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F1, direttiva tecnica DT018: cos'è e cosa cambia con le ali flessibili

LA NOVITà

Dal fine settimana di Marina Bay entra in vigore una nuova (o meglio aggiornata) direttiva tecnica 018 anti-flessioni. Ecco perché nasce e in cosa consiste: tutto verte attorno all'articolo 3.2.2 del regolamento. Tutto il weekend di Singapore è live su Sky Sport F1, Sky Sport Uno, in 4K e in streaming su NOW

GP SINGAPORE, LA DIRETTA DELLA GARA

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Il weekend che scatta a Singapore introduce una novità in Formula 1: entra infatti in vigore una nuova direttiva tecnica della FIA, la 018. Questa disposizione - che in realtà è più corretto definire aggiornata in quanto già conosciuta in passato dai team - punta a limitare flessioni e i movimenti delle ali (anteriore e posteriore). 

Perché nasce la direttiva tecnica DT018

Con l'obiettivo di ridurre la resistenza aerodinamica all'avanzamento, molte squadre hanno concesso una notevole flessione delle ali con le alte velocità (in rettilineo). Cosa apparsa evidente soprattutto sull'ala anteriore attraverso le riprese onboard. Di conseguenza, la Federazione considera le ali anteriori e posteriori conformi a quanto stabilito dall’articolo 3.1.5 del regolamento tecnico sulla flessibilità dei componenti aerodinamici, ma ravvisa incongruenze che apparirebbero contrarie a quanto invece contenuto nell'articolo 3.2.2, dato che "sfruttano regioni di cedevolezza localizzata appositamente progettate e/o il movimento relativo tra componenti adiacenti".

La differenza tra ala anteriore e posteriore: i flap

Il movimento sull'ala anteriore ha riguardato finora gli ultimi due flap nella zona centrale, mentre dalla gara di Marina Bay tutti dovrebbero essere fissi (non separati). Sull'ala posteriore, invece, la flessione riguarda l'intera componente con le velocità elevate, evidenziando un movimento all'indietro anche in virtù del pilone che regge ala e flap inferiori.

Cosa stabilisce l'articolo 3.2.2 del regolamento tecnico

L'anomalia che ha mosso la FIA verso la modifica in vigore dalla gara di Singapore è tutta nei dettami del già citato articolo 3.2.2 del regolamento tecnico: "Tutti i componenti aerodinamici o la carrozzeria, che influenzano le prestazioni aerodinamiche della vettura, devono essere fissati rigidamente e risultare immobili rispetto al loro quadro di riferimento, utilizzando una struttura uniforme, solida in ogni circostanza". Ciò dettò, però, una certa tolleranza alla flessione va concessa una volta applicato il carico: nulla difatti può essere perfettamente e perennemente rigido e senza flessione ci potrebbero essere cedimenti. Insomma, siamo in una zona grigia nella quale da un lato si muovono i team per spingere di più e dall'altro la FIA per correggere il tiro.