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F1, GP Qatar: piloti stravolti dall'ipertermia

Formula 1

Andrea Sillitti

Hanno colpito alcune immagini dei piloti sofferenti al termine del Gran Premio del Qatar. Una gara sicuramente molto dura a causa del gran caldo, anche se i piloti di F1 sono abituati a queste imprese

ALONSO, LEGGERE USTIONI AL FIANCO

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Piquet che si accascia sul podio in Brasile nel 1982, Mansell che sviene spingendo la sua Lotus a Dallas nel 1984, Senna che non riesce a uscire dalla macchina da solo dopo il trionfo a Interlagos nel 1991: immagini entrate nella storia ma considerate quasi normali in passato quando le macchine con cambio classico, senza servosterzo e poggiatesta erano davvero faticose da guidare. Ora le monoposto sono più confortevoli ma molto più complesse da gestire. E la fatica è più mentale che fisica anche se non bisogna dimenticare che serve un super allenamento per sopportare forze gravitazionali, in particolare quelle laterali, ormai spaventose.

Il Qatar ci ha ricordato che i piloti sono supereroi

In un GP normale i piloti perdono circa 1 kg/1.5kg per disidratazione e li vediamo uscire dalle macchine come se nulla fosse. In Qatar la perdita di peso è più che raddoppiata ma i piloti sono arrivati stravolti a causa dell’ipertermia. Hanno inciso in particolare due fattori: caldo con umidità dell’80% e gara tiratissima. Per via delle tre soste imposte infatti hanno potuto spingere dall’inizio alla fine, mentre solitamente devono stare attenti a gestire le gomme. Così c’è chi come Sargeant ha mollato, anche perché debilitato dall’influenza, ma tutti gli altri hanno tenuto duro compreso chi ha vomitato dopo nemmeno un terzo di gara (Ocon) o chi ha subito delle leggere ustioni a causa delle temperature altissime dell’abitacolo (Alonso). Il Qatar ci ha ricordato che i piloti sono supereroi disposti a sopportare tutto pur di cogliere il risultato. E poi c’è Max Verstappen, tra i meno provati… extraterrestre anche in questo.