato è previsto un abbassamento delle temperature e questo fattore potrebbe creare problemi ulteriori a tutti i team che hanno faticato a scaldare gli pneumatici nonostante i quasi 50°C presenti in pista questa pomeriggio.

Sarà una gara con un singolo pit stop

Secondo le simulazione di Pirelli il gap prestazionale tra le hard e le medie è di circa 8 decimi mentre tra le medie e le soft è quantificato in 7 decimi. Su questo tracciato difficilmente vedremo piloti optare per l’utilizzo della gomma gialla nel Q2. La

media all’avvio di gara ti potrebbe garantire di andare facilmente su una singola sosta ma sarebbe un grosso handicap in partenza visto l’extra grip che è in grado di offrire la soft. A livello di pneumatici, nella giornata di oggi, si è visto un leggero graining all’anteriore ma questo dovrebbe andare a ridursi con il gommarsi della pista. Nonostante questo, la gara sarà su singolo pit stop con i top 10 che partiranno con le soft per poi montare la media fino alla bandiera a scacchi. Vediamo se qualche team proverà la carta della hard magari con un pit stop anticipato nella prima parte di gara per poi terminare la corsa con il compound più duro.

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